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Grafico della settimana: l’oro non si è mosso, nonostante Grecia e Cina

Nel periodo pre-Lehman, prima che l’intero mondo finanziario venisse completamente travolto e trasformato, due erano gli investimenti considerati sicuri e a prova di qualunque turbolenza sui mercati: il mattone e l’oro. La crisi dei mutui subprime e lo scoppio della bolla immobiliare ha fatto crollare la prima certezza. Che ne è della seconda?
I mercati finanziari sono stati segnati in quest’ultimo periodo da due forti scosse: l’intera vicenda greca (per la quale è stato appena siglato un accordo piccolo piccolo) e il mercato cinese in preda al panico.
Ebbene, in questi due mesi di forte incertezze sui mercati finanziari, come ha reagito “il bene rifugio per eccellenza”?
Invariato. Nulla. Nessuna reazione, se non lievi oscillazioni al ribasso.
Il grafico mette a confronto la volatilità del mercato europeo, maggiormente sensibile alla vicenda greca, con l’andamento (in euro) dell’oro. Quello che possiamo dedurre, analizzando gli ultimi mesi, è che non necessariamente un aumento sensibile della volatilità sui mercati finanziari porta a un incremento della quotazione del corso dell’oro.
oro_e_volatilità_mercato
Vediamo quali possono essere le spiegazioni a questo fenomeno:
  • Rialzo tassi di interesse. Nessuno, precisamente, sa quando si verificherà un aumento dei tassi di interesse, ma tutti gli operatori si attendono prima o poi un rialzo. Il rialzo dei tassi potrebbe aumentare l’attrattività di altre attività che producono interessi (o dividendi), a differenza invece dellingotto, che non produce nulla di tutto questo.
  • Protezione in caso di gravi emergenze. E’ vero, l’oro protegge da turbolenze di mercato, ma queste devono essere prolungate nel tempo. Ci sono stati forti ribassi sui mercati ma non siamo ancora davanti al worst case scenario anche se il mercato, a nostro avviso, sta sottostimando il rischio contagio.
  • È un asset rischioso. L’oro è una commodity e quindi è un asset rischioso con una propria volatilità e un proprio andamento che dipende fortemente anche dal consumo di Paesi Emergenti come Cina e India, i due principali consumatori di gioielleria, che sono in grado di influenzarne fortemente l’andamento.
Filippo Oliviero

Filippo Oliviero

Laureato in Economia dei Mercati Finanziari presso l’Università Bocconi, dopo una parentesi presso banche tradizionali, inizia un’esperienza quasi quadriennale in FinecoBank diventando esperto del mondo del trading online. Nel 2015 la passione e la curiosità per la finanza e il mondo digitale lo portano nel team di financial strategies di AdviseOnly. Viaggiatore e fotografo incallito, sempre con l’inseparabile smartphone in mano e la musica accesa. Leggi tutto

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