THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

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JEFF KOONS IN FLORENCE

In concomitanza con la Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (26 KOONS1Settembre/ 4 Ottobre, Palazzo Corsini), ha inizio “Jeff Koons In Florence” un evento in cui si instaura un confronto  tra la provocante bellezza delle opere del geniale artista americano e i capolavori senza tempo di Donatello (1386-1466) e Michelangelo (1475-1564). I luoghi eletti del “dialogo” saranno la Sala dei Gigli in Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria.

A Palazzo Vecchio sarà esposta Gazing Ball (Barberini Faun), opera realizzata nel 2013 appartenente alla serie denominata dall’artista Gazing Ball,  calchi in gesso di celebri sculture del periodo greco-romano cui l’artista ha aggiunto, in posizione di precario equilibrio, una sfera di colore azzurro brillante e dalla superficie specchiante. Un raffinato e attraente gesto concettuale per ribaltare e deviare lo sguardo dello spettatore dall’ammirazione dell’opera classica, quale immagine memorabile di pura perfezione, alla totalità dello spazio ambientale, in cui si riconoscono anche gli osservatori e i varielementi che caratterizzano il contesto espositivo. Un lavoro che insiste sulla seduzione del calco in gesso, così puro, leggero, impalpabile, e la magia disorientante della sfera azzurra con la sua superficie riflettenteKOONS2 come uno specchio.

L’antico Fauno Barberini è una scultura di età imperiale – ispirata probabilmente a un opera in bronzo di epoca tardo-ellenistica.  Rinvenuto a Roma nei fossati di Castel Sant’Angelo intorno al 1624, il  marmo entrò nella collezione del Cardinale Francesco Barberini nel 1628,  per poi arrivare in Germania agli inizi dell’Ottocento, dove è conservato presso la Gliptoteca di Monaco. Alcuni restauri della scultura furono eseguiti, già all’epoca del rinvenimento, dalla bottega di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) o da lui medesimo.

La sfera deve essere letta  come simbolo o archetipo della perfezione del cosmo, dell’Uno, dell’infinito e dell’eterno – come nel Timeo di Platone -, ma tale idealità  è contraddetta dalla posizione arrischiata in cui l’oggetto sferico si trova, posto com’è sulla coscia sinistra del giovane Fauno, nonché dalla superficie che riflette il transeunte, il molteplice, il mondo della vita. La sfera immagine ridotta della terra, del globo celeste o del cosmo infinito, simbolo della fortuna o della vacuità esistenziale, dello scorrere dei giorni e dell’eternità, è una figura ricorrente nella storia dell’arte. Si ritrova ai piedi del Tempo che solitamente tiene in mano un compasso o una clessidra.

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La sfera è il mondo terrestre per il Bramante – in un affresco  del 1488 circa in cui sono ritratti Eraclito e Democrito. Appare sul tavolo dell’Astronomo di Jan Vermeer in forma di globo celeste nel 1668 circa, per citarne solo alcuni.

Gazing Ball prende il nome dalle sfere specchianti, scoperte tante volte da Koons nella casa d’infanzia in Pennsylvania: ammalianti, incantevoli oggetti ornamentali prodotti per la prima volta a Venezia nel tredicesimo secolo, divenuti poi famosi nel diciannovesimo secolo durante il regno di Ludovico II di Baviera che li usava per decorare i giardini dei suoi palazzi, quindi arrivati in Pennsylvania attraverso gli Europei. Il potere incantatorio di questi oggetti risiede nel fatto che a chi guarda ad essi viene concessa la possibilità di vedere dietro le proprie spalle e fino agli angoli più lontani. Forme affascinanti, magiche, piacevoli anche per la loro leggerezza (si tratta di sfere di vetro soffiato) e per la loro associazione con il gioco infantile. Data la loro estrema fragilità sono anche associate all’effimera durata della vita umana – così come le bolle di sapone cui spesse volte vengono associate.

La scelta di installare il Fauno nella Sala dei Gigli, fastoso ambiente, nasce dalla volontà di creare un dialogo tra il linguaggio rinascimentale e quello contemporaneo. Il Fauno Barberini -nella versione rivisitata di Koons- si presenterà al pubblico ancora nella sua provocante posa, esempio di una bellezza non volgare, sebbene spinta al limite dell’osceno. La sfera specchiante e di colore azzurro entrerà, altresì, in rapporto con l’effige in bronzo, e poi con il contesto decorativo della sala, con le sue dominanti cromatiche e il prezioso soffitto ligneo.KOONS4

In Piazza della Signoria dove, a poca distanza dalla copia in marmo del David di Michelangelo, sarà esposta una delle più celebri sculture di Jeff Koons, Pluto and Proserpina (2010-2013), un’opera monumentale, alta più di tre metri, in acciaio inox, lucidata a specchio e con una cromatura in color oro. Le due figure di Plutone e Proserpina, avvinghiate in un abbraccio drammatico e sensuale, scintilleranno alla luce del giorno e, illuminate durante la notte, strideranno in contrasto con le sculture in marmo e bronzo della piazza.

La mostra, visibile dal 26 settembre al 28 dicembre 2015, nasce da una proposta di Fabrizio Moretti ed è curata da Sergio Risaliti.

Inutile dire di mettere in agenda una gita a Firenze!!

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