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Conviene ancora investire nei titoli di Stato?

di Pasquale Rossi

L’economia mondiale potrebbe vivere un prolungato periodo di bassi tassi d’interesse.

E’ l’avvertimento lanciato dal Fondo Monetario Internazionale e l’ex segretario del Tesoro americano Larry Summers.

La preoccupazione è sentita anche dai piccoli risparmiatori, come dimostrano le domande poste nell’ultima live chat sul nostro sito www.adviseonly.com.

Che fare allora con titoli di Stato e obbligazioni?

Vediamo di chiarire la situazione, con il nostro consueto occhio di riguardo per i risparmiatori.

Partiamo da qualche dato.

L’andamento dei tassi d’interesse dei titoli decennali

Il grafico sotto mostra chiaramente che i tassi d’interesse al netto dell’inflazione(tassi d’interesse reali) sono diminuiti drasticamente in tutto il mondo dal 1980 ad oggi.

Nota: il tasso d’interesse nominale è stato calcolato come media aritmetica dei tassi d’interesse dei titoli governativi a 10 anni di Francia, Germania, UK e USA. Il tasso d’interesse reale è ottenuto dalla differenza tra la media aritmetica dei tassi d’interesse nominali ed il tasso d’inflazione (media aritmetica della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo dei Paesi sopra elencati).

Tuttavia, se guardiamo i tassi d’interesse nominali sui titoli governativi a 10 anni fra anni Sessanta e Ottanta, notiamo una tendenza crescente. I tassi d’interesse nominali  sono infatti scesi dal 1980, ma rispetto al loro rendimento medio dagli anni Sessanta ad oggi, sono scesi di alcuni punti percentuale.

Diverse sono le diagnosi della caduta dei tassi d’interesse dal 1980 e il dibattito è tuttora aperto.

Perché i tassi d’interesse sono bassi?

Eccesso di risparmio globale (saving glut). E’ attribuibile principalmente ai Paesi Emergenti. Tale eccedenza avrebbe contribuito ad aumentare la domanda di obbligazioni e a ridurre loro rendimento. Secondo alcuni osservatori, il recente trend nella distribuzione del reddito e della ricchezza sarebbe una causa di questo eccesso. L’incremento della concentrazione del reddito e della ricchezza, si sarebbe tradotto in una riduzione dei consumi e in un aumento dei risparmi.Tuttavia, questa spiegazione e più in generale quella di eccesso di risparmio globale, non è supportata dai dati.  Dal 1980, il risparmio globale valeva tra il 22% e il 24% del PIL mondiale, con una scarsa tendenza a muoversi verso l’alto o il basso. Anche se il risparmio globale dovesse superare il 24% del PIL nel 2014, è improbabile che rimanga così  alto a lungo. Inoltre, il rallentamento della crescita cinese porterà ad una riduzione del risparmio in Cina; questo è altrettanto vero per altri mercati emergenti.

Forte e persistente riduzione dei tassi d’investimento nelle economie avanzate. In particolare, gli scettici dello sviluppo tecnologico ritengono che i tassi d’interesse siano bassi a causa di una carenza di progetti d’investimento attraenti. Altri, come l’attuale governatore della FED Janet Yallen, ritengono che la caduta degli investimenti e dei tassi d’interesse sia una conseguenza della Grande Recessione. Sebbene queste analisi siano interessanti,non mancano di obiezioni. L’analisi del neogovernatore della FED è valida per gli ultimi tre anni dallo scoppio della crisi. Mentre la spiegazione avanzata dagli scettici della tecnologia, non sembra trovare riscontro con:

  • le valutazioni del mercato azionario (in particolare americano) e l’entusiasmo con cui i venture capitalist stanno investendo in aziende che commercializzano nuove tecnologia ;
  • la storia, che  suggerisce come sebbene non sappiamo quali saranno le invenzioni ad alto rendimento in futuro, possiamo essere certi che qualcosa accadrà.

Cambiamenti di politica economica. Si pensi le forti immissioni di liquidità da parte delle banche centrali ad esempio durante la crisi LTCM o alle recenti misure di politica monetaria non convenzionale (Quantitative Easing).

Come investire i risparmi?

Secondo l’ultimo World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale, itassi d’interesse (reali) a livello globale dovrebbero aumentare nel medio termine. Tuttavia, secondo l’Fmi il loro aumento sarà modesto e comunque i tassi non torneranno ai livelli del 2000.

Se questo è lo scenario, che abbiamo abbracciato nella nostra ultima asset allocation, i risparmiatori che investono in obbligazioni dovranno accettarerendimenti contenuti. In termini di allocazione degli asset in portafoglio, riteniamo sia preferibile dare un maggior peso alle azioni rispetto alle obbligazioni e preferire la liquidità. Ma questo non significa privare l’investimento della componente a reddito fisso (obbligazioni, monetario e liquidità), “fisiologica” ai fini della diversificazione del rischio.

Infine, per rispondere ad altri piccoli risparmiatori che come Giovanni Malatesta si chiedono cosa fare coi titoli di stato italiani, riporto il parere di Jack Sparrow, che condivido in pieno:

Se volete approfondire i nostri Portafogli Express o avete dubbi su come investire i vostri risparmi, vi aspettiamo sul nostro sito www.adviseonly.com!

Pasquale Rossi

Segue tematiche macroeconomiche e modellistiche legate alle strategie finanziarie in Advise Only. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all’Università degli Studi di Roma I “La Sapienza” ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). È entrato a far parte del team financial strategies group di AdviseOnly dopo un’esperienza consulenziale in KPMG.

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