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“Volare Gratis? Si Può”. Parola di Scott Keyes

Viaggiare per più di 30mila chilometri, prendendo 21 voli e attraversando 13 nazioni spendendo praticamente zero. Sembra surreale, ma non è così. E’ la storia di Scott Keyes, un giornalista americano di 28 anni, che poco circa cinque anni fa ha deciso di intraprendere un’avventura del tutto particolare.
Tutto ebbe inizio quando Keyes si trovò a dover prenotare il suo viaggio di ritorno negli Stati Uniti dopo un soggiorno ad Oaxaca, in Messico. La necessità di tornare al lavoro lo spinse a cercare le tariffe più economiche offerte dalle compagnie aeree, facendo scoprire al giovane il business che si nasconde dietro alle carte di credito e alle miglia accumulate nelle varie tessere di viaggio. Nel prenotare il volo di ritorno, infatti, Keyes scoprì che i punti che aveva accumulato sulle sue 25 carte di credito gli avrebbero consentito di visitare a costo zero molti posti. Fu così che, oltre al volo per tornare a casa, Scott prenotò anche una vacanza divisa in più tappe:Messico, Nicaragua, Trinidad, St. lucia, Grenada, Germania, Repubblica Ceca, Ucraina, Bulgaria, Grecia, Macedonia, Lituania e Finlandia. Il tutto senza pagare un euro per i voli.
Scott Keyes
Nel mezzo di questo splendido viaggio, noi di Smartweek siamo riusciti a contattarlo per fargli qualche domanda, facendoci raccontare qualche curiosità sulla sua avventura.
Scott, puoi spiegarci in poche parole in cosa consiste il tuo progetto “How to fly for free”?
Amo viaggiare, ma purtroppo non ho abbastanza soldi per farlo. Quindi, piuttosto che scegliere tra i miei risparmi e il mio desiderio di scoprire il mondo, ho deciso di provare a trovare un modo di viaggiare a basso costo. Utilizzando un mix di miglia accumulate dai miei voli precedenti, i punti delle mie carte di credito e la ricerca dei voli più economici sono stato in grado di prendere decine di voli negli ultimi anni quasi a costo zero.
Come ti è venuta questa idea? Si può davvero viaggiare gratis?
La necessità è la madre dell’invenzione. Avevo bisogno di trovare un modo per viaggiare a buon mercato o gratis, altrimenti non sarei stato in grado di viaggiare. Si, è davvero possibile. Ero scettico 5 anni fa, ma ora sono nel bel mezzo di un viaggio che dura ormai da più di due mesi, ho visto 13 paesi e viaggiato per più di 20mila miglia. Ora viaggiare gratis si può, non ho più dubbi.
Scott Keyes mappa
Tu sei un giornalista. Come sei arrivato dallo scrivere di politica ai viaggi?
Ho fatto entrambe le cose contemporaneamente per anni. La scrittura è la scrittura, sia che si tratti di viaggi, sia che si tratti del Congresso. Mi piace scrivere di entrambe le cose.
Viaggiare può diventare un lavoro?
Non è facile farlo diventare un lavoro, anche se ci sono alcuni modi per i freelance di trovare altri modi per sostenersi finanziariamente mentre sei in viaggio. I metodi più comuni per rendere i viaggi un lavoro possono essere impieghi da libero professionista (scrittore, programmatore informatico, disegnatore), ma anche lavorare sulle navi da crociera o per una società multinazionale.
Viaggiare è sempre stata una tua passione?
Assolutamente. Mi è sempre piaciuto viaggiare, visitare posti nuovi, incontrare gente nuova e mangiare cibi nuovi. Scrivere di viaggi sarebbe stata una scelta infelice se non mi fosse piaciuto viaggiare.
Hai viaggiato per decine di migliaia di chilometri all’anno. Qual è la tua parte di mondo preferita?
Sicuramente l’America Latina. Parlo spagnolo e questo mi ha permesso di viaggiare in tutta la regione con più voglia e opportunità di relazionarmi ad altre persone. In più il cibo è delizioso, le persone amichevoli e ci sono un sacco di posto da visitare.
Scott Keyes spiaggia
C’è un posto che ti porti nel cuore?
Sicuramente le isole Galapagos. Sono meravigliose. E’ stato l’unico viaggio in cui sono stato tentato dal non prendere il biglietto di ritorno. Lo snorkeling, il cibo e la vita a contatto con la natura sono uniche al mondo.
Viaggiando molto spesso capita di trovarsi in situazioni di pericolo. Ti è mai capitato?
Assolutamente si. Mi sono trovato molte volte in situazioni pericolose durante i miei viaggi, ma ho incontrato un sacco di situazioni pericolose anche quando vivevo a Washington. Le persone temono l’ignoto, ma l’unico posto in cui sono stato aggredito o ho visto tirare fuori una pistola dal nulla sono stati gli Stati Uniti, quindi quando non ero in viaggio. Il mondo è molto più sicuro di quanto si pensi.
Attraverso il tuo profilo Instagram permetti a un sacco di persone di viaggiare solo guardando le tue foto. E’ molto importante l’uso di social network per chi decide di viaggiare molto?
Io amo Instagram. E’ il social network che richiede meno sforzo rispetto a Facebook, Twitter o un blog qualsiasi. Il poter pubblicare velocemente delle foto permette alle persone di tenere il passo con i miei viaggi.
Viaggi da solo o in compagnia?
Qualche volta da solo, qualche volta in compagnia. Il grande viaggio che sto facendo adesso lo sto facendo con la mia fidanzata.
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