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CALZATURE ITALIANE: EXPORT NEL PRIMO SEMESTRE VERSO IL FAR EAST

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 ‘EXPORT DI CALZATURE VERSO I MERCATI DEL FAR EAST
Le turbolenze finanziarie in Cina manifestatesi con forza la scorsa estate – con la svalutazione dello yuan e i repentini crolli del listino di Shanghai – hanno sollevato diversi interrogativi circa le possibili conseguenze sul consumo di beni di lusso del gigante asiatico e dunque sull’export dei prodotti made in Italy.
Gli operatori calzaturieri – già alle prese con il marcato calo degli ordini sui mercati emergenti dell’area CSI (-22,4% in valore nel 2014 e -34,3% nel primo semestre dell’anno in corso) – hanno seguito con forte preoccupazione il rapido susseguirsi degli eventi. Perché il Far East ha registrato, soprattutto nell’ultimo quinquennio, una crescita senza soste, arrivando a rappresentare una quota superiore al 12% sul totale export.
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IN CRESCITA, ANCHE IN AVVIO 2015
Nel 2014, secondo le cifre Istat elaborate da Assocalzaturifici, sono state esportate in Estremo Oriente 10 milioni di paia (+2,3% sul 2013), per 940 milioni di euro (+11%).

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Difficile quantificare ora se, e in che misura, le evoluzioni finanziarie cinesi – inseritesi peraltro in un contesto già mutato, per il mercato del lusso, in seguito alle norme governative anticorruzione – abbiano invertito le dinamiche espansive dell’export italiano.
Un dato è certo però. Ancora nel primo semestre le vendite di calzature in Far East, pur se a ritmi rallentati (a causa soprattutto della crisi giapponese), avevano fatto segnare un incremento, sia in valore (+19,4%) che – circostanza più rara tra le aree di destinazione – in volume (attorno al +1%).
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PREZZI MEDI: NEL FAR EAST I PIU’ ELEVATI
Il prezzo medio in Far East (93,55 euro/paio nel 2014) è il più alto tra le aree geografiche di destinazione dell’export Made in Italy: più che doppio rispetto alla media dell’export italiano complessivo (pari a 39,01 euro). L’analisi condotta da Assocalzaturifici mostra come, tra i nostri 40 mercati più importanti, nel 2014 le prime 5 posizioni per prezzo medio più elevato fossero occupate da mercati di questa area.
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HONG KONG E CINA MERCATI LEADER DELL’AREA
Complessivamente in questi due mercati (che le statistiche internazionali considerano separatamente) l’Italia nel 2014 ha venduto 4,2 milioni di paia, per 512,6 milioni di euro, con incrementi del 18% in valore e del 6% in volume sul 2013. Insieme costituivano il 6° mercato di destinazione italiano (sono il 5° nel primo semestre 2015). La crescita, rispetto all’anno 2000, è stata del 78% in quantità e del 444% in valore (con un sempre considerevole +314% al netto dell’inflazione).

–    COSA VI ESPORTIAMO
Le elaborazioni condotte da Assocalzaturifici sui dati Istat evidenziano come l’80% dei 2,1 milioni di paia esportate nei primi 6 mesi 2015 risulti costituito da calzature con tomaio in pelle. Tra queste, le scarpe da passeggio per donna (830mila paia, +0,2%) e per uomo (scese a 411mila paia, -12%), si sono confermate, malgrado i risultati poco premianti, le voci merceologiche più vendute.
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A livello di segmento, segni positivi per le calzature in pelle destinate alla clientela femminile; in calo l’uomo; recupero, ma su livelli assoluti ancora molto limitati (67mila paia), per le scarpe bambini/ragazzi.
–    DA QUALI REGIONI E DISTRETTI CALZATURIERI
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Toscana, Lombardia e Marche coprono assieme 3/4 dell’export. Tra le province la prima è Firenze.
–    RAFFRONTO CON GLI ALTRI COMPETITORS EUROPEI
Export della UE28 verso Cina e Hong Kong Anno 2014 per Paese membro (Inc.% su Tot. valore)
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata L’Italia è, tra i partner della UE, il Paese più presente, detenendo una quota del 61,3% in valore sul totale dei flussi comunitari verso Cina e Hong Kong (46,5% in volume).

Fonte: elaborazioni Assocalzaturifici su dati Eurostat

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