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LA DOMENICA DI CHINA ANALYSIS

Vi proponiamo ancora qualche scatto per raccontare la Cina attraverso le pillole del finesettimana (oggi con un filo conduttore). Buona domenica!

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Hangzhou, sarebbe una bella giornata… Lo smog offusca quella che dovrebbe essere una bellissima vista del Lago Occidentale e della città di Hangzhou. L’emergenza ambientale è una delle maggiori sfide per la leadership cinese: la combustione del carbone delle fabbriche, degli impianti di riscaldamento e delle automobili ha contribuito per il 50% alle emissioni di CO2 2002-2012. Durante la visita di Xi Jinping negli Stati Uniti, Pechino ha raggiunto un accordo sul clima con Washington: la Cina si impegna a ridurre le emissioni di gas serra entro il 2017, imponendo ad esse un prezzo. Molti salutano una svolta nella politica ambientale, anche se in passato simili misure per ridurre l’inquinamento atmosferico hanno mostrato nell’implementazione tutti i loro limiti. La città, rinomata per le sue bellezze naturalistiche, nel 2013 ha registrato il record di 239 giorni d’inquinamento da smog, quasi 90 giorni in più rispetto alla media annuale.

pubblicità-ambientale-Cina.jpegShanghai, “C’è solo un pianeta Terra”. Una pubblicità civica mirata a responsabilizzare i cittadini della megalopoli verso l’attenzione all’ambiente. Il traffico resta la prima fonte di inquinamento e malgrado il giro di vite sui veicoli più inquinanti, il combustibile che rispetta lo standard più “verde” rappresenta solo il 3% dei combustibili venduti nel Paese. Uno dei problemi è proprio convincere la popolazione ad essere più ecologica: il nuovo ceto medio ama viaggiare sulle proprie automobili di marca occidentale. Ad Hangzhou, ad esempio, c’è un auto ogni due abitanti.

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uomini-e-risciò.jpegPechino, la pausa
. A proposito di veicoli, molto diffusi sono ancora i tradizionali risciò, principalmente a scopo turistico (come taxi) e per il trasporto di merci. Sono di diversi tipi, a pedali, elettrici o a motore, e sono imbattibili per sfidare il traffico nelle ore di punta (unico inconveniente, i gas di scarico delle auto). A questi si aggiungono i motorini elettrici usati come mezzo di trasporto privato. Per quanto riguarda le auto elettriche, il governo cinese sta lavorando ad un piano di incentivi per incoraggiare lo sviluppo di questo settore produttivo su scala nazionale, che comprende crediti alle aziende che producono veicoli 100% elettrici o ibridi. Due sono finora i principali ostacoli: debolezza nei confronti di competitors internazionali con più know-how (vantaggio per le case automobilistiche straniere, che guardano sempre più al mercato cinese dei veicoli ecologici)  e riluttanza dei consumatori per i costi elevati.

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Shanghai, la domenica al parco. Una pausa dal traffico della metropoli: i cinesi amano molto ritrovarsi al parco, specie nei finesettimana, per chiacchierare, passeggiare, praticare taiji o giocare agguerrite partite di majiang (gli scacchi cinesi). Gli spazi verdi sono uno dei punti chiave dell’urbanizzazione sostenibile, una priorità per un Paese che vedrà un’espansione della popolazione residente in città da 600 milioni nel 2008 a 926 milioni nel 2025, fino a un miliardo nel 2030. Un interessante studio elaborato da McKinsey nel 2011, misura le performance di sostenibilità di 112 città cinesi selezionate dal governo come focus dello sviluppo sostenibile attraverso vari indicatori. La costruzione di spazi verdi sembra migliorata nel periodo 2004-2008, anche se rimane sotto gli standard del mondo sviluppato. Un esempio modello di eco-city è stato costruito a Tianjin da una joint-venture in parte cinese e in parte di Singapore; ma lo scorso anno molti degli edifici a basso impatto ambientale erano ancora disabitati.

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