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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

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#COLLEZIONEMART
 

Il Mart, Museo di Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, presenta con una rassegna di un centinaio di opere un viaggio nella storia dell’arte del ‘900.
La Collezione del Mart, costituita nel tempo grazie a una politica di importanti acquisizioni, depositi e donazioni è composta oggi da oltre 20.000 opere che, con modalità e tempi differenti, sono esposte nella sale del Museo in mostre e percorsi espositivi monografici o tematici.
Come un unico grande spazio, le due gallerie al primo piano accoglieranno il visitatore per accompagnarlo in un lungo e appassionato racconto per immagini, suddiviso in due sezioni cronologiche. Un viaggio attraverso un secolo, per ritrovare i capolavori e i protagonisti del novecento e arrivare con loro ai giorni nostri. Un’unica grande mostra, abitata da due anime complementari, legate ciascuna al proprio tempo con il quale inevitabilmente si confrontano per esprimerne una delle possibili narrazioni. #COLLEZIONEMART segue quindi un doppio registro, nel quale il denominatore comune è l’originalità della ricerca artistica e della proposta culturale. Insieme ai capolavori delle Collezioni, la mostra mette in luce la ricchezza e la varietà dei materiali e dei documenti conservati dall’Archivio del ‘900 del Mart che completano l’excursus storico con materiali complementari a quelli esposti: manifesti, inviti, brochure, ritagli stampa e cataloghi, carteggi,  fotografie,  registrazioni sonore, filmati.
La prima sezione della mostra, a cura di Daniela Ferrari e Alessandra Tiddia, ha come filo conduttore quello che le curatrici hanno definito una “moderna classicità” e prende in considerazione la prima metà del ‘900. Ne fanno da protagonisti diversi artisti: Medardo Rosso, rappresentante italiano dell’impressionismo che fa della scultura costituita da forme non finite il suo tratto caratterizzante;   Arturo Martini, Giorgio de Chirico, Fausto Melotti, Massimo Campigli, Osvaldo Licini, solo per citarne alcuni.

Giorgio Morandi, riconosciuto universalmente per la qualità della sua pittura e per le sue caratteristiche nature morte, che all’inizio fu esponente del movimento futurista ma durante la sua maturità divenne una dei principali interpreti della scuola metafisica. Scuola che è ben rappresentata in questa prima parte della rassegna con opere di Mario Sironi, Carlo Carrà,

La seconda sezione della mostra, a cura di Veronica Caciolli e Denis Isaia, prosegue ad analizzare la seconda metà del ‘900 in cui la “moderna classicità” lascia il posto al “canone contemporaneo”, alla ricerca di ciò che ha trasformato la storia recente, scuotendone le fondamenta con un percorso che va da Lucio Fontana a Chen Zhen, famoso per le sue particolarissime installazioni. Si sviluppa un percorso cronologico che abbraccia la realtà più vicina, con le sue aperture alle nuove istanze sociali e ai nuovi media, una ricerca che si misura con la strada, con il quotidiano, con le tensioni collettive.
Fontana fu il fondatore del movimento spazialista, reso famoso dall’analisi dello spazio secondo cui la tela stessa, interrotta da rilievi e rotture (i famosi tagli) entra in rapporto diretto con la luce e lo spazio.
A questi si susseguono altri grandi artisti contemporanei come John Baldessarri che si interroga su come unire il potenziale narrativo delle immagini con il potere associativo del linguaggio entro i confini delle opere d’arte; Luigi Ontani che ha iniziato la sua carriera con tableau vivant per poi, dopo aver sperimentato i più eterogenei generi artistici, approdare alla fotografia; Cindy Sherman, fotografa e regista statunitense maggiormente conosciuta per i suoi “autoritratti concettuali”.
La selezione è quindi molto ricca e cerca di offrire un’ampia panoramica attraverso i differenti movimenti e generi artistici.
La mostra sarà visitabile fino all’ 8 Novembre, non perdetela!
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