IL PAESE NON CE LA FA AD ESSERE NORMALE …

Ripubblichiamo questo articolo, pubblicato il 5 giugno 2014 a firma Sodo Caustico

Rileggiamo un avviso della Regione Calabria (pg. 26, La Repubblica, venerdì 24 agosto 2012: non proprio recente, ma attuale) e trasecoliamo … ma si proceda con ordine osservando bene le date:

nel settembre 2002 la Provincia di Cosenza ha rilasciato all’Enel l’autorizzazione per la ri-attivazione a biomasse della centrale del Mercure nel comune di Laino Borgo;

nel febbraio 2007 (quasi 5 anni …) il Ministero dell’Ambiente ha richiesto l’adeguamento dell’autorizzazione in oggetto per l’utilizzo esclusivo di biomasse “vergini di deforestazione” e l’espresso divieto di utilizzo di biomasse classificabili come rifiuti; conseguentemente (ovvio!) la Provincia di Cosenza ha convocato una Conferenza di Servizi, conclusasi il 30.7.2009 (7 anni dal rilascio della’autorizzazione);

ma non contenta e convinta, nel dicembre 2009 la stessa Provincia ha trasmesso gli atti alla Regione Calabria, Settore Politiche Energetiche, dichiarando la propria incompetenza al rilascio dell’autorizzazione (concessa, si ricordi, il 2.9.2002: “sono un incompetente, e lo dichiaro!”); bene fece, però, avendo prima il Tar calabro e poi il Consiglio di Stato dichiarato (e siamo arrivati all’aprile 2010) la competenza regionale;

forse esausta, l’Enel nel giugno 2010 ha comunque richiesto (non si sa mai …) la convalida degli atti del “procedimento amministrativo” (i.e., autorizzazione del settembre 2002);

nel settembre 2010 (e siamo ad 8 anni …) la Regione Calabria – Dipartimento Attività Produttive ha autorizzato, con Decreto Dirigenziale, la ri-attivazione della centrale;

ma con sentenza del 2.8.2012 (non è dato sapere chi abbia avviato il relativo iter o ricorso) il Consiglio di Stato ha annullato il Decreto Dirigenziale di autorizzazione, rimettendo tutto in gioco; urge quindi procedere (velocemente ….!!) alla “regolarizzazione amministrativa” mediante la ri-convocazione di apposita Conferenza di Servizi cui “confluiscono tutti gli apporti amministrativi necessari per la costruzione e l’esercizio dell’impianto, delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili”.

Orbene, considerato che sono trascorsi i termini previsti (dalla normativa, non dalla intelligenza umana) senza che l’amministrazione abbia “comunicato l’improcedibilità, il procedimento si intende avviato”: fine della storia? No; la pratica deve quindi intendersi comunque “procedibile” allo stato degli atti e occorre proseguire con l’indizione della Conferenza di Servizi; ma in un sussulto (!), “si ritiene comunque necessario, al fine di evitare un inutile aggravio del procedimento in considerazione dell’alto numero delle Amministrazioni e degli Enti potenzialmente coinvolti (e non del tempo inutilmