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Ultimatum di 24 ore alla Grecia: sarà Grexit? Il nodo delle pensioni

di Raffaele Zenti 

Al meeting UE di giovedì 11 giugno 2015, alla Grecia è stato ordinato di arrivare con una proposta firmata che consenta di chiudere il negoziato ed erogare gli aiuti finanziari necessari (fonte: Bloomberg). E pare che i governi europei stiano valutando concretamente il worst case, il famigerato Grexit, scenario nel quale la Grecia lascia l’euro.
Insomma è finito il tempo dei giochini, ora i nodi vengono al pettine. E uno dei nodi principali è costituito dalle pensioni greche.
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) vuole un intervento pesante sulle pensioni. Il FMI contesta che le pensioni greche rappresentano il 17,5% del PIL, e quindi sono assai più elevate che nel resto dell’UE, dove la media è pari al 13,5% (fonte: Eurostat). Il governo greco, dal canto suo, ribatte che le pensioni nell’ultimo quinquennio sono calate del 48%, e che il 45% di coloro che ricevono la pensione sono sotto la soglia di povertà.
Com’è possibile che, da un lato, le pensioni greche appaiano grasse e, dall’altro, sembrino magrissime?

Il nodo delle pensioni greche

L’inghippo è che il FMI valuta le pensioni in rapporto al PIL, e il PIL greco sta affondando: negli ultimi 5 anni è sceso del 17% in termini reali e del 19% in termini nominali, mentre dalla crisi Lehman è calato del 19,5% in termini reali. La  disoccupazione nello stesso periodo è quasi quadruplicata, schizzando dal 7,3% al 25,6%. È un’intera economia in caduta libera.

grecia

La dinamica del sistema pensionistico greco è peraltro insostenibile (e noi italiani non siamo messi granché meglio), visto che i dati demografici di Eurostat prevedono nel 2060 due lavoratori per ogni pensionato.
La questione è spinosissima. E ormai la palla è alla Grecia: Tsipras dovrà convincere il suo Paese ad accettare condizioni molto dure. Esattamente il contrario di ciò che aveva promesso in campagna elettorale, il che non è il massimo per un politico…
Non sarà facile arrivare alla firma del compromesso, ma è comunque possibile: secondo una recente survey di Marcos per Alpha TV, il 50% dei greci vorrebbe che Tsipras accettasse le richieste dei creditori, mentre il 37% ha affermato che dovrebbe tenere duro.
In ogni caso, nel breve-medio periodo si prospettano tempi difficilissimi per la Grecia, anche se dovesse decidere di uscire dall’euro. Alla base c’è infatti un problema di sostanza: sono indebitatissimi e guadagnano poco. Qualunque soluzione sarà per loro dolorosa.
Noi pensiamo ancora che una soluzione cooperativa, cioè una firma in calce alla proposta, sia possibile e probabile (parlando il linguaggio della Teoria dei Giochi), anche per motivi strategici di natura geo-politica, ma non si può escludere che i greci agiscano da cavalli pazzi, dichiarando una sorta di guerra all’attuale sistema, decidendo per esempio di fare default sul debito e lasciare l’euro. Spero di no, perché le conseguenze per i Paesi dell’eurozona potrebbero essere disastrose se il panico contagiasse i mercati finanziari.
Quest’evenienza, ossia panico e contagio in una crisi stile “Lehman Brothers al cubo”, è implicitamente considerata improbabile dagli operatori: analizzando le odierne quotazioni dei CDS, il rischio contagio ha una probabilità del 5%-6%, stimandola un po’ brutalmente con il teorema di Bayes. Una probabilità bassa. Che mi fa pensare che, se il contagio s’innescasse, gli effetti sarebbero violentissimi proprio perché inattesi.
Questa è una delle ragioni per cui abbiamo cambiato in modo tangibile la nostra asset allocation di giugno 2015.

Raffaele Zenti

Raffaele Zenti

Uno dei fondatori di Advise Only, responsabile del Financial Strategies Group. Esperto di finanza e di gestione dei rischi, Bayesiano, lunga esperienza in Allianz Asset Management, è laureato in scienze economiche con indirizzo quantitativo-statistico all’Università di Torino. Docente di Quantitative Portfolio Management al Master in Finance dell’Università di Torino, ha pubblicato vari articoli su riviste finanziarie (fra gli altri, il Journal of Asset Management, Economic Notes, Risk), contribuendo a libri sulla scelta degli investimenti e la gestione dei rischi. Un passato da triathleta, si ostina a praticare apnea, immersioni e skyrunning.

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