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Ecco Tutti i Segreti per Realizzare un Video Virale di Successo

di Isabel Gangitano scritto il 16 marzo 2015

Ogni minuto vengono caricate circa 60 ore di video su YouTube. Ogni giorno vengono visualizzati oltre 4 miliardi di video. Ogni mese su Youtube vengono guardati oltre 3 miliardi di ore di video. Nel 2011 Youtube ha registrato più di 1 trilione di visualizzazioni, pari a quasi 140 visualizzazioni per ogni persona sulla terra. Un mare di contenuti, insomma, nel quale distinguersi è praticamente impossibile: infatti solo lo 0,01% del totale si diffonde nella rete raggiungendo 1 milione di visualizzazioni nella prima settimana, diventando virali. Una percentuale che non rende giustizia agli investimenti in pubblicità video online in costante aumento, e che entro il 2016 arriveranno a toccare la cifra di 10 miliardi di dollari. Da qui la necessità di affiancare all’investimento anche dell’ottima qualità video in grado di raccontare il brand coinvolgendo l’utente e convincendolo che il contenuto meriti la condivisione.
All’Università Cattolica di Milano ne abbiamo parlato con Michele Ghedin, Community Manager presso Zooppa Italia, una piattaforma globale nata nel 2007 all’interno dell’incubatore di imprese H-Farmventures, che mette in contatto video/foto/project maker e grossi brand attraverso il lancio di contest online.

Riprendendo il libro scritto da Andrea Febbraio, Dario Caiazzo e Umberto Lisiero, edito da Fausto Lupetti, “VIRAL VIDEO”, abbiamo attraversato la dimensione virale dei video alla scoperta delle 7 regole che sanciscono il concetto “Content is King, Distribution is Queen”:
1. Story Metter Most; la storia è più importante di tutto, più del prodotto. I brand per produrre un contenuto virale devono pensare di più al divertimento che il video offre allo spettatore che alla sua relazione con il prodotto. I brand in sostanza devono essere dei buoni storytellers.
2. First 5 Second; i primi 5 secondi di video sono fondamentali. È durante quei 5 secondi che l’utente sceglie se continuare o smettere di guardare il video. I brand quindi devono creare una connessione emotiva con lo spettatore attraverso gioia o sorpresa.
3. Emotional Roller Coaster;  dopo i primi secondi l’utente ha bisogno di stimoli per proseguire nella fruizione del video, se l’emozione è costante, l’attenzione dello spettatore scemerà. Bisogna, quindi, alternare varie emozioni come stupore, divertimento, preoccupazione, che tengano viva l’attenzione dell’utente.
4. Taste Makers; è necessario pensare a come promuovere il video una volta caricato, tenendo già presente che esistono degli influencer nella rete. Non si tratta di cercare testimonial ma endorser: qualcuno di famoso in grado di lanciare tendenze o cambiare i gusti delle persone, che condivida il video.
5. Surprise, Don’t Shock; il successo di un video è dato dalle condivisioni e le persone non condividono cose crudeli o scioccanti. A tutti noi piacciono le cose divertenti e emozionali.
6. Early Critical Mass; Youtube ha un suo algoritmo tale per cui decide la fruizione dei contenuti in base a ciò che succede nelle prime 48 ore, che diventano quindi fondamentali per decretare il successo di un video. Un consiglio è quindi quello di pagare per fare inizialmente delle visualizzazioni o pagare gli influencer.
7. Size Does Not Matter;  il successo di un video come detto prima è dato dalle condivisioni, senza le quali il video non diventerebbe virale. Per questo inserire almeno una Call to Action (Cta), testuale (semplici quadrati che riportino al sito per esempio) o verbale ( espressa direttamente in macchina dall’attore protagonista del video), all’interno o alla fine dei video, per coinvolgere l’utente.
I brand, attraverso la giusta combinazione di queste regole, e di altre tecniche e metodologie, riusciranno a stupirci?

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