THE VILLAGE WEEKEND – ON MONDAY by Federica SELLERI


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UNA DOMENICA AL MUSEO     
Vista l’iniziativa ministeriale di aprire gratuitamente i musei, i castelli e i poli archeologici la prima domenica di ogni mese, la scelta sul monumento da visitare questa domenica è ricaduta sul Castello di Racconigi, complice anche la splendida giornata.
Divenuto una delle dimore Sabaude dal 1363, quando Amedeo VI strappò Racconigi ai marchesi di Saluzzo, il castello in poco tempo divenne fulcro della cittadina e una delle più amate residenze della corte sabauda.
Emanuele Filiberto nel 1676 commissionò a Guarino Guarini la prima completa trasformazione della iniziale fortezza in “villa delle delizie”. Tuttavia, il grandioso progetto del Guarini non coinvolse soltanto l’edificio, ma vide anche l’affiancamento del noto architetto francese André Le Nôtre, che si occupò della risistemazione del vasto parco.
A partire dal 1757 Ludovico Luigi Vittorio di Carignano commissionò all’architetto Giovanni Battista Borra un notevole rimaneggiamento secondo il gusto neoclassico tipico dell’epoca, a cui si deve il rifacimento della facciata meridionale.
L’attuale aspetto dell’edificio è in gran parte frutto del rimaneggiamento voluto nel 1832 dall’ultimo principe di Carignano, nonché neo re di Sardegna, Carlo Alberto. Egli ritenne necessario ampliare e abbellire ulteriormente la residenza, che da quel momento in poi cessò di appartenere alla famiglia Savoia-Carignano per passare alla corona di Sardegna, assumendo così lo status di “residenza reale”, nonché eletta sede delle “Reali Villeggiature”. 
Il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, del sistema Castelli Aperti del Basso Piemonte e dal 1997 è parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.
La prospettiva di poter godere di un capolavoro dal punto di vista artistico ed architettonico messo a fruizione del pubblico gratuitamente pareva essere un’occasione imperdibile e un ottimo modo per sfruttare questa lodevole iniziativa ministeriale.
Arrivati sul luogo ci siamo messi pazientemente in coda (la cui lunghezza non era indifferente) che non ha smorzato l’entusiasmo e il desiderio di portare a compimento questo progetto. Non avevamo però fatto i conti con l’implacabile ed inarrestabile “sistema Italia” che colpisce anche i più ignari turisti. Alle ore 16 della domenica di ingresso gratuito ai musei, viene appeso sulla porta di ingresso della biglietteria del castello il seguente cartello: “Biglietti castello esauriti”



Non è stata spesa una sola parola per quei poveri turisti armati delle migliori intenzioni per spiegare che l’ingresso al castello era stato interdetto per la mancanza di biglietti. Cercando di non disperarsi per l’inconveniente e di non aver fatto un viaggio a vuoto, il pensiero successivo è stato: se non si può entrare nel castello, almeno non negateci la visita al parco! La risposta dei dipendenti, senza colpa indubbiamente, è stato un gentile “spiacenti il parco è chiuso”. Fatto notare che sul sito del ministero era dato per certa l’apertura del castello e del parco la risposta, ancor più disarmante, è stata “non ne siamo stati informati”.
Passi l’esaurimento dei biglietti, passi il non aver previsto un affluenza così numerosa, passi la decisione di non elaborare una soluzione immediata del problema, difficile diventa, però, far passare l’ ennesimo esempio disorganizzazione statale.
Ritengo che questo episodio porti a fare una riflessione su cui dovremmo soffermarci: un’iniziativa (musei gratis) che riscuote un enorme successo indica come gli italiani amino l’Italia e il nostro patrimonio artistico culturale; il ministero se n’è reso conto e si sta muovendo nella direzione giusta per creare le possibilità di una più ampia fruizione e valorizzazione.
Lo step che però sembra ancora mancare è un chiaro coordinamento tra la direzione centrale e i vari poli museali ed archeologici che causa episodi come quello raccontato. Episodio che sì, può sembrare banale, ma che mi porta sempre più ad interrogarmi su quale impressione possa dare l’Italia e gli Italiani ad osservatori esteri. In che modo possiamo invogliare i turisti stranieri a visitare il nostro Paese se non siamo in grado di valorizzarlo al meglio in primis per la fruizione degli italiani stessi?
Magra consolazione: per la prossima giornata di musei aperti il Castello di Racconigi prevederà l’ingresso libero e l’apertura del parco, per evitare il ripetersi di questo episodio.
C’è d’augurarsi che non si trasformi in un pesce d’aprile.





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