THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

DAVID LACHAPELLE A ROMA
Nessuno pensi che il caldo di queste giornate mi abbia influenzato scegliendo di parlarvi di questa mostra di David LaChapelle che si intitola “Dopo il diluvio”, anche se un pò di pioggia e di frescura che ne deriva in questo momento non la disdegnerei.

L’occasione invece risulta essere degna di nota perchè dopo oltre quindici anni il grande artista
fotografo americano David LaChapelle torna al Palazzo delle Esposizioni a Roma con una vasta retrospettiva a lui dedicata, curata da Gianni Mercurio. Sono infatti esposte circa 100 opere di cui alcune totalmente inedite, altre presentate per la prima volta in un museo e  molte di grande formato.
David LaChapelle inizia la sua carriera fotografica negli anni Ottanta esponendo le sue prime opere nelle gallerie di New York.
 Il suo lavoro viene notato dall’artista, padre della PopArt, Andy Warhol, che gli offrì il suo primo incarico fotografico professionale. Le sue fotografie di personaggi famosi su “Interview” furono accolte positivamente e ben presto LaChapelle si ritrovò a fotografare per svariate testate di prestigio e a creare alcune delle campagne pubblicitarie più memorabili della sua generazione. L’obiettivo non è mai stato fermarsi alla mera illustrazione, ma raggiungere un pubblico quanto più vasto possibile – è questo il suo modo di essere un artista pop – e portare la lettura dell’opera sul piano dello shock emotivo.
Roma è stata una città fondamentale nella carriera artistica di LaChapelle. Nel 2006 infatti, durante un soggiorno nella Capitale, l’artista ha occasione di visitare privatamente la Cappella Sistina; la sua sensibilità artistica è scossa dalla bellezza e dalla potenza dell’arte romana che danno il definitivo impulso alla necessità di imprimere una svolta alla sua produzione. Dal 2006 ha, infatti, deciso di ritirarsi dalle scene, non solo in senso metaforico, ma anche in quello pratico: si è infatti ritirato a vivere in un’isola selvaggia, nel mezzo del Pacifico e di questo la sua produzione artistica ne ha risentito, compiendo un, non solo metaforico, ritorno alle origini.
La mostra si concentra sui lavori realizzati dall’artista a partire dal 2006, anno di produzione della monumentale serie intitolata “The Deluge” (Il Diluvio), che segna un punto di svolta profonda nel lavoro di David LaChapelle.
Con la realizzazione di “The Deluge”, ispirato al grande affresco michelangiolesco della Cappella Sistina, LaChapelle torna a concepire un lavoro con l’unico scopo di esporlo in una galleria d’arte o in un museo, opere non commissionate e non destinate alle pagine di una rivista di moda o a una campagna pubblicitaria.
 Dopo The Deluge, la produzione del fotografo americano si volge verso altre direzioni estetiche e concettuali. Il segnale più evidente del cambiamento è la scomparsa dai lavori seriali della presenza umana: i modelli viventi che in tutti i lavori precedenti (unica eccezione è The Electric Chair del 2001, personale interpretazione del celebre lavoro di Andy Warhol) hanno avuto una parte centrale nella composizione del set e nel messaggio incarnato dall’immagine, spariscono.
Per permettere al pubblico di conoscere le “origini” del lavoro di LaChapelle degli anni precedenti a The Deluge, è esposta anche una selezione di opere che comprende ritratti di celebrità del mondo della musica, della moda e del cinema, scene con tocchi surrealisti basati su temi religiosi, citazioni di grandi opere della storia dell’arte e del cinema; una produzione segnata dalla saturazione cromatica e dal movimento, con cui il fotografo americano ha raggiunto la propria riconoscibile cifra estetica e ha influenzato molti artisti delle generazioni successive.
L’esposizione ospita anche una rassegna di filmati che attraverso i back stage dei suoi set fotografici, ci illustrano il complesso processo di realizzazione e produzione dei suoi lavori.
La rassegna sarà visitabile fino al 13 settembre, non perdiamo quindi questa speciale occasione!

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