Mercato dell’oro e dei gioielli.

SpazioEconomia su Radio Voce Spazio fm. 93,8 il lunedì dalle 19 alle 20.

ORO E GIOIELLI

Il bene rifugio per eccellenza è l’oro. Ha sempre registrato dei movimenti nel prezzo che hanno segnato i momenti più difficili delle economie e del valore delle monete, soprattutto il dollaro evolvendo progressivamente in strumento finanziario svincolato dal semplice uso industriale e di produzione dei gioielli che aveva fino agli anni ‘90. Se guardiamo le serie storiche del suo prezzo, possiamo notare infatti che l’ultimo anno in negativo è stato il 2000, con un prezzo in flessione intorno ai 280 dollari per oncia. Dal 2001 infatti, partirà un rally, segnato anche dall’attentato alle Torri Gemelle, dalle varie crisi petrolifere e monetarie. Nell’ottobre del 2008 il prezzo dell’oro segnerà l’unico picco in negativo del periodo a seguito del crack Lehman Brothers, restando coinvolto nel sell-off scatenato su tutti i mercati e valori con un calo del 35% della quotazione. Continuerà a crescere dopo di allora, fino al picco storico segnato nel settembre 2011 con l’acuirsi della crisi in Europa e la fine del secondo QE in America, di 1.900 dollari per oncia. Arriviamo ai giorni attuali, con il prezzo passato dai 1325 dollari di fine 2013 ai 1223 delle ultime chiusure. Cosa ha influito sul ridimensionamento dei valori negli ultimi sei mesi? Il tapering programmato dagli Usa e l’annunciato aumento dei tassi di interesse, hanno portato gli investitori (perché sono loro ormai la maggior parte dei detentori di diritti sull’oro) a spostare i loro asset su altri strumenti, più redditizi dell’oro che non da’ rendimento se non per l’aumento del suo valore, causando un vortice progressivo di vendite che porterà secondo gli analisti ad un ulteriore assestamento dei prezzi.
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L’altro aspetto importante per la nostra economia riguardante l’oro è l’andamento delle vendite dei gioielli, che vedono in Italia una estrema frammentazione della produzione ed una forte concentrazione produttiva nei due Distretti molto importanti, diversi per target e prodotti, di Arezzo ed il Distretto orafo di Valenza Po, con la presenza di grandi Gruppi del Lusso, Aziende della tradizione Orafa oltre le numerosissime piccole aziende e laboratori artigianali. Nei momenti più floridi, in Valenza si sono superate le 1.200 imprese con circa 7.000 addetti, pari a circa 5,6 dipendenti per Azienda.  
Dopo un periodo difficile subito dopo il 2008 con la crisi economica che ha investito anche il comparto produttivo del gioiello e si è propagato fino alla fine del 2012, causando gravi problemi economici ed occupazionali, dal 2013 con un aumento del fatturato del 7,4 % ed il boom dei primi tre mesi del 2014 (con un + 54,9% del Distretto di Valenza), si vede finalmente la possibilità di una ripresa consolidata. Questi dati dipendono come per quasi tutta l’economia produttiva italiana, dall’aumento della richiesta dei nostri prodotti dall’estero, soprattutto da Stati Uniti, Emirati Arabi, Regno Unito, Cina ed Hong Kong e toccato livelli record in Svizzera, costituendo la quota di export l’86,8% del valore totale delle vendite. Analizzando nel dettaglio questo andamento, possiamo notare come siano i prodotti di fascia alta e quelli realizzati da Aziende di Marca a sviluppare meglio le vendite nell’ultimo periodo, in virtù dell’immagine elevata di cui godono anche fuori dai confini nazionali. Ancora in difficoltà risulta il basso di gamma, caratterizzato da basse azioni di marketing e da una forte dipendenza dalle grandi Aziende che li occupano come sub-fornitori, senza che si sia così sviluppata una funzione di commercializzazione più matura. 
Si può sperare che la debolezza relativa dell’Euro possa aiutare il mantenimento di questo trend espansionistico, favorendo anche i piccoli produttori, caratterizzati comunque da un prodotto di più elevata qualità tecnica e di design nei confronti della concorrenza low cost asiatica, che anche in questo settore sta cominciando ad erodere quote di mercato mondiale.

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