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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

MONET ALLA GAM DI TORINOMONET1

La Galleria di Arte Moderna di Torino ci offre un appuntamento che noi tutti appassionati non possiamo che non apprezzare.

Inaugurata il 2 Ottobre e visitabile fino al 31 Gennaio, la mostra personale dedicata a Monet (la più grande realizzata sull’artista in Italia) soddisfa le aspettative e non delude.

La rassegna presenta una sessantina di opere provenienti dalle collezioni del Musée d’Orsay che ci portano alla scoperta della produzione artistica di Claude Monet.

Nato a Parigi nel 1840, Claude Monet viene considerato il padre dell’Impressionismo, il movimento che rivoluzionò la pittura europea della fine dell’Ottocento. Durante la sua formazione entrò in contatto coi pittori della Scuola di Barbizon che lo iniziarono alla pittura en plain air (all’aria aperta) che trovò la sua nascita e grande diffusione proprio in questo periodo. Nel 1874 parteciperà alla prima esposizione del gruppo impressionista che segnerà tutto il resto della sua produzione.MONET2

La pittura dal vero divenne una vera e propria prassi per l’artista che si concentrò in particolar modo sullo studio e sulla resa della luce. Nessun artista più di lui ha cercato di catturare l’essenza della luce sulla tela. Tra tutti gli impressionisti, fu lui a rimanere sempre totalmente aderente al principio di fedeltà assoluta alla sensazione visiva, dipingendo direttamente l’oggetto sulla tela. Nella rassegna chiari esempi di questa suo continuo studio sono le due celebri vedute della facciata della Cattedrale di Rouen: stesso identico soggetto raffigurato in due momenti del giorno diversi, che acquistano una completa autonomia e diventano un’esplosione di luce e colore.

Luce e colore sono i motivi che legano tutte le opere in mostra. Le barche ritratte nel dipinto “Argenteuil” sono immerse nella luce che grazie ai giochi dei riflessi nell’acqua illuminano tutta la scena. I colori del paese e delle colline sullo sfondo sembrano diluirsi in una leggera foschia mentre l’acqua riprende le variazioni cromatiche del cielo.MONET3

“La barca a Giverny” gioca di nuovo sui riflessi che lo specchio d’acqua può offrire e creare in questo modo una dimensione nuova in cui si specchia la realtà. Tutti i riferimenti esterni al mondo al di là del fiume sono tagliati fuori dalla composizione, Monet omette il cielo e la terra, la vista della riva opposta è limitata dal sottobosco di verde. La luce illumina l’interno della barca, intensificata nell’abito bianco e nel cappello di una delle tre donne raffigurate, riecheggia nei costumi blu e bianco delle altre giovani, con tocchi caldi di giallo nei loro cappelli di paglia e rosa carne. Monet dipinge i sensi, soprattutto la vista, ma evocandone altri, come l’udito, olfatto e il tatto. Qui il mormorio del vento e l’acqua sono quasi tangibili.MONET4

Altra esplosione di luce è il quadro intitolato “La gazza” dove il bianco della neve diventa quasi accecante interrotto dall’immagine appena visibile di una gazza appollaiata su una staccionata. Sole e ombra costruiscono il quadro e traducono l’inafferrabile materia semisolida e semiliquida.MONET5

Molti altri i quadri esposti, come la celebre “La déjeuner surl’herbe”, che idealmente si ricollega all’opera dell’amico e maestro Manet, o gli splendidi ritratti di donne borghesi, ancora in linea con la tradizione ma caratterizzati anch’essi da tratti rivoluzionari, come il “Ritratto di Madame Louis Joachim Gaudibert” di cui il volto si intravede soltanto e il ricco abito è padrone della scena.

Non mi resta che consigliarvi di andare a visitare la mostra, ne rimarrete anche voi incantati!

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