Annunci

THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

IL FORTE DI BARD OSPITA LA MOSTRA “DA BELLINI A TIEPOLO, CAPOLAVORI DELL’ACCADEMIA DEI CONCORDI”
Al Forte di Bard, fino all’8 Novembre, sarà visitabile una rassegna di opere provenienti dalla Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile di Rovigo. L’ esposizione, curata da Vittorio Sgarbi e Gabriele Accornero, comprende 52 opere e mostra una panoramica della stagione artistica che va dal Quattrocento al Settecento, un arco temporale che comprende i momenti più alti della pittura internazionale e che ha come momento centrale, il prolifico e meraviglioso Rinascimento.
Il Forte di Bard, rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione, rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento e diventa una location accattivante in cui il forte contrasto tra l’ambiente esterno e le opere esposte creano un’atmosfera unica.
Data la posizione strategica per il controllo dei transiti, la rocca di Bard dovette essere fortificata fin dall’epoca preromana. Risale al 1034 la prima citazione di un insediamento fortificato: esso apparteneva al visconte di Aosta Boso, i cui discendenti mantennero la signoria di Bard fino alla prima metà del XIII secolo. Espugnato nel 1242 da Amedeo IV di Savoia, il castello passò da allora direttamente sotto il dominio sabaudo. Dopo aver subito l’assedio e la conquista da parte dell’esercito napoleonico, Carlo Felice, timoroso di una nuova aggressione francese, a promuovere il rifacimento del Forte nel 1827. La piazzaforte fu costituita su tre principali corpi di fabbrica, posti a diversi livelli, tra i 400 e i 467 metri ed ancora oggi mantiene questa sua tipica struttura.

La collezione della Pinacoteca dei Concordi, che raccoglie il meglio dell’arte veneta dal XV al XVIII secolo, è frutto della passione per la pittura di alcune nobili famiglie rodigine, che nell’Ottocento donarono le loro quadrerie all’Accademia e al Seminario Vescovile di Rovigo. In questa terra, stretta tra i fiumi Adige e Po, che, tra il Quattrocento e il Settecento, ha visto succedersi al colto e raffinato ducato estense il dominio della Repubblica di Venezia, sono custodite opere che posso essere considerate punti di riferimento per la storia dell’arte del nostro Paese e capisaldi della pittura internazionale.

Tra i capolavori esposti, Santa Lucia e sei storie della sua vita di Quirizio da Murano, la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini, il Contadinello di Tiziano. Di grande valore anche la Flagellazione di Palma il Vecchio e i quattro intensi ritratti di uomo attribuiti alla cerchia di Tintoretto. Ad arricchire il nucleo di opere del Rinascimento, alcune preziose testimonianze della Scuola Ferrarese ed Emiliana: la tavoletta con la lotta fra Davide e Golia di Ippolito Scarsella e il San Gerolamo nel deserto del Domenichino.  
La stagione del Seicento Veneto è rappresentata dalle opere di Pietro VecchiaPietro Bellotti e Bernardo StrozziIl secolo d’oro di Venezia, il Settecento, è introdotto da Luca Giordano e prosegue con i maestri Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, Giuseppe Nogari e Alessandro Longhi.
La pittura di paesaggio è affidata ai toni cromatici luminosi e chiari della Marina di Luca Carlevarijs e ai paesaggi arcadici di Francesco Zais.
Una lunga galleria di volti chiude infine il circuito mostrando opere come il celebre Ritratto di Antonio Riccobono, realizzato da Giovan Battista Tiepolo. In una sala è inoltre proiettata anche una video intervista relativa all’esposizione in cui il critico Vittorio Sgarbi illustra al pubblico il periodo storico artistico a cui la mostra si riferisce. 
Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: