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Mobile Justice, l’App che Smaschera gli Abusi di Potere della Polizia

Michael Brown, Oscar Grant, John Crowford, Jonathan Ferrell, Kendrec McDade e Trayvon Martin. Sono solo alcuni dei nomi dei giovani afro-americaniche, negli Stati Uniti, negli ultimi anni, sono stati vittime dell’abuso di potere da parte delle forze dell’ordine. Tutti di età non superiore ai 24 anni e tutti uccisi senza aver minimamente opposto resistenza all’arresto. Una serie di dati allarmanti che, nei mesi scorsi, hanno portato milioni di cittadini a manifestare apertamente contro il governo centrale, chiedendo al presidente Barack Obama di prendere seri provvedimenti su un problema che in America uccide ogni anno decine e decine di ragazzi.

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Tuttavia, per quanto il presidente degli Stati Uniti, in occasione del 50esimo anniversario della marcia per i diritti civili a Selma, abbia ricordato il giovaneMichael Brown, ucciso da un poliziotto a Ferguson la scorsa estate, e la rivolta della comunità nera del Missouri, nulla sembra essere cambiato. A testimoniarlo è la storia di Paul Robinson, un ragazzo 19enne afroamericano che nel Wisconsin è stato ucciso dalla polizia senza avere nemmeno un’arma con sé.
Per questo motivo, laddove il governo centrale e le forze di polizia non riescono a trovare una soluzione a questa continua scia di sangue, entrano in gioco le associazioni civili. E’ il caso dell’ACLU ( https://www.aclusocal.org ) (American Civil Liberties Union of Southern California), un’organizzazione fondata per difendere e assicurare i diritti civili ai cittadini californiani. Qualche giorno fa, infatti, l’ACLU ha rilasciato Mobile Justice, un’applicazione per smartphones scaricabile sia perAndroid che per Ios, attraverso la quale i cittadini potranno testimoniare eventuali abusi o prepotenze eccessive da parte della polizia.

Sfruttando la tecnologia dei nuovi dispositivi, attraverso cui è possibile inviare in pochissimi secondi un video o un filmato, l’app sviluppata dall’ACLU si pone a metà tra un software e un social. Mobile JusticeCA, infatti, permette ai cittadini che si registrano con i propri dati di condividere con l’associazione scatti o video che ritraggono personale delle forze dell’ordine intento ad abusare del proprio potere. Il materiale inviato verrà immediatamente salvato sui server, in modo da non poter essere cancellato dalle persone coinvolte, e agli utenti nelle vicinanze verrà inviato un avviso con il luogo dove si sta verificando il fatto.

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Oltre al servizio legato alle segnalazioni, l’app si propone di fornire all’utente una sezione “Know your Rights”, ovvero un breve riepilogo dei diritti dei cittadini, in modo da averli sempre sotto mano e non farsi trovare impreparati di fronte alle accuse o alle minacce delle forse dell’ordine.
Oltre a quella della California, altre ACLU stanno per muoversi in questo senso. Le associazioni dell’Oregon, del Missouri e di New York, infatti, si sono già attivate per rilasciare app simili per affrontare la piaga. Una soluzione che certo non risolve il problema, ma che permette ai cittadini di sentirsi più sicuri, anche da chi dovrebbe garantire loro la massima sicurezza.

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