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THE VILLAGE WEEKEND by Federica SELLERI


 

AFFORDABLE ART FAIR: La fiera d’Arte Contemporanea che non ti aspetti

 

Oltre 95 gallerie internazionali hanno preso parte a questa edizione di Affordable Art Fair, inauguratasi mercoledì 18 marzo e che sarà visitabile fino a domenica 22 marzo, presso Superstudio Più, Milano.
Elemento chiave della fiera che traspare già dal nome (Affordable = conveniente, che ci si può permettere) è la presenza di opere di artisti giovani ed emergenti, o più affermati, le cui opere hanno un prezzo “alla portata di tutti”; il limite massimo è infatti di 6000€.
L’idea di creare una fiera di arte contemporanea in cui compratori ed artisti emergenti potessero trovarsi, viene sedici anni fa a Will Ramsay, gallerista londinese che nel 1999 lanciò la prima Affordable Art Fair a Battersea Park a Londra, attirando oltre 10.000 visitatori. Dal 1999 la fiera ha visto una crescita esponenziale fino a contare lo scorso anno 17 fiere in 13 città del mondo (da Londra a Maastricht, da Milano a Toronto, da Hong Kong a New York, solo per citarne alcune) con 246.000 visitatori. L’edizione milanese è oggi arrivata alla quinta edizione.
L’idea di fondo è quella di democratizzazione dell’arte: Affordable Art Fair nasce proprio con lo specifico obiettivo di rendere l’arte contemporanea accessibile a tutti e dimostrare che non è necessario essere un esperto o possedere un cospicuo capitale per apprezzare il mondo dell’arte e comprare le opere.
Tre sono le linee sezioni della fiera: Young Galleries & Talents, Focus Photography e Exchange.  La prima sezione è interamente dedicata all’arte emergente: è composta da 10 gallerie selezionate che partecipano per la prima volta alla fiera e presentano i migliori artisti under 40. Una vera occasione, da un lato, per i giovani artisti per acquistare visibilità sulla scena artistica e sul mercato e, dall’altra, per i collezionisti per scoprire le ultimissime tendenze dell’arte contemporanea.
La seconda sezione è dedicata alla fotografia: anche in questa sezione si compie un viaggio attraverso i fotografi emergenti e i talenti italiani meno noti per poi arrivare agli autori più conosciuti e alle proposte internazionali. Si alternano collezioni dal sapore vintage, all’iperrealismo contemporaneo, al decadentismo.
La terza sezione, grazie a un nuovo programma di scambio tra le Affordable Art Fair di Amsterdam e Milano, ospita 12 gallerie che parteciperanno in gruppo a entrambe le fiere. Si tratta di una selezione geografica delle migliori gallerie dei rispettivi paesi che rappresentano il network internazionale di Affordable Art Fair.
Le giornate della fiera offrono anche un fitto programma di eventi, workshop e talk con gli artisti per avvicinare il pubblico al mondo dell’arte.
La fiera offre anche un special feature con Michelangelo Pistoletto, grazie alla sua opera Il Terzo Paradiso. Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra, congiuntamente all’impegno di rifondare i comuni principi e comportamenti etici, in quanto da questi dipende l’effettiva riuscita di tale obiettivo.Il Terzo Paradiso è raffigurato simbolicamente da una riconfigurazione del segno matematico dell’infinito. Con il “Nuovo Segno d’Infinito” si disegnano tre cerchi: i due cerchi opposti significano natura e artificio, quello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso[1].
Terzo Paradiso_coltivare la città è l’orto urbano di 750mq progettato da N.O.V.A. Civitas (acronimo di Nuovi Organismi di Vita Abitativa) e Cittadella-Fondazione Pistoletto a partire dal simbolo del Terzo Paradiso sul tetto di Superstudio Più. L’opera, durante il corso della fiera, sarà disgregata, zolla dopo zolla, dissodando il terreno e coinvolgendo attivamente il pubblico che potrà contribuire all’operazione durante le visite. Nell’ottica di mediazione del messaggio su cui si fonda la visione del Terzo Paradiso ideato dal Maestro nel 2003 e dall’incentivazione dei meccanismi di partecipazione nella realizzazione di un futuro più sostenibile, i visitatori avranno la possibilità di portare a casa un frammento di quest’opera d’arte: un pugno di terra per dare inizio a un nuovo ciclo di colture sul proprio terrazzo, moltiplicando e concretizzando l’input dell’opera originaria.
 
In occasione dell’inaugurazione abbiamo avuto l’occasione di intervistare il Maestro Michelangelo Pistoletto, che ringraziamo vivamente.
– Cosa ne pensa di questa fiera d’arte e delle implicazioni che questa ha sull’arte contemporanea?
“Io penso che questa manifestazione, Affordable Art, sia quello che si debba fare oggi, ossia allargare l’orizzonte dell’arte. Una volta l’arte era popolare per via dei soggetti, i soggetti religiosi, le guerre oppure i re, i grandi personaggi. Oggi la popolarità è diretta, l’arte va direttamente alle persone, allo spirito di sensibilità che ognuno ha. Questa mostra è manifestazione di quello che oggi si deve fare: rendere l’arte accessibile. Come nello sport, tutti possono giocare a pallone e col tempo si vede chi gioca meglio di un altro e che diventerà un campione, lo stesso vale per l’arte, con la differenza che l’arte non è soltanto essere campioni ma è esercitarsi nella sensibilità e nell’espressione. Un elemento molto importante è che ci sia un’economia che sostiene chi vuole cominciare a fare arte.”
Cosa ne pensa sul fatto di dare un valore, un prezzo, alle opere d’arte e dare la possibilità ai giovani artisti di avere uno spazio sul mercato?
“Il valore dell’arte è inestimabile, però è già positivo che qui in questa occasione ci siano delle possibilità di spendere poco e di dare un valore minimo alle opere. In questa occasione si da inoltre la possibilità ai giovani di esporre, di essere notati e dare un prezzo al loro lavoro.”
All’estero come è vissuta l’arte e queste manifestazioni similari?
“Questa iniziativa è la dimostrazione che in tutto il mondo c’è la stessa esigenza di arte, non è un’esigenza di una parte o dell’altra. Ovunque nel mondo ci sono le accademie in cui i giovani artisti sviluppano una capacità creativa anche in posti che sono lontanissimi da quello che era il centro della cultura artistica in passato, come l’Europa o l’America. Oggi si sta sviluppando ovunque questa possibilità per gli artisti e per la gente di entrare in contatto, di creare un connubio tra arte e pubblico.”
Ricollegandoci a fatti di cronaca recente, episodi di violenza e distruzione a danni di opere d’arte di valore inestimabile, come si può far cultura in quei paesi?
“Il problema è quello antichissimo delle religioni che non solo non accettano la figura ma la combattono. Io pensavo, o meglio speravo, che col Novecento, si fosse superato questo rapporto conflittuale tra la figurazione e l’astrazione, perché siamo arrivati a fare pittura astratta nei paesi dove si faceva la figura e nei paesi dove si faceva l’arte astratta disegnare e rappresentare la figura. Ci troviamo di fronte ad una realtà in cui mentalità regresse hanno a disposizione tecnologie avanzatissime, che utilizzano anche per offesa. Il fatto che le situazioni economico-religiose dei paesi portino a questo tipo di confronto-scontro vuol dire che l’umanità ha ancora molta strada da fare per raggiungere la civiltà.


[1]Michelangelo Pistoletto, Il Terzo Paradiso, 2003 – 2012

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