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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

SPOTTED: Fascino e mito dell’Italia a Monza.
In occasione di Expo 2015 la Villa Reale di Monza ospita una grande mostra che già dal titolo spiega il suo messaggio: “Italia: Fascino e mito. Dal Cinquecento al contemporaneo”. Significativo per la realizzazione di questa mostra è stato l’intervento del mecenatismo di Giulio Properzi,che è stato uno degli ispiratori della mostra sostenendone il progetto.
La mostra tende ad evidenziare il fascino esercitato sui grandi artisti stranieri da parte dei monumenti, dei nostri paesaggi e delle nostre tradizioni tramite una serie di opere, tra le quali capolavori di pittura, scultura e fotografia, concessi in prestito dalle maggiori istituzioni museali italiane e internazionali.
Per almeno tre secoli, dall’inizio del Seicento a tutto l’Ottocento, l’Italia è stata la meta privilegiata degli aristocratici e degli uomini di cultura di tutta Europa e nel XIX secolo anche nel Nuovo Mondo, in quanto il viaggio in Italia – il famoso Grand Tour – costituiva una tappa ineludibile del processo di formazione delle classi dirigenti europee. Ad attirare erano non solo i monumenti e le opere d’arte, ma anche lo splendore del paesaggio mediterraneo e la dolcezza del clima, le feste e le cerimonie religiose e la pittoresca varietà delle tradizioni popolari. Si creò così il mito dell’Italia, depositato nell’immaginario collettivo dell’Europa colta.
Viene evidenziato inoltre il ruolo dell’Italia quale “maestra delle arti”: vengono, infatti, messe a confronto opere di grandi maestri stranieri, quali Rubens, Antoon Van Dyck, Claude Lorrain, Ingres e Jean-Leon Gérome per citarne alcuni, e opere di maestri italiani assunti a modello, come il Correggio, Tiziano, Pompeo Batoni e Antonio Canova.
Ma anche nel Novecento, e persino nel nuovo millennio, il Bel Paese non ha cessato di esercitare la sua fascinazione sugli artisti del mondo intero.
Agli inizi del Novecento gli artisti stranieri, specialmente francesi, sono attirati dal Prix de Rome, che, con il soggiorno a Roma all’Académie de France in Villa Medici, rappresenta da generazioni l’obiettivo più ambito. Anche Henry Moore compie il suo “viaggio di formazione” in Italia, che nel 1925 lo porta a Roma, Firenze, Siena, Assisi, Padova, Ravenna e Venezia. Il mito di Michelangelo continuerà a irradiarsi lungo il secolo: in mostra lo si è illustrato con due splendide sculture di Henri Matisse e Auguste Rodin, con due magnifiche tele di Pablo Picasso e un intenso olio di Salvador Dalí.
Dalla nascita delle Avanguardie in poi numerosi artisti, anche i più anticonformisti e radicali, compiranno il loro “pellegrinaggio” in Italia.
Ad accogliere ed esaltare i prestiti è la splendida cornice della neoclassica Villa Reale di Monza, oggi completamente riaperta al pubblico nel corpo centrale dopo lunghi e complessi restauri che ne hanno restituito l’aspetto originale. Immersa nel grande parco, che ne costituisce parte integrante, oltre al circuito degli appartamenti reali, la villa comprende nuovi spazi espositivi, integrati agli ambienti originari del secondo piano nobile ed è dotata di nuove strutture dedicate all’accoglienza e alla ristorazione.
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