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ENERGIE RINNOVABILI. IL PRESENTE ED IL FUTURO

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ENERGIE RINNOVABILI

PRESENTE E FUTURO DELLE FONTI NATURALI

Con la presentazione del Clean Power Plan, il Presidente americano Obama definisce un passo concreto verso la realizzazione della sua politica di riduzione globale dei gas serra.
L’amministrazione ha fissato come obiettivo generale (del quale il Clean Power Plan è una parte) la riduzione nel 2025 delle emissioni di questi gas da parte delle Centrali Elettriche del 32% rispetto a quelli prodotti nel 2005.

Il programma presentato dall’Amministrazione americana prevede che l’Epa (United States Environmental Protection Agency, l’agenzia federale per la protezione dell’ambiente) lavori per la riduzione delle emissioni di diossido di carbonio delle centrali elettriche degli Stati Uniti.

In sostanza l’Epa stabilisce per ciascun stato federale un obiettivo di riduzione delle emissioni delle proprie centrali elettriche.Gli stati potranno decidere come arrivare all’obiettivo: potranno per esempio passare dal carbone al gas naturale, incrementare le energie rinnovabili, fissare programmi per incentivare il risparmio energetico e la razionalizzazione della case private.
Gli Stati dovranno presentare il piano entro il 2018 e cominciare a tagliare le emissioni entro il 2022.
Le centrali elettriche erano responsabili del 31% delle emissioni di gas serra nel 2013, il che le rende la prima causa di queste emissioni negli Stati Uniti.
Se tutto andrà come deve andare, il Clean Power Plan equivarrà ad un taglio di 6 punti percentuali sul totale delle emissioni di gas serra per il 2030.

Questa notizia riporta all’attenzione dei media la questione delle energie rinnovabili come alternativa rispettosa dell’ambiente alla produzione di elettricità e calore con i mezzi fossili tradizionali, petrolio, carbone e gas.

Le energie rinnovabili sono fonti di energia il cui utilizzo non intacca, né pregiudica le risorse naturali a disposizione dell’uomo. Queste fonti di energia si rigenerano dopo ogni ciclo di utilizzo e, quindi, sono inesauribili. Alcune fonti rinnovabili sono disponibili in grande quantità e non risentono dello sfruttamento da parte dell’uomo. Un esempio tipico di energia rinnovabile è l’energia solare. Il pianeta Terra viene continuamente irraggiato dal flusso di energia rinnovabile che l’uomo può utilizzare o meno.

L’energia solare è la fonte rinnovabile più conosciuta ed è utilizzata per produrre calore e, grazie alla tecnologia fotovoltaica, per produrre elettricità, l’energia eolica è la fonte di energia generata dal vento, dallo spostamento continuo delle masse d’aria. Può essere trasformata direttamente in energia meccanica ( es. mulini a vento ) e indirettamente in elettricità ( es. pale eoliche ).

Le biomasse, sono risorse organiche ( biologiche ) che possono essere utilizzate come combustibili e/o carburanti. Ad esempio, gli scarti della lavorazione agroalimentare possono essere impiegati come materia prima per produrre energia termica ( calore ) tramite la combustione. Alcune sostanze organiche ( es. zucchero, cereali, oli, ecc. ) possono essere trasformati in biocarburanti.

La geotermia, è l’energia della Terra e il calore proveniente dal sottosuolo. La temperatura aumenta nelle profondità terrestri. In alcune zone la differenza termica tra gli strati superficiali e quelli sotterranei è maggiore e può essere sfruttata per riscaldare e creare un moto di circolazione naturale dei liquidi.

L’energia idraulica,infine, è lo spostamento delle masse d’acqua. Le principali fonti di energia idraulica sono generate dal ciclo naturale dell’acqua, dalle onde e dalle maree.

