THE VILLAGE WEEKEND by Federica SELLERI


 

 

SPOTTED: Tamara de Lempicka a Palazzo Chiablese, Torino

 

Palazzo Chiablese fa di nuovo centro: dopo esser stato sede di alcune esposizioni di successo (I preraffaelliti, Avanguardia russa, per citare i titoli più recenti), ecco che propone una personale d’impatto sull’artista Tamara de Lempicka, una delle più talentuose artiste dell’Art déco.
Tamara de Lempicka (1898-1980) seppe costruirsi una vita inimitabile ma con alcuni punti incerti: la famiglia di origine faceva indubbiamente parte dell’alta società russa, ma nebuloso è il luogo di nascita (chi ipotizza Varsavia, chi Mosca) ed anche la data di nascita che lei dichiarava essere il 1902 risulta essere falsa. Nel 1916 sposa Tadeusz Lempicki e nello stesso anno partorì la figlia Kizette, che avrebbe dovuto concepire a poco più di 13 anni. Anche il certificato di morte aiuta a far chiarezza sulla data di nascita: muore nel 1980 all’età di 81 anni. Gioia Mori, curatrice della mostra e studiosa esperta dell’opera di Tamara, suggerisce la data 1898. 
 
Nel 1907 Tamara compie il suo primo Gran Tour in Italia, paese che molto amò e da cui trasse grande ispirazione per la sua arte. Nei primi anni Venti, gli “anni folli”, Tamara si trova a Parigi: è la regina del glamour e dell’eleganza, della trasgressione e della stravaganza. Studia pittura per tre anni, allieva di Maurice Denis e di André Lhote, e mette a punto uno stile originalissimo fatto di una purezza delle forme, geometrizzate, definito “à la Ingres“, immerse in un gioco di luci e ombre, un rimando, da un lato, ai quadri di Caravaggio, dall’altro, ai set fotografici. Il suo stile originale ed i suoi modi da aristocratica russa sedurranno ed affascineranno il pubblico per oltre un decennio. Dopo una serie di scandali collegati alla sua vita amorosa (alternava platealmente passioni maschili e femminili) nel 1933 avviene il secondo matrimonio col ricchissimo barone ebreo Kuffner. Il culmine della fama Tamara lo raggiunge nel 1932 quando lo Stato francese acquista per il Jeu de Paume la Jeune fille en vert, simbolo della mostra di Palazzo Chiablese. Da quel momento inizia la parabola discendente del suo successo e con lo scoppio della guerra, nel 1939, si trasferirà in America con la famiglia. Nemmeno negli Stati Uniti la sua pittura piace più: inizia un periodo di scontentezza e depressione, periodo che avrà fine solo con la sua morte il 16 marzo del 1980.
La mostra si suddivide in 7 sezioni che ripercorrono e descrivono la vita dell’artista. Con un sapiente accostamento delle opere a schizzi, foto d’epoca e filmati, lo spettatore compie un viaggio nel tempo, immerso in una tipica atmosfera dei caffè parigini con luci soffuse e musica jazz.
È nei quadri raffiguranti la figura femminile che meglio emerge lo spirito dell’artista e gli elementi che la affascinano: il fascino che su di lei esercitavano la moda e il glamour, evidentissimo nella sezione Dandy Deco in cui le modelle indossano abiti appena usciti dalle boutique parigine; la sensualità e la seduzione femminile, descritta dalla serie di nudi delle sezioni Scandalosa Tamara e Le “visioni amorose”, in cui modelle formose e statuarie rimandano alle veneri di Tiziano e Giorgione raffigurate con un tocco di malizia per affascinare l’osservatore. Pervade in modo uniforme un senso di malinconia espresso dai grandi occhi, talvolta vacui, e dalle espressioni serie dei volti.
 
La mostra, inaugurata il 19 marzo, sarà visitabile fino al 30 agosto 2015. Consiglio a tutti vivamente di non perderla: vi assicuro che anche voi, come me, rimarrete colpiti dal potere di seduzione di Tamara de Lempicka.
 
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