“MAZZETTE” IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO.

L’OCSE ha analizzato 427 casi di corruzione internazionale avvenuti nei Paesi aderenti all’organizzazione i cui processi giudiziari sono iniziati dopo il 1999, data dell’entrata in vigore della corruzione Ocse anti-corruzione, e che si sono conclusi nel 2013. L’analisi aiuta a spiegare il fenomeno della corruzione internazionale ed indica in quali settori economici sono stati scoperti il maggior numero di casi di corruzione ed i motivi per i quali si pagano tangenti.
Il 59% di tutti i casi di corruzione internazionale si verifica in quattro settore economici: attività estrattive (19%), costruzioni (15%), trasporti (15%) e tecnologia-IT (10%). L’industria manifatturiera e la sanità rappresentano ognuno solo l’8% dei casi.
In più della metà dei casi, il 57%, si pagano mazzette per ottenere appalti pubblici. Questo significa che nei Paesi dove lo Stato è più presente nell’economia ed è maggiormente regolatore dell’attività economica, è più probabile che verifichino casi di corruzione internazionale. Al secondo posto, a grandissima distanza (12%) c’è, come motivo della corruzione, l’ottenimento di autorizzazioni, anch’esse dipendenti da una qualche autorità pubblica.
I modi più consueti per realizzare la corruzione sono la turbativa d’asta, le false fatture e la consegna di materiale di qualità inferiore a quello concordato.

Una prima considerazione: vi è una correlazione fra pervasiva presenza pubblica nell’economia ed i fenomeni di corruzione; la domanda conseguente è: riducendo la presenza pubblica nell’economia si riduce conseguentemente la corruzione? Siamo dinanzi ad un rapporto causa-effetto?

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