THE VILLAGE WEEKEND by Federica SELLERI


 

SPOTTED: Tor Marancia, l’arte della rigenerazione urbana.

Non so a quanti sia mai capitato di imbattersi nella definizione di “rigenerazione culturale” che semplicemente significa la positiva trasformazione di un luogo (residenziale, commerciale o aperto) che presenta sintomi di declino ambientale o declino economico. Mettendo da parte le definizioni più da manuale, guardiamo l’esempio a noi più vicino che in pieno rispecchia la definizione di rigenerazione culturale: il quartiere romano di Tor Marancia.
Il quartiere romano nel giro di un paio di mesi (da gennaio a marzo) da quartiere di periferia in cui sono presenti criticità economiche e sociali è diventato un distretto di arte pubblica contemporanea. Si parla infatti di un vero è proprio “museo a cielo aperto” in cui si possono ammirare dei veri e proprio capolavori di “street art”.
Il progetto, chiamato Big City Life, è stato finanziato interamente dalla Fondazione Roma, in collaborazione con il Comune, la Galleria 999 Contemporary e con l’Ater, l’ex Istituto delle case popolari che è proprietario del lotto al numero civico 63. Venti murales sono stati disegnati su altrettanti palazzi dell’Ater. Sono stati coinvolti gratuitamente diciotto street artist provenienti da diversi Paesi con l’obiettivo di riqualificare le facciate dei palazzi che versavano in condizioni di degrado.
 
Per Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma, il progetto  Big City Life significa diverse cose: la dimostrazione che con un investimento contenuto (160 mila euro) si può creare un progetto di cui può effettivamente beneficiare il pubblico e la sperimentazione di un nuovo modo di fare mecenatismo in una grande città. Alla base del progetto c’è anche la filosofia di una Fondazione che destina la maggior parte delle proprie risorse alla solidarietà e al miglioramento delle condizioni materiali di vita.
Questo progetto è stato realizzato in stretta sinergia con gli abitanti del quartiere: dopo un iniziale scetticismo nei confronti dell’iniziativa, i cittadini si sono appassionati ed alcuni si sono messi a disposizione per aiutare gli addetti ai lavori. Gli artisti sono stati accolti nella 
quotidianità romana e gli abitanti e la storia locale sono diventati quasi inconsapevolmente fonte di ispirazione per i lavori degli artisti.
L’intera preparazione dei murales si è trasformata in un vero e proprio happening che ha coinvolto tutti. Gli studenti hanno partecipato a laboratori creativi tenuti dagli artisti, e il mantenimento delle opere è stato affidato ad un’associazione culturale locale, denominata Rude, che potrà anche sfruttare commercialmente i murales riproducendoli su poster e magliette.  I cittadini in primis sono responsabilizzati del mantenimento e della conservazione di queste opere d’arte.
Tor Marancia è un chiaro esempio di come l’arte e la bellezza che da questa deriva posso, anzi devono, essere il mezzo con cui risollevare e riportare alla luce la bellezza dell’Italia.
 Per chi avesse quindi in progetto una visita alla Capitale, non si dimentichi di fare una visita a questo museo a cielo aperto, un’idea innovativa che sono sicura non deluderà le aspettative di noi appassionati d’arte.

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