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Le 10 Nazioni più Fragili del Mondo

Come ogni anno, la rivista statunitense Foreign Policy, dedita nell’informare i propri lettori sulla geopolitica e sulle relazioni internazionali, ha pubblicato la classifica relativa al 2014 circa lastabilità dei paesi di tutto il mondo. L’indice, conosciuto come Fragile State Index, si basa su 12 parametri, tra cui l’accesso ai servizi pubblici, la presenza di rifugiati e sfollati, le condizioni dei diritti umani e la legittimità o meno dello stato.
Secondo quanto emerso dalla classifica relativa allo scorso anno, i paesi scandinavi sarebbero quelli più stabili. La sorpresa più grande, invece, arriva dalla Siria, paese che negli ultimi quattro anni è stato tormentato da una sanguinosa guerra civile che ha portato allo sfollamento di circa 12 milioni di persone: secondo quanto si apprende non sarebbe lo stato più fragile del mondo.
Vediamo, nel dettaglio, quali sono secondo Foreign Policy i 10 stati più fragili al mondo.
10. Guinea
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Nonostante la ricchezza naturale del territorio, lo stato africano è afflitto da una forte instabilità politica e da una corruzione dilagante. Una serie di colpi di stato ha fatto tremare gli investimenti esteri e la situazione politica rimane pericolosa. La Guinea, nell’ultimo anno, è stata anche uno dei paesi più colpiti dall’epidemia di Ebola.
9. Siria
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Con quattro anni di sanguinosa guerra civile alle spalle, la Siria è uno dei paesi più fragili del mondo. L’incapacità di garantire il rispetto dei diritti umani e l’elevatissimo indice di rifugiati hanno sancito l’instabilità del paese. L’ONU stima che siano oltre 7,6 milioni le persone sfollate all’interno della Siria, mentre sono circa 3,9 milioni i rifugiati fuggiti dalla guerra. Solo a gennaio 2015, le Nazioni Unite hanno stimato circa 220.000 morti nella guerra civile.
8. Afghanistan
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Dopo circa 15 anni di intervento straniero e dopo la ricostruzione nazionale guidata dagli Stati Uniti, i talebani ancora minacciano la stabilità del paese. L’apparato di sicurezza dello stato è uno dei peggiori di tutto il mondo e, a causa di una mancanza di legittimità dello stato e dell’intervento militare straniero l’Afghanistan è sprofondato in una grave crisi nazionale. Sul suolo nazionale sono ancora presenti migliaia di soldati americani. Dopo il termine delle operazioni di combattimento, i talebani e lo Stato Islamico hanno lucrato sulla maggior parte delle province del paese.
7. Yemen
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Lo Yemen è uno degli stati più poveri del Medio oriente, con il 45% degli abitanti che vive sotto la soglia di povertà. A peggiorare le condizioni del paese ci hanno pensato anche uno scarso indice di sicurezza, la mancanza di legittimità dello stato e il massiccio intervento militare straniero, a cui il paese è stato sottoposto. Il governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale, è salito al potere spinto dai ribelli Houthi. Al Qaeda mantiene il controllo della parte orientale del paese, nonostante una coalizione saudita abbia tentato più volte di far vacillare il governo con frequenti raid aerei.
6. Ciad
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Con solo 49,44 anni di vita, il Ciad è il paese con l’aspettativa di vita più bassa del mondo. Nonostante la mancanza d’infrastrutture, la nazione ha accolto più di 500.000 profughi provenienti dal Sudan e dalla Repubblica Centrafricana. Il paese è minato anche da una profonda corruzione, dalla mancanza di lavoratori qualificati e da un eccessivo affidamento di investimenti stranieri.
5. Repubblica Democratica del Congo
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Dalla metà degli anni ’90 il Congo ha vissuto costantemente il dramma della guerra civile, causato da un massiccio afflusso di profughi ruandesi e burundesi. Decine di migliaia di persone vengono uccise ogni anno, a causa dei conflitti armati. Lo stipendio medio è di circa 400 dollari l’anno. Il 71% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà.
4. Sudan
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Dal 2007 le forze di pace dell’Unione Africana e dell’ONU hanno lottato per stabilizzare il conflitto del Darfur. Dal dicembre 2014 le stime delle Nazioni Unite parlano di circa 2,5 milioni di profughi interni e di 3 milioni di persone a rischio. Il governo autocratico del paese ha perseguito campagne belligeranti in Darfur, Blue Nile e Sud Kordofan. Le sanzioni internazionali e l’isolamento del regime hanno portato il paese sull’orlo della rovina economica.
3. Repubblica Centrafricana
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Il paese ha ottenuto punteggi molto bassi in fatto di rifugiati e tutela dei diritti umani. Una serie di colpi di stato e di guerre etnico-religiose hanno peggiorato la condizione dei cittadini. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per questo motivo, ha approvato all’unanimità l’invio di forze di pace per prevenire eventuali massacri e genocidi. L’intervento militare straniero, l’inadeguatezza dei servizi pubblici e la mancanza di sicurezza completano il quadro drammatico in cui versa il paese.
2. Somalia
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La Somalia non ha un governo nazionale funzionante da quando, nel 1991, una guerra civile lacerò il paese. I bassi punteggi ottenuti sono causati dalla scarsissima tutela dei diritti umani, dal grande numero di rifugiati e dalla totale incapacità da parte del governo di garantire autonomamente sicurezza ai propri cittadini. La Somalia, inoltre, è il terzo paese con il più alto tasso di mortalità infantile e materna. L’aspettativa di vita è stimata in 51,58 anni al momento della nascita.
1. Sud Sudan
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Il Sud Sudan non è solo la nazione più giovane del mondo, ma anche la più fragile. Secondo Foreign Policy, infatti, l’alto tasso di rifugiati, l’illegittimità dello stato, la mancanza di servizi pubblici, la scarsa tutela dei diritti umani, la quasi totale assenza di sicurezza nei confronti della società, la violenza derivante dalle fazioni interne e gli interventi militari esterni necessari a evitare una vera e propria guerra dipingono drammaticamente la situazione in cui versa lo stato africano. Dalla sua indipendenza, datata 2011, il paese ha dovuto affrontare più o meno costantemente una guerra civile che ha dilaniato la popolazione. Il Sud Sudan ha il peggior tasso di mortalità materna nel mondo e il tasso di mortalità infantile la colloca al 16esimo posto tra le peggiori nazioni al mondo.

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