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ANCHE I BANCHIERI SI PREOCCUPANO DEL CLIMA.

Il Governatore della Banca d’Inghilterra (vide0) ha lanciato l’allarme: il contenimento delle emissioni di CO2, necessario per ridurre il surriscaldamento globale, ha come diretta conseguenza il “blocco” delle riserve delle fonti di origine fossile: petrolio, gas, carbone; questo “blocco” potrà avere conseguenze enormi, e negative, sulle politiche di investimento dei grandi investitori: banche, fondi di investimento, assicurazioni.

Una “fuga” dai titoli di società impegnate nella ricerca estrazione e distribuzione di petrolio, gas e carbone è quindi vista dal numero 1 della banca centrale britannica come uno scenario molto temuto, con impatti negativi, ancora tutti da valutare, sulla gestione dei risparmi dei privati investitori, e delle loro pensioni; molti fondi stanno riflettendo sulla opportunità di avviare la misurazione dell’ “impronta di carbonio nel portafoglio finanziario”. La chimica sconvolgerà la finanza?

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