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CHE COSA VORREMMO DAL PROSSIMO PRESIDENTE?

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CHE COSA VORREMMO DAL PROSSIMO PRESIDENTE?

Il 29 gennaio inizieranno le votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica. Sono sussurate, talora urlate, varie candidature forti, deboli, divisive, risibili: non è quanto vogliamo commentare, nè unire nomi alla lista.
Vogliamo brevemente elencare pochi punti, modesti ma tali da rappresentare un “cambio di marcia” per il prossimo rappresentante del paese.
Che cosa vorremmo che egli, o ella, facesse?
Per prima cosa, ridurre i costi del Quirinale, che sono oltre il doppio di Buckingham Palace (e scusate se è poco), circa 4 volte l’Eliseo; iniziare con la dismissione delle 3 residenze ufficiali (http://it.wikipedia.org/wiki/Residenze_ufficiali_del_presidente_della_Repubblica_Italiana); proseguire con la riduzione del personale: ben 799 dipendenti di palazzo,  di cui 102 unità dello staff presidenziale, che sommati alle Forze dell’Ordine di servizio al Quirinale ammontano a 1.720, una cifra molto alta se si considerano le corrispettive istituzioni europee ed americana (oltre 3 volte il personale della Casa Bianca e quasi il doppio rispetto all’Eliseo e a Downing Street); le sole risorse destinate alle diverse forze di polizia distaccate al Quirinale per ragioni di sicurezza costano 14.300.000 euro annui. Come non domandarsi perchè i giovani bellimbusti laziali vogliono fare il corazziere? Ma anche gli altri dipendenti del Quirinale non scherzano: nel bilancio previsionale del 2014 per il personale il Quirinale spende 121.500.000 euro più 90.000.000 euro per il personale in pensione.
Ogni dipendente del Quirinale costa 70.656 euro.
Fatto questo, fatto un bel percorso per ri-avvicinare l’istituzione ai cittadini.  

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