THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

ARNOLDO POMODORO A PISA
Piazza del Duomo a Pisa ospiterà fino al 31 gennaio 2016 una grande mostra dedicata allo scultore Arnaldo Pomodoro. Oltre cento opere, tra sculture, progetti, disegni e documenti ripercorrono le tappe della sua produzione artistica.
Arnoldo Pomodoro è considerato uno dei più grandi scultori contemporanei italiani, molto noto ed apprezzato anche all’estero. È famoso soprattutto per le sue particolari sfere di bronzo, il materiale che predilige per le sue opere, che si scompongono, si “rompono” e si aprono davanti allo spettatore, che è portato alla ricerca ed alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta dell’interno.
Pomodoro studia da geometra per poi dedicarsi, quasi subito dopo, alla scultura, per la quale sviluppò a poco a poco un’enorme passione, all’inizio degli anni cinquanta. Lentamente il suo linguaggio caratteristico, informale, si va evolvendo adattandosi di volta in volta alle caratteristiche del materiale usato: prima l’oro e l’argento, per dei monili, poi il ferro, il legno, il cemento e il bronzo, che diverrà la sua materia base per opere di piccole dimensioni e per le sculture monumentali che lo hanno reso celebre.
Nel 1961 e 1962, fece parte con Lucio Fontana e altri del gruppo informale “Continuità”, grazie al quale raffina una propria cifra stilistica, esprimendo la propria arte nell’equilibrio tra le geometrie esterne e i meccanismi interni delle sue opere monumentali, più adatte alle sue capacità espressive di quelle di dimensioni ridotte, che non gli permettono di indagare all’interno del soggetto rappresentato.
La rassegna si sviluppa su più luoghi: il Palazzo dell’Opera, il Museo delle Sinopie, il Camposanto Monumentale, oltre che lo spazio esterno di piazza dei Miracoli. L’idea di contestualizzare le opere all’interno del tessuto urbano cittadino sono ben in linea con la filosofia dell’artista secondo cui: “L’ambizione massima per uno scultore è ambientare le proprie opere in un confronto con il tessuto urbano e con il paesaggio. La scultura è infatti – come dice Hegel – una presa di un proprio spazio ed ha senso se riesce a trasformare il luogo in cui è posta”. I luoghi scelti, ricchi di storia e importanza artistica, creano un contrasto accattivante con le ultra moderne e futuristiche sculture che in alcuni casi si trovano a dialogare direttamente con alcuni gessi dei più grandi interpreti della scultura medievale pisana, Nicola e Giovanni Pisano.
Il percorso espositivo, suddiviso in sezioni critiche strettamente collegate tra loro, parte dal Palazzo dell’Opera, dove è esposta una selezione di lavori tra i più significativi del Maestro dagli anni Cinquanta ad oggi, oltre ad alcuni tra i più importanti studi di opere architetturali, come il celebre Progetto per il nuovo cimitero di Urbino, del 1973, mai realizzato. Dai primi rilievi degli anni Cinquanta in argento, piombo e cemento, dalla serie degli Orizzonti, delle Tavole, delle Colonne del viaggiatore, in cui l’artista ha sviluppato la sua poetica del segno plastico, fino alle Cronache e ai Papiri degli anni Settanta e Ottanta, per arrivare alle sculture più recenti, i Continuum, che rappresentano una sorta di inventario di tutta la sua “scrittura”. Un ampio spazio è dedicato inoltre all’inedita esposizione di modelli in gesso di sculture di varie dimensioni.
Il Museo delle Sinopie accoglie le Sfere, le Colonne, i Cubi, opere che testimoniano la ricerca dell’artista sui solidi della geometria euclidea, in cui emerge il lacerante contrasto tra l’essere e l’apparire della forma.
Nel Salone del Trionfo della morte nel Camposanto Monumentale, infine, è possibile ripercorrere tutte le tappe del progetto, mai realizzato, per la porta del Duomo di Cefalù (1997/1998).
All’esterno degli edifici, in Piazza del Duomo, trovano la loro naturale collocazione alcune sculture monumentali realizzate dall’artista che, sin all’inizio degli anni Settanta cominciò ad affrontare con energia il problema della grande dimensione e della scultura ambientale, con una nuova consapevolezza e un nuovo senso dello spazio. Scelte per dialogare con i marmi pisani, le sculture Giroscopio (bronzo e ferro, diametro 3,80 metri), Obelisco per Cleopatra (bronzo e corten, altezza 14 metri), Quattro stele (bronzo, altezza 7 metri) e una delle prime colonne del viaggiatore, alta 5,60 metri.
Se non avete ancora una meta precisa per le vacanze perchè non fare un salto a Pisa?
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