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Le 4 Smart Cities del Futuro

Nonostante il futuro, nel suo insieme, sembri in un certo senso già scritto, a causa di diktat internazionali e dinamiche sociali che risultano portare ciclicamente agli stessi risultati, quello che all’occhio dei più esperti risulta meno prevedibile è ciò che accadrà ai grandi centri urbani. Stando a recenti studi demografici, entro il 2050 circa il 75% della popolazione mondiale migrerà definitivamente verso le città, abbandonando una volta per tutte le campagne e le periferie vicine ai grandi agglomerati urbani. Un fenomeno, quello previsto, che dovrebbe portare, nel giro di qualche decennio, a un sovraffollamento delle grandi città.
Per porre rimedio anzitempo a quella che, con ogni probabilità, potrebbe diventare una delle più grandi problematiche mondiali, molti centri abitati, al fine di mitigare lo stress e il sovraccarico delle infrastrutture urbane, hanno deciso di adottare tecnologie intelligenti, incoraggiando lo sviluppo di architetture sostenibili e la produzione di energia a basso uso di carbonio. Un programma che, solo nel 2016, secondo uno studio dell’ABI, porterà a una spesa vicina ai 39,5 miliardi di dollari.
Saranno 4 le città in tutto il Mondo che, in poco tempo (entro il 2030), adotteranno le più drastiche politiche urbane per prevenire rischi di sovraffollamento e sovraccarico delle strutture, adottando prima degli altri tecnologie intelligenti e architetture sostenibili. Eccole di seguito:
1. Songdo, Corea del Sud
Songdo
La città coreana di Songdo, situata a soli 15 minuti di auto dall’aeroporto di Incheon (il più importante della nazione asiatica) sarà il primo esempio al mondo di Smart City. Oggi la città ospita circa 40 000 persone, oltre a circa 55 000 pendolari che ogni giorno arrivano in città per motivi di lavoro. Costruita su un’area di 6 km quadrati ricavata dal Mar Giallo, Songdo presenta una composizione del terreno ostile alla crescita di piante, a causa delle 500 tonnellate di fondale marino riversate sull’area, che impediscono agli alberi di crescere in maniera naturale. Un team di ingegneri ha progettato un particolare tipo di terreno che dovrebbe inserirsi tra la sabbia e l’ultimo strato di terra, capace di tenere idratata la vegetazione. Inoltre, nonostante la speculazione edilizia che negli ultimi anni ha colpito la città (con la costruzione del Northeast Asia Trade Tower, il grattacielo più alto della Corea del Sud), entro il 2030 il 40% dell’area metropolitana verrà assegnato al verde, sul modello del Central Park di Songdo, già costruito nel 2009 e che in poco tempo si è imposto come grande esempio di architettura sostenibile. A completare il quadro innovativo ci penserà anche un sistema di smaltimento rifiuti all’avanguardia, in grado di utilizzare tubi per aspirare i rifiuti direttamente dalle singole abitazioni, facendole confluire nei centri di lavorazione, in grado di dividere automaticamente il materiale e riciclarlo, con l’obiettivo di renderlo in futuro fonte primaria per lo sviluppo di un’energia rinnovabile. Sotto le strade della città, inoltre, saranno presenti dei sensori, capaci di rilevare le condizioni del traffico e alterare i segnali secondo gli ingorghi presenti in superficie. 15 miglia di piste ciclabili e tag di identificazione radio per ogni auto capaci di segnalare eventuali congestioni stradali, completeranno il quadro di una città che nel giro di qualche anno diventerà un modello all’avanguardia per tutte le grandi metropoli.
2. Malmo, Svezia
Malmo
La città svedese sarà con ogni probabilità il più grande esempio di centro urbanoeco-friendly. Malmo, storico centro industriale altamente inquinato, è stato tempo fa casa di alcune importanti centrali nucleari. Dal 2000, però, i funzionari della città hanno deciso di chiudere il programma nucleare, impegnandosi a fare della città un centro carbon neutral (zero emissioni), facendolo diventare un esempio per l’utilizzo di energia completamente rinnovabile. Per favorire tutto questo, entro la fine dell’anno i veicoli comunali dovranno diventare tutti a idrogeno, elettrici o a biogas. Il quartiere Westport di Malmo, inoltre, diventerà simbolo dell’edilizia sostenibile che in poco tempo dovrebbe contraddistinguere l’intera città. I progetti, inoltre, riguarderanno anche la zona del porto, chiamata “la città del futuro”, in cui una turbina eolica fornirà elettricità a molte aree del centro. Il distretto utilizzerà anche un sistema di storage acquifero per raccogliere l’acqua piovana, che verrà pompata con energia dalla turbina e finirà con il riscaldare le case d’inverno e rinfrescarle d’estate. Anche la zona residenziale Flagghusen, di recente costruzione, ospiterà tetti ricchi di vegetazione. Gli esperti sono ottimisti sul fatto che la città possa diventare un centro eco-friendly, anche visto che già 10 000 persone abitano la zona del porto e circa 20 000 dovrebbero arrivare nei prossimi anni.
3. New York, Usa
New York
Con i suoi grattacieli e la sua costante congestione, New York è stata spesso pensata come simbolo del consumo e dei rifiuti, piuttosto che come area destinata al verde. Designer e sviluppatori, tuttavia, sperano di cambiare velocemente questa reputazione, grazie anche a un paio di progetti promettenti che hanno messo a punto e che aiuteranno la Grande Mela a trasformare alcune delle sue aree non utilizzate in spazi pubblici eco-sostenibili. Un progetto degno di nota è ilLowline, un parco sotterraneo previsto in prossimità di una stazione abbandonata. Per illuminare lo spazio e fornire energia saranno sufficienti alberi, uno scudo di vetro e un collettore parabolico. L’architetto James Ramsey, co-fondatore del progetto, spera che il parco possa aprire le porte al pubblico già a partire dal 2018. In superficie, invece, sviluppatori e designer stanno lavorando su un paio di progetti che interessano lo spazio occupato rispettivamente dai fiumi Hudson e Orient. Sull’Hudson, in particolare, il Pier 57, un ex deposito di autobus diventato poi anche prigione per un breve lasso di tempo, potrebbe diventare presto una struttura di circa 270 000 metri quadrati, con uffici affittabili direttamente sull’acqua e circa 3,5 ettari di parco pubblico in superficie. Sull’Orient, invece, un team di progettisti sta pensando alla costruzione della Plus Pool, una piscina galleggiante capace di filtrare l’acqua del fiume, rendendo sicura la zona per chi volesse nuotare. Il progetto, avviato grazie a una campagna di crowdfounding, potrebbe aprire le porte al pubblico nel 2016.
4. Masdar City, Abu Dhabi, Emirati Arabi
Masdar City
La città saudita di Masdar City, nonostante sia meno popolata rispetto ad altre realtà come Songdo, si candida a diventare una importante Smart City, in particolare per le basse emissioni di carbonio che caratterizzano i progetti di futura realizzazione sul suolo urbano. Invece di produrre energia dalla combustione di petrolio, carbone o gas, Masdar produce energia grazie ai parchi solari. Il risultato?La città consuma il 20% dell’energia che una città delle sue dimensioni consumerebbe. Le previsioni dicono che il centro, entro il 2025, diventerà una meta importante per eco-imprenditori e residenti, ospitando circa 40 000 persone e preparandosi all’arrivo di circa 50 000 pendolari ogni giorno. Nonostante le prime battute d’arresto, numerosi investitori e imprese restano impegnate a Masdar. LaSiemens, per esempio, ha aperto qui la sua sede mediorientale lo scorso anno e ilMassachusetts Institute of technology (MIT) ha contribuito a fondare il Masdar Institute of Science and Technology nel 2009.
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