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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

SPOTTED: CANOVA NELLA CITTA’ DEL MARMO
Il 13 giugno è stata inaugurata la mostra“Canova e i maestri del marmo. La scuola carrarese dell’Ermitage” curata da Sergej Androsov e Massimo Bertozzi. La rassegna è allestita al piano nobile di Palazzo Cucchiari a Carrara.  Il palazzo, suntuosa residenza ottocentesca e oggi sede della Fondazione Giorgio Conti, è stato progettato da Leandro Caselli a cui si può attribuire il volto della Carrara moderna.
La mostra è stata organizzata dalla Fondazione Giorgio Conti con la collaborazione del Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo e del Comune di Carrara. Per questa occasione saranno esposte 16 sculture in marmo provenienti dal Museo dell’Ermitage; 7 gessi di proprietà dell’Accademia di Belle Arti di Carrara oltre a una copia da Lorenzo Bartolini conservata presso l’istituto d’arte di Massa: si tratta di opere esemplari del gusto collezionistico dello Zar Nicola I, amante della scultura moderna ospitata al Nuovo Ermitage, legate alla Scuola Carrarese e ai suoi maggiori protagonisti.
Coprendo un arco temporale che va dalla fine del Settecento alla metà del secolo successivo, la rassegna si concentra in particolare sul passaggio dalla scultura neoclassica a quella verista, che implica il passaggio da una committenza prettamente istituzionale e accademica, anche per lo stile ed i modelli da seguire, ad una committenza prestigiosa, soprattutto perla qualità di gusto, oltre che per fama e disponibilità economica.
Alla fine del 1845 Nicola I, Zar di tutte le Russie, visita l’Italia compiendo un “Grand Tour” unendo un percorso di formazione e scoperta del mondo mediterraneo. quello di acquistare o commissionare opere destinate alla sala della Scultura Moderna, che intende allestire nel Nuovo Ermitage, il primo museo imperiale di Russia, che si sta costruendo proprio di fianco al Palazzo d’Inverno.

Durante il suo soggiorno a Roma lo Zar visita i luoghi simbolo e i monumenti, ma si reca anche negli atelier dei principali scultori, tra i quali diversi di carraresi. Nicola I guarda e agisce come un collezionista: il suo scopo è in effetti

Ecco quindi che nella mostra si alternano sculture di Giovanni Antonio Cybei, primo direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, di Lorenzo Bartolini, che diresse l’istituto durante la dominazione napoleonica, e di Antonio  Canova, che da Carrara ebbe non solo l’importante contributo di un materiale straordinario e unico al mondo ma anche alcuni allievi di eccezione. La mostra segnala soprattutto le diramazioni in Italia e in Europa, degli scultori che a Carrara si sono formati e che poi hanno determinato i nuovi indirizzi della scultura dopo il periodo neoclassico.

Alle sculture dell’Ermitage si affiancano, sette gessi, con precisi riferimenti alle opere in mostra, conservati all’Accademia di Carrara, e una copia, fin qui sconosciuta, della Fiducia in Dio, conservata all’Istituto d’Arte di Massa, seguendo un percorso che si avvia con una scultore che fonda una scuola, dove fin da subito si formano artisti destinati loro pure a fare scuola, rilanciando l’attività delle botteghe e dei laboratori, dove si rinnova l’immanenza quotidiana della più aristocratica fra le materie dell’arte: il marmo di Carrara.

La mostra sarà visitabile fino al 4 Ottobre, non facciamoci scappare l’occasione di vedere questi capolavori!!
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