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VINO: PRODUZIONE, MERCATO E PIEMONTE

HPIM1850

VINI ITALIANI
Lo spunto per parlare di vino ci viene dai primi dati di Coldiretti che stima la vendemmia del 2014 come la peggiore dal 1950, col maltempo che ha causato un taglio della produzione del 15% a 41 milioni di ettolitri (contro i 44,9 milioni del 2013), il risultato peggiore degli ultimi 64 anni. Di certo l’Italia perderà il primato mondiale nella produzione di vino a vantaggio della Francia, dove le stime del 2014 danno una produzione di 47 milioni di ettolitri.
Tutto questo produrrà un danno importante per l’intero settore italiano, che coinvolge 650 mila ettari di vigne ed oltre 200 mila aziende vinicole, per un fatturato di almeno 9,5 miliardi di euro. L’occupazione del settore ammonta a circa 1,25 milioni di addetti con un aumento nel 2013 del 2,7% (Fonte Mediobanca)..
La nota positiva riguarda le esportazioni di vino e spumanti italiani che sono aumentate del 3% nel primo quadrimestre del 2014 puntando a superare nell’anno il record dei 5 miliardi di euro. Tali dati pongono l’Italia in una posizione migliore di quella degli altri Paesi esportatori (Francia, Spagna, Cile, Australia, Usa e Argentina) che hanno visto il totale diminuire del 3%.Le analisi ci dicono che questo vantaggio deriva dal fatto che i nostri mercati di sbocco sono per lo più quelli tradizionali, più fidelizzati e poco variabili mentre gli altri, in primis la Francia, hanno sfondato nei “nuovi” consumatori (in primis la Cina ove i cugini d’oltralpe vantano il 50% delle importazioni totali vinicole del Paese) che stanno subendo politiche “anti corruzione” e rapporti di cambio ballerini.
Ricordiamo per amore di statistica, che i dati attuali sono molto diversi da quelli degli anni ’80, quando i 12,6 milioni di ettolitri esportati valevano un 30% del totale mondiale mentre i 21 milioni di ettolitri di fine 2012 sono valsi solamente il 21% del totale mondiale, essendo nel frattempo più che raddoppiato il mercato mondiale di vini.

I dati statistici evidenziano un secondo elemento importante del nostro mercato estero: per la prima volta nella storia l’Italia esporta più valore che volume. In numeri è un misero 0,1%, ma la sua presenza testimonia che finalmente il nostro Paese sta ricuperando il rapporto tra la qualità dei vini esportati rispetto la mera quantità. Questo fattore ci permette anche di analizzare i dati sul prezzo medio del vino venduto per l’export.

Dove si evidenzia che la Francia sta perdendo circa 3 centesimi di prezzo medio al litro del vino esportato, a causa del calo del Bordeaux e con la tenuta di Champagne e Bordogna, mentre l’Italia sta mantenendo le posizioni che, secondo analisi economiche di vari Istituti di Ricerca, probabilmente miglioreranno anche grazie alle variazioni dei cambi che nel terzo quarto e più ancora nel quarto, daranno un ottimo supporto alle esportazioni. Minori speranze di crescita invece vengono riposte sulla capacità del nostro Paese di “fare sistema”, che sarebbe importante per la comunicazione e la divulgazione di un prodotto complesso ed a volte considerato complicato dai consumatori come il vino. Si vede in particolare questa mancanza nello scarso sviluppo delle nostre vendite in Cina e più in generale, nell’Asia, dove si diceva che la Francia ha saputo nel tempo raccogliere il 50% delle importazioni di prodotto.
Se guardiamo infine il mercato domestico, i consumi di vino nel 2013 hanno segnato un calo del 6,5% nel canale di vendita della GDO (che attualmente intermedia almeno il 58% del totale nazionale), con volumi di 517,7 milioni di litri ad un prezzo medio di 2,92 euro al litro, prezzo medio che non soddisfa i produttori e lascia perplessi i buongustai. La scelta preferita è andata ai vini frizzanti, con un consolidamento dei rossi oltre i 6 euro ed i bianchi oltre i 5. Il vitigno più venduto è stato il Lambrusco, seguito dal Chianti e dalla Bonarda. I prezzi sono stati influenzati dalla pressione promozionale che ha raggiunto picchi del 50-60%, in particolare nella fascia bassa del prezzo, dove si fanno i volumi, segnalando comunque che il vino rappresenta un buon elemento di attrattiva nella qualificazione di una campagna promozionale.
Analizzando la produzione per Regione, il Piemonte nel 2013 (ultimi dati consolidati) si colloca al 6° posto per volume di produzione. I 2.6 milioni di ettolitri prodotti in Piemonte nel 2013 non sono molti se confrontati con il passato. Il loro mix è invece più significativo: la proporzione tra vini DOC e vini comuni è salita al massimo storico. Nel 2013 soltanto 200mila ettolitri di vino non sono stati classificati come DOC, circa la metà della media storica. Per contro i vini DOC sono il 5% sopra il livello raggiunto 5 anni fa.

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