Le fonti rinnovabili nel 2014 hanno prodotto il 23% dell’energia elettrica necessaria a soddisfare il fabbisogno energetico mondiale, garantendo oltre 5.400 TWh di produzione. L’incidenza delle rinnovabili risulta essere in crescita così come la potenza complessivamente installata, passata da meno di 1 TW a oltre 1,7 TW dal 2007 al 2014, grazie soprattutto alla crescita di fotovoltaico (da 10 GW nel 2007 a oltre 183 nel 2014) ed eolico (da 95 a oltre 377 GW). Nel 2014 gli investimenti globali per la realizzazione di nuovi impianti ha superato i 235 miliardi di €, in crescita rispetto al 2013 e con una inversione di tendenza rispetto al trend negativo degli anni 2012 e 2013, di fatto tornando sui livelli di investimento «record» del 2011. Tuttavia, nell’ultimo anno si è ulteriormente assistito allo spostamento del baricentro “economico” degli investimenti dall’Europa all’Asia, principalmente a seguito dello sviluppo di nuovi sistemi incentivanti nei Paesi asiatici, come mostrato in Figura successiva

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In soli otto anni, l’Europa ha perso il suo ruolo di leadership, passando dal rappresentare oltre il 40% degli investimenti complessivi nel 2007 a poco più della metà (23%) nel 2014. Il calo in valori assoluti però appare meno evidente, passando da 56 miliardi di € investiti nel 2007 a 54 nel 2014. D’altro canto, l’Asia – grazie soprattutto al consolidamento del mercato cinese e indiano – è stata in grado di aggiudicarsi nel 2014 quasi la metà degli investimenti globali (il 49% contro il 23% del 2007 ed una crescita di 85 miliardi di euro). Guardando alle altre aree, il continente americano conferma la sua seconda posizione, passando però dal 24% al 34% del peso globale dal 2007 al 2014 con un aumento «effettivo» di 11 miliardi di euro; l’Africa invece resta il continente con il minor numero di risorse investite, sebbene negli ultimi otto anni ha registrato la crescita percentuale più significativa, quadruplicando il suo peso a livello mondiale e superando i 9 miliardi di euro di investimenti.
Guardando a livello di singolo Paese e distinguendo tra le diverse fonti rinnovabili, la Tabella a seguito conferma come lo sviluppo delle rinnovabili risulti essere concentrato principalmente nel mercato asiatico.

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Riguardo al fotovoltaico, emerge come questo comparto sia trainato dal mercato cinese, giapponese e statunitense, che complessivamente hanno inciso per l’83% delle nuove installazioni, mentre per quanto riguarda l’eolico, oltre alla Cina (che detiene ad oggi il 50% delle nuove installazioni mondiali con oltre 23 GW) giocano un ruolo importante anche Stati Uniti, India e Regno Unito, con quasi 9 GW installati nel 2014. Per quanto riguarda le biomasse invece, oltre agli Stati Uniti, leader del mercato con 39 GW complessivamente installati, stanno sviluppando rapidamente un elevato contingente di potenza installata anche il Brasile, il Sud Est asiatico e la Cina mentre per il geotermico, oltre agli attuali leader Stati Uniti, Filippine e Indonesia, si ipotizza possa consolidarsi il mercato africano, guidato dal Kenya. L’idroelettrico invece ha visto nel 2014 il 60% delle installazioni globali suddivise tra Cina e Brasile, rispettivamente con 33 GW e 5 GW installati.

Guardando infine alla situazione nel nostro Paese, il mercato delle rinnovabili in Italia nel 2014 ha visto nuove installazioni per 696 MW, con il fotovoltaico che ha pesato, con i suoi 385 MW nel 2014, per oltre il 55% del volume complessivo. Le biomasse, senza considerare le RSU (rifiuti solidi urbani), hanno visto un incremento di potenza di circa 108 MW, con un’incidenza del 19% circa, per l’eolico e l’idroelettrico sono stati installati invece 107 e 74 MW, pesando rispettivamente per il 15% e l’11%. Nel complesso, nel 2014 si è assistito ad una riduzione delle installazioni di nuova potenza rinnovabili di oltre il 70% rispetto al 2013, evidenziando una fase di stallo per il mercato primario. Per quanto riguarda invece il volume d’affari del mercato italiano, tenendo anche conto dei ricavi dalla vendita di energia e di altri servizi, quali assicurazioni ed O&M, che stanno via via assumendo maggiore rilevanza all’interno del comparto, nel 2014 è stato generato dalle rinnovabili (escludendo gli RSU e gli impianti idroelettrici di taglia superiore a 10 MW) un controvalore di quasi 7 miliardi di euro, che sale a oltre 19 se si considerassero anche i ricavi derivanti dall’incentivazione. La componente principali del comparto sono i ricavi da vendita dell’energia (il 46,9% del totale), seguiti dal mercato primario con il 24,4% mentre i servizi di O&M, assicurazioni e acquisto di materie prime hanno inciso per il restante 28.7%.

