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L’ANTITRUST AUSTRALIANA.

L’Australian Competition and Consumer Commision (ACCC) solleva dubbi sulla prevista acquisizione di Baker Hughes (#3) da parte di Halliburton (#2), del valore di 35 miliardi US$, che porterebbe la nuova entità a superare il #1 Schlumberger nel settore dell’ “oil field”, quello che copre i servizi di estrazione e manutenzione di pozzi estrattivi e miniere, un’industria molto importante per l’Australia, paese con vaste risorse minerarie ed off-shore: l’acquisizione “potrebbe creare le condizioni di un coordinamento sul mercato” da parte di Schlumberger ed Halliburton, e l’ACCC è preoccupata che con questa acquisizione l’offerta nel settore si ridurrà, in particolare per quanto riguarda i progetti a più elevato rischio tecnologico e realizzativo come gli “off-shore fields” estrattivi. Le società coinvolte nella acquisizione (annunciata 11 mesi fa) hanno già concordato con le autorità antitrust USA la vendita di alcune attività ma la ACCC evidenzia che le autorità europea, indiana e cinese stanno ancora esaminando l’ipotesi di acquisizione. Una spinta all’operazione ed alle intenzione delle 2 società è venuta dalla caduta dei prezzi del petrolio e delle commodities minerarie, che hanno ridotto i margini nelle loro attività, come accaduto anche in altre industrie complementari, come l’estrazione di minerali, alle prese con analoghe ipotesi di aggregazione. Quando i giochi si fanno duri, servono spalle e gambe forti.

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