MERCATO DELLE CALZATURE PIU’ LUCI O OMBRE?

SCARPE

Calzature da uomo, come va il mercato?

L’Italia è il principale produttore ed esportatore UE di scarpe per uomo con tomaia in pelle. A consuntivo 2013 precedeva, nella classifica degli esportatori comunitari in volume, Belgio Portogallo e Olanda.

I dati 2014 sull’andamento del comparto elaborati da Assocalzaturifici mostrano segni positivi per l’export (+1,7% complessivo in volume e +5,7% in valore nei primi 9 mesi, malgrado la pesante flessione in Russia e nei mercati della Comunità Stati Indipendenti) e l’ennesima battuta d’arresto sul mercato interno: secondo il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca gli acquisti delle famiglie italiane di scarpe da uomo non sportive sono scesi, nei primi 9 mesi 2014, del -6,2% in quantità (e di ben il -12,1% in termini di spesa). I segnali della crisi profonda dei consumi interni non mancano neanche in questo settore.

Le esportazioni italiane del comparto uomo, dopo la battuta d’arresto del 2009 legata alla recessione mondiale, hanno ripreso quota, recuperando in valore i livelli pre-crisi. Nei primi 9 mesi 2014 si sono attestate a 1,33 miliardi di euro; erano 1,14 nell’analogo periodo 2008.

Incrementi a due cifre in valore per l’export verso Medio Oriente (+28,2%) e Far East (+19%). Crescono anche la UE (+8,5%) e gli altri mercati europei (+12%), trainati da Svizzera e Turchia.
6 calzature su 10 vendute oltre i confini nazionali hanno avuto come destinazione uno dei Paesi dell’Unione Europea.

La Francia (+4,2% in valore e +2,1% in quantità) si è confermata il principale mercato, seguita da Germania, Svizzera e Stati Uniti. Questi ultimi, pur crescendo in valore del 3,8%, hanno fatto segnare un arretramento del 3,7% in volume ma crollano le esportazioni verso Russia e C.S.I.

russia

-22,2% in valore (e -24,2% in volume) il calo dei flussi verso la Comunità Stati Indipendenti.

Tra i Calzaturieri si teme che il calo dell’export verso la Russia non sia un fenomeno passeggero legato alle tensioni con l’Ucraina. Lo confermano le difficoltà dei negozi del lusso che ospitavano i  marchi italiani e che ora vengono rimpiazzati dalle grandi catene che vendono prodotti di fascia medio bassa in arrivo da Cina e Turchia.

Nei primi 9 mesi 2014 il prezzo medio più alto tra i 20 principali mercati di sbocco è stato fatto segnare dalla Cina (134,47 euro). Superiore ai 100 euro anche quello verso Hong Kong e Ucraina. Di poco al di sotto, ma ben più elevato rispetto alla media, il prezzo in Russia (98,46 euro/paio).

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