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La diffusione attesa delle rinnovabili nei prossimi anni potrà portare la potenza installata complessivamente nel mondo a lambire i 3 TW al 2020, proseguendo nel trend di crescita degli investimenti registrato nell’ultimo anno. I Paesi che guideranno la crescita delle installazioni saranno la Cina, con un’ ulteriore vera e propria esplosione del mercato interno relativamente a tutte le fonti, i paesi in via di sviluppo quali Brasile, India, Messico, Sud Africa ed il sud est asiatico grazie alla definizione di regimi incentivanti volti a sostenere la crescita del settore.

Il mercato europeo invece, a causa della scelta di molti Stati di ridurre la spesa per l’incentivazione (tra cui anche l’Italia e la Spagna), vedrà una crescita delle installazioni maggiormente contenuta rispetto alle altre aree del mondo, facendo presupporre un ulteriore sviluppo dei servizi legati alla gestione dell’esistente.

Uno studio dell’Unione Petrolifera Italiana recentemente ha tracciato per il vecchio continente uno scenario al 2030 che vedrà i consumi stabilizzarsi con un mix diverso rispetto a quello attuale: il gas naturale diventerà la prima fonte con un peso del 26-28%, seguono le rinnovabili che continueranno il decollo raggiungendo dal 21 al 27% della copertura energetica complessiva. Il petrolio arretrerà sensibilmente, fino al 23-26% (siamo ora al 32%) rimanendo però egemone nei trasporti. Ma, paradossalmente, proprio sul petrolio, o meglio sul più corretto e più efficiente uso del petrolio, dovremo puntare per tentare di centrare gli obiettivi ambientali dell’Europa al 2050.

Nel 2012 le energie rinnovabili valevano circa il 14% della richiesta mondiale di energia ma si prevede che nel 2030 arrivino a soddisfare almeno il 22% del fabbisogno energetico mondiale, rubando terreno a petrolio e carbone. In Italia la produzione energetica delle rinnovabili è in crescita e nel 2014 ha registrato un +6,6% rispetto all’anno precedente

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Secondo uno studio di BNEF (Bloomberg New Energy Finance), entro il 2026 il solare sarà competitivo, in termini di prezzo, con tutte le altre fonti energetiche, con un dimezzamento del costo degli impianti solari, che potrebbe portare alla fine del “dominio del fossile”. Sulla base di queste previsioni, si attendono investimenti nel solare di 3.700 miliardi US$ entro il 2040, che porterebbero l’energia solare a pesare per 1/3 dell’energia prodotta complessivamente.  La maggior crescita è attesa per gli impianti su tetti, anche di piccole dimensioni e potenze, che renderebbe questa fonte di energia di piccole dimensioni conveniente, fino a rappresentare il 13% del totale prodotto.

Un aspetto importante che guiderà il prossimo futuro è l’aumento di efficienza energetica (ad esempio, una lampada LED riduce il consumo dell’80% rispetto ad una lampada tradizionale), che consentirà risparmi, anche in un mondo sempre più dominato da apparecchi e “device” che necessitano di energia (smartphone e simili) ed in uno scenario che vedrà una crescente fetta di popolazione sempre “connessa”: le stime di crescita per i prossimi 25 anni indicano un +1,8% annuo, inferiore al +3% del periodo 1990-2012; nei paesi ricchi dell’area OECD/OCSE il consumo energetico sta diminuendo.

http://www.rinnovabili.it/energia/sussidi-fonti-fossili-fmi-inquinamento-666/

http://www.ec.europa.eu/eurostat/web/energy/statistics-illustrated

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