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Isole Spratly

 

 

Le 4 Isole più Contese del Pianeta

Potrà sembrare assurdo, ma nell’era dei droni Predator, dei satelliti e dei sottomarini nucleari, il controllo di piccole isole sparse negli oceani (e delle risorse ad esse collegate) è più che mai al centro di violente tensioni geopolitiche. Spesso si tratta di piccoli atolli o di porzioni di terra di poco superiori ad un campo da calcio, tuttavia per la posizione strategica, per la vicinanza a grosse riserve energetiche o anche solo per ragioni squisitamente politiche, causano non poche problematiche rivelandosi possibili focolai di contese internazionali. Abbiamo selezionato i 4 casi più significativi.

1. Hans Island. Contesa tra Canada e Danimarca
HansIsland
Questa piccola isola disabitata al centro del canale Kennedy è situata esattamente in mezzo alla linea di frontiera che separa le acque territoriali Canadesi da quelle Danesi. La disputa dell’isola risale agli anni ‘ 90, quando i due governi diedero vita alla “guerra delle bottiglie”: per rimarcare la sovranità sull’isola i Canadesi (secondo cui essa appartiene geologicamente al continente americano e fu scoperta da un esploratore britannico) lasciarono sull’isola una grossa quantità di bottiglie di Whisky nazionale. In tutta risposta navi battenti bandiera danese depositarono sull’isolotto delle bottiglie di acquavite scandinava. La contesa si riaccese nei primi anni 2000, quando in risposta alla bandiera danese piantata sull’isolotto qualche anno prima, i canadesi eressero una bandiera di 3,5 metri. Da allora non si sono più avuti gesti così eclatanti, e i due governi stanno cercando una soluzione pacifica.

2. Isole Spratly. Contese da Cina, Taiwan, Malesia, Vietnam e Filippine
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Questo arcipelago situato nel Mar Cinese meridionale, tra le coste del Vietnam e le coste delle Filippine, è composto da una trentina di isolotti e una quarantina di atolli, tutti inabitabili tranne l’isola di Itu Aba, l’unica ad avere nel suo entroterra una fonte di acqua dolce. La contesa su tali isole è una storia secolare, con i vari stati della regione a contendersi queste piccoli porzioni di terra ferma, dal grande potenziale economico vista la pescosità di quelle acque. Negli ultimi anni la situazione si è, però, ulteriormente complicata: nei fondali di quella porzione di mare sono stati scoperti giacimenti di petrolio e di gas naturale, che hanno attirato le mire delle grandi compagnie petrolifere. Come già noi di Smartweek avevamo descritto, la Cina, all’interno di un vasto piano atto a conquistare l’egemonia sul Mar Cinese Meridionale, sta dragando il fondale marino per creare nuove isole artificiali di propria pertinenza. Oltre a causare danni ambientali facilmente immaginabili, ciò sta seriamente mettendo a rischio la sicurezza di una zona di mondo costantemente scossa da tensioni latenti.

3. Isole Falkland. Contese da Argentina e Gran Bretagna.
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Le isole Falkland sono forse il caso di più noto a tutti: composto da due isole maggiori (East Falkland e West Falkland) e circa 200 isole minore, l’arcipelago delle Falkland è situato nel oceano Atlantico meridionale, al largo delle coste argentino. Le Falkland contano circa 3000 abitanti, per lo più di origine scozzese e per la maggior parte residenti nella capitale, e sono Territorio d’Oltremare inglese. Divenute possesso della corona inglese, sono al centro di un’aspra contesa con l’Argentina da allora. Le tensioni da sempre latenti esplosero nel 1982, quando il generale Leopoldo Galtieri, a capo di una giunta militare in netta crisi di consensi, decise di giocarsi la carta del patriottismo e invase le Falkland (o Malvinas, secondo la dicitura cara ai sudamericani) scatenando una cruenta seppur breve guerra col Regno Unito. Da allora le mire argentine sull’arcipelago non si sono placate, tanto da far temere un nuovo attacco all’attuale segretario alla difesa inglese Michael Fallon, che, stando alle sue stesse parole, starebbe varando un piano per rafforzare la difesa delle isole.

4. Isola Vukovar e Isola Šarengrad. Contese da Croazia e Serbia
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Non solo le isole sperse in mezzo a distese d’acqua sono al centro di contese internazionali, ma anche piccole porzioni di terra lambite su tutti i lati da un fiume: è il caso delle isole Vukovar e Šarengrad, posizionate lungo il corso del Danubio e da anni al centro dello scontro tra Croazia e Serbia. Nel periodo titino le isole appartenevano alla repubblica socialista Croata, ma durante la guerra d’indipendenza croata (1991-1995) la Serbia le invase militarmente, mantenendone il controllo fino ai giorni nostri e sostituendo i reparti militari con forze di polizia nel 2004. La comunità internazionale riconosce il possesso delle isole alla Croazia, ma da Belgrado sostengono che esse siano parte integrante del proprio territorio in quanto più vicine alle coste serbe. Sebbene esse non siano di particolare interesse strategico, i cattivi rapporti che legano i governi dei due stati e i due popoli (il ricordo della sanguinosa guerra è ancora troppo vivido), rendono difficile ogni tipo di compromesso.

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