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VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

SPOTTED: Le meraviglie del Barocco a Roma

Il 1 aprile non ci ha portato nessun pesce, anzi ha segnato l’inizio di una di quelle mostre che proprio non possiamo perdere. La mostra in questione è “Barocco a Roma. La meraviglia delle arti”, a cura di Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, e sarà visitabile fino al 26 luglio 2015 presso la Fondazione Roma Museo – Palazzo Cipolla. La scelta dei curatori, affiancati da un comitato scientifico che ospita tra i più autorevoli studiosi del barocco romano, è stata fatta per offrire agli spettatori un distillato di pittura, scultura, grafica e oggettistica di altissima qualità.
Quella di cui stiamo parlando è una mostra che ha dello straordinario, non solo per la grandiosità del periodo che tratta ‒ il Seicento, l’epoca dei grandi pontificati, dell’abbondanza e della ricchezza nello stile, della grandiosità delle opere e delle ridondanza delle forme e delle linee ‒  ma anche per la ricchezza delle opere esposte, quasi 200 opere dei più grandi artisti italiani e non del periodo (Reni, Guercino, Domenichino, Rubens, Poussin, Sacchi e Baciccio, solo per citare i maestri più rappresentati in mostra). Il percorso espositivo presenta una panoramica esaustiva sul linguaggio dell’arte

prodotto durante i pontificati di Urbano VIII Barberini (1623 – 1644), Innocenzo X Pamphilj (1644 – 1655) e Alessandro VII Chigi (1655 – 1667).

Vera protagonista della rassegna è la pittura: dipinti, pale d’altare e quadri da stanza di grandi dimensioni documentano il livello di qualità e spettacolarità raggiunto dalla pittura del Seicento. A questi sono stati affiancati anche sculture celeberrime, disegni e studi d’architetture, modellini di fabbriche barocche, arazzi e lussuosi esempi dell’arredo domestico per permettere al visitatore di apprezzare il gusto barocco anche nelle espressioni artistiche della vita quotidiana ‒ esempio che spicca tra tutti è la grande Arpa Barberini.

Disegni, documenti, stampe, modellini in legno o terracotta danno l’idea dell’enorme cantiere che doveva essere la Roma seicentesca, mentre i dipinti con vedute e scene di festa fanno rivivere l’entusiasmo e gli aspetti più giocosi e insieme trionfali della Città Eterna in Età Barocca.

La mostra è suddivisa in quattro sezioni: la prima, Le radici del Barocco, mette in evidenza le caratteristiche e le componenti del movimento artistico, introducendo il tema degli affetti e dell’estasi attraverso le opere dei maggiori esponenti del periodo presenti a Roma. La seconda sezione, L’estetica barocca sotto Urbano VIII, è dedicata al rapporto del pontefice con l’arte barocca, rapporto che ha segnato la realizzazione di opere grandiose come la costruzione di Palazzo Barberini e la creazione di capolavori come il Baldacchino di San Pietro. Cui va aggiunta la presenza di grandi artisti stranieri a Roma ‒ Poussin, Lorrain, Van Dyck ‒ che vanno arricchendo e definendo meglio le caratteristiche dell’ambiente artistico cittadino. La terza sezione, Teatralità e scenografia nell’arte di metà secolo, presenta disegni, bozzetti, dipinti e medaglie che testimoniano l’eccezionale produzione artistica che trasformò Roma nella capitale del Barocco e ne fece un modello inarrivabile per tutta Europa. Infine la quarta sezione, Il paesaggio e il grande spettacolo della natura, affronta il tema del paesaggio come genere pittorico,in cui l’azione umana diviene di secondaria importanza. Il tema del paesaggio attraversa la mostra come leit-motive, segnando il percorso di progressivo sviluppo del Barocco.
Novità che accompagna la mostra è l’operazione culturale messa a punto dalla Fondazione Roma-Arte-Musei: in concomitanza con l’inaugurazione della rassegna sono stati creati itinerari e percorsi barocchi nelle principali gallerie e pinacoteche di Roma e del Vaticano, ma anche tour tematici che prendono avvio dalle sezioni della mostra per svilupparsi nel grande palcoscenico barocco della Città Eterna. A questo ampio parco d’offerte si aggiungono un carnet di convegni e conferenze.
Questa iniziativa risulta essere un chiaro esempio delle energie, del valore aggiunto, delle  potenzialità che la cultura può creare.
Non lasciamoci sfuggire questo ricco e gustoso appuntamento con un dei secoli più ricchi per l’arte!
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