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NOTIZIE, GIORNALI E MEDIA LOCALI

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Notizie, giornali e media locali

La Società attuale, sempre più connessa in tempo reale, produce e propone giornalmente una quantità di notizie tale da essere difficilmente fruibile nella sua interezza. Le diverse piattaforme consultabili inoltre, rendono i dati di diffusione difficilmente comparabili, in quanto i quotidiani ed i giornali “tradizionali” su carta, i cui dati di diffusione sono più agevolmente monitorabili, stanno perdendo progressivamente lettori. Colpa sicuramente della crisi ma su ciò incidono, anche se non così evidentemente, le copie digitali a pagamento dei giornali, unico dato in controtendenza del mercato, che stanno raggiungendo il 12% delle copie complessive “pagate” dei quotidiani.
I dati Audipress, Istituto di ricerca considerato il principale fornitore di dati per l’editoria in Italia, certifica nell’ultima stesura del suo rapporto che, su un popolazione di 51.896.000, i lettori di quotidiani cartacei e digitali a pagamento sono 19.351.000 (con una prevalenza di uomini pari a 11.910.000) di cui 18.764.000 per i prodotti tradizionali. Le copie cartacee effettivamente vendute non raggiungono i 4 milioni giornalieri; per effettuare una valutazione occorre tener conto che nel 2006 le copie hanno sfiorato i 7 milioni giornalieri.
La preferenza di molti lettori per il canale di raccolta delle informazioni tramite pc, smartphone, tablet ha portato un po’ di ossigeno a una editoria comunque malandata, su cui continuano a picchiare fortissimo la crisi economica, la concorrenza dei giganti del web e il crollo degli investimenti pubblicitari. L’offerta digitale, dunque, sembra sempre di più connotarsi come una forma di contrasto al declino, pur senza presentare una dimensione tale da riportare in attivo i conti economici. È una questione di numeri, ma anche di regole. Di numeri perché le copie digitali nel loro complesso erano complessivamente 587 mila nell’ultima rilevazione. Di regole perché gli editori hanno stabilito che per essere certificate le copie digitali possono essere vendute con un prezzo non inferiore al 30% di quello medio di copertina, se si tratta di copie digitali singole o multiple (quelle vendute ai grandi clienti) o del 50% se vendute in abbinata carta+digitale.
Analizzando i dati Fcp sulla raccolta pubblicitaria, dobbiamo rilevare che il fatturato pubblicitario del mezzo stampa registra un calo del 14,2% relativamente al periodo gennaio 2014 raffrontato allo stesso periodo del 2013. In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano -14,4% a fatturato e -10,3% a spazio. Le singole tipologie che a noi interessano segnano rispettivamente un – 20,1% della tipologia Commerciale nazionale a fatturato e -10,9% a spazio; la pubblicità Commerciale locale -15,6% a fatturato e -10,7% a spazio; la tipologia Di Servizio ha segnato -5,8% a fatturato e +1,9% a spazio. Questi dati danno la percezione di quanto il settore sia in sofferenza ed in evoluzione, si parla di un importo pari ad almeno 12,6 milioni di euro in meno di investimenti pubblicitari anno su anno. L’unico comparto in moderata crescita, anche a livello europeo, è quello della pubblicità su Internet, in aumento di circa il 10% (fonte Nielsen) con la pubblicità display. Qualche aumento sta avendo anche la raccolta radiofonica, anche se l’analisi delle cifre è abbastanza influenzata dalle grandi campagne nazionali, che possono modificare significativamente le percentuali anche in considerazione della minore importanza della raccolta pubblicitaria radiofonica in termini di cifre assolute.
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Analizzando la tabella di cui sopra, possiamo notare come la parte del leone negli investimenti pubblicitari, la faccia ancora la televisione, seguita a grande distanza dai quotidiani, periodici, internet e, buona ultima, la radio.
Quello che a noi oggi interessa analizzare è la situazione dei media locali (carta stampata, radio, internet) nella nostra zona.
I dati di vendita rilevati dai distributori locali danno, a livello globale, una situazione delle vendite di giornali nella Provincia di grave difficoltà: Quotidiani/bisettimanali locali -20%, Sportivi -8%, tutti i quotidiani -10%. Appare notevole la differenza tra i vari comparti, pur nella negatività dei numeri. Approfondiremo con gli Ospiti in trasmissione le motivazioni di questi risultati.
La carta stampata in Alessandria ha ne “Il Piccolo” il suo foglio più importante. Con una tiratura di circa 15.000 copie ed almeno 60.000 lettori medi questa testata rappresenta il canale più importante di diffusione delle notizie a base locale, escludendo gli inserti nelle edizioni de “La Stampa” e delle altre testate nazionali. Il target raggiunto è parimenti suddiviso tra uomini e donne ed è trasversale per classi sociali ed istruzione. La crisi della stampa nazionale ha colpito in passato anche il giornale, che ha dovuto ridurre le edizioni, diventando bisettimanale.
Le Radio locali, alcune in funzione da decine di anni, stanno subendo l’evoluzione dei network radiofonici che hanno cannibalizzato i grandi numeri di ascolto, raccogliendo per la loro sussistenza pubblicità locale, generalmente svincolata dal target della programmazione propria dell’emittente. Ad un dato nazionale di raccolta pubblicitaria positivo per un 5,1% dell’ultimo anno, solo un paio di Radio della nostra Provincia possono affermare di essere in linea. Altre hanno variato programmazione e target di riferimento, in base alla raccolta pubblicitaria locale che, purtroppo, in Alessandria risente delle condizioni dell’economia locale. L’ascolto medio sfiora i 250.000 ascoltatori al giorno nella Provincia (dati Radio Monitor) mentre i dati non vengono monitorati con precisione per tutte le singole emittenti data la mancanza di un’Agenzia specializzata. Le fasce di ascoltatori raggiunte generalmente sono omogenee per sesso e professione e selezionano l’emittente sulla stretta base di riferimento della programmazione, talvolta privilegiando fasce orarie rispetto ad altre proprio su tale criterio. Non ha un grande valore l’ascolto in streaming o podcast di queste emittenti.
I giornali on-line della Provincia, hanno una connotazione per lo più generalista, con poche caratterizzazioni di area politica ed una raccolta pubblicitaria poco significativa, per lo più a display o banner statici. La raccolta pubblicitaria soffre anche quest’anno di una riduzione, di circa il 4% rispetto al 2013, quando vi era già stato un calo rispetto all’anno precedente di oltre il 5%. Tale situazione sta creando diversi problemi di sopravvivenza alle varie Testate, che cercano di resistere riducendo l’organico dei Giornalisti, rivolgendosi a collaboratori dilettanti o riducendo drasticamente gli aggiornamenti.
Tratteremo diffusamente questi aspetti del problema con gli Ospiti della trasmissione del 3 Novembre.

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