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Ecco Socloo, il Primo Social Network per le Scuole, Completamente Gratis

 
Capovolgere la didattica “creando un nuovo modello dove il docente ricorre sempre meno alle lezioni frontali, usando tutte le risorse disponibili in rete”. E’ possibile? Secondo Andrea Armellini, sviluppatore di software da oltre 20 anni, sì. E’ proprio lui che ha creato Socloo, primo social network dedicato alla Scuola “sicuro e protetto, che integra le funzionalità tipiche di una piattaforma di e-learning con i vantaggi della comunicazione”. Vediamo come.
Quando e come è nato Socloo?
Con sei figli il mondo della scuola lo sto vivendo da vicino ormai da parecchi anni, seguendo il radicale cambimento che la digitalizzazione sta portando: internet, cloud computing, tablet, eReader hanno determinato una trasformazione senza precedenti. Anche il modo di insegnare e le risorse didattiche stanno cambiando rispetto alla attività tradizionale. La passione per il mio lavoro, sviluppo software da oltre 20 anni, ha fatto il resto.
A chi si rivolge Socloo?
Socloo è il primo social network dedicato alla Scuola, sicuro e protetto, che integra le funzionalità tipiche di una piattaforma di e-learning con i vantaggi della comunicazione, della condivisione e della collaborazione social. La scommessa è stata quella di creare uno strumento facile da usare, basta un browser e una connessione internet, è tutto su cloud, fruibile sia in classe che da casa su qualsiasi device, dal computer al tablet, allo smartphone. Si rivolge a tutti i docenti e gli studenti delle scuole secondarie di I e di II grado. Tutte le classi che partecipano diventano parte di un unico social.
socloo
Come funziona?
Socloo è attivabile sia dal singolo insegnante in modo autonomo, sia dalla scuola che decide di attivarlo come strumento condiviso. L’insegnante attiva poi gli studenti. Consideriamo Socloo un ambiente sicuro e protetto, monitorato dall’insegnante che può intervenire in ogni dinamica e su ogni contenuto dove ce ne sia la necessità. Avendo a che fare con ragazzi minorenni, la loro sicurezza viene prima di tutto: per questo motivo viene verificata la reale identità di ogni singolo docente che richiede l’accesso alla piattaforma.
Il docente può gestire varie classi e varie materie, gruppi di lavoro, eventi e progetti condivisi anche tra classi che appartengono a scuole diverse. All’interno di ciascun gruppo è possibile condividere contenuti (un testo un documento, una presentazione, un pdf, un’immagine, un video, un link). C’è poi un sistema di messaggistica interno, una bacheca per i post, un calendario per condividere la pianificazione, un modolo per consentire agli studenti di prendere appunti, di eseguire test creati e assegnati dal docente e di svolgere lavori di gruppo tramite wiki.
Qual è il vostro modello di business?
La piattaforma è stata finanziata con investimenti privati. E’ erogata gratuitamente, senza costi per le scuole e per le famiglie. Siamo aperti a valutare  sponsorizzazioni etiche e avvieremo presto una campagna di crowdfounding. Consideriamo Socloo una piattaforma aperta, in continua evoluzione, che vuole e deve plasmarsi sulle effettive esigenze della Scuola Italiana, grazie al confronto continuo con dirigenti, docenti, studenti e genitori e con tutti coloro che abbiamo voglia di contributire al suo sviluppo.
Dopo la sperimentazione ora Socloo è partito. Quali saranno i passi successivi?
Socloo ha terminato la sua fase di sperimentazione con successo e diventa completamente operativo per tutti i singoli docenti che vogliono capovolgere la loro didattica. Già da oggi i docenti possono cominciare a registrarsi autonomamente su www.socloo.org per creare la propria classe digitale. Parliamo di didattica capovolta o flipped, ovvero di un nuovo modello dove il docente ricorre sempre meno alle lezioni frontali, usando tutte le risorse disponibili in rete. Si inverte così il luogo dove si svolge la lezione, a casa anziché a scuola, con quello in cui si studia e si fanno i compiti, a scuola anziché a casa. Un innovativo modello didattico che non può prescindere dall’utilizzo di strumenti collaborativi e di condivisione.
Quanto sono importanti i social network nell’istruzione di oggi?
Termini come whatsapp, wiki, twitter, blog sono diventati di uso comune e gli studenti comunicano già tra di loro proprio utilizzando questi strumenti. La tecnologia non sostituisce il ruolo dell’insegnante, ma è uno strumento d’appoggio per sviluppare le competenze dei ragazzi. Condivisione, collaborazione e partecipazione devono essere gli strumenti per applicare i nuovi paradgmi didattici.
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