BLOG con Angelo GIUBILEO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Ci permettiamo di aggiungere un breve commento della Redazione: la manovra del governo Renzi fa ampio ricorso ad ulteriore debito, per una somma di 14,6 miliardi di euro; per un paese con un debito “monstre” ci sembra una ulteriore prova della “serietà” degli intenti e dei governanti. Lasciamo ai lettori ulteriori commenti, siano essi favorevoli o contrari. Buona lettura.

Una manovra per la crescita reale del paese

Quella che segue è una lettura immediata della bozza di governo relativa alla Legge di Stabilità per il 2016. In risalto, prima di ogni altra valutazione, emerge un ipotesi di consistente taglio della tassazione programmata. A partire dai 16,8 miliardi delle clausole di salvaguardia in conto Ue, somme di prelievo impegnate con l’aumento dell’IVA e delle accise sui carburanti e che sono invece annullate. In più, un taglio delle tasse aggiuntivo, in miliardi, pari a: 3,7 per l’abolizione della tassa sulla prima casa, 0,5 per l’abolizione della tassa su imbullonati, 0,4 per l’abolizione dell’IMU agricola. Per un totale di minor tasse pari a 21,4 miliardi.
Altro versante, quello relativo al taglio della spesa pubblica programmata. In proposito, innanzitutto un taglio di 5,8 miliardi per la spending review (comprensivi di un taglio ai ministeri per circa 2 miliardi) e una minore spesa per misure cosiddette di efficientamento pari a 3,1 miliardi (comprensivi in questo caso di una riduzione di spese per il funzionamento delle regioni di 1,8 miliardi, e delle province di 0,6 miliardi). In totale, quindi, minore spesa pubblica pari a 9,9 miliardi.
Sul fronte della spesa annuale, la bozza di manovra registra un finanziamento così suddiviso: 1,2 miliardi per gli enti locali, 1,1 miliardi per contrasto alla povertà e al disagio sociale, 0,8 miliardi per sgravi contributivi alle imprese che assumono, 0,6 miliardi per lo sviluppo, 0,25 miliardi per la cultura e il merito, 0,2 miliardi per il rinnovo della contrattazione del pubblico impiego, 0,15 miliardi per la terra dei fuochi, 0,12 miliardi per la cooperazione e lo sviluppo e 0,68 miliardi per complessive altre misure di spesa. In totale, € 5,1 miliardi di uscite annuali.
Sul fronte viceversa delle entrate annuali, la manovra registra 2 miliardi provenienti dalla lotta e dal rientro di evasione e  1 miliardo proveniente, direttamente (gare) e indirettamente (tassazione), dal capitolo che introduce nuovi “giochi”, per un totale complessivo quindi pari a 3 miliardi di entrate annuali.
Aggiungendo che la manovra è finanziata a deficit per 14,6 miliardi, quale ammontare di cosiddetta flessibilità garantita dall’Ue, in fine il valore complessivo della manovra approntata è di € 26,5 miliardi. Semplificando, per lo Stato: passività (21,4 + 5,1) = attività (9,9 + 3 + 14,6) = 26,5. In termini di giudizio, una manovra complessivamente positiva, indirizzata alla crescita di consumi e investimenti, e quindi alla crescita reale del paese.                                                                       
Angelo Giubileo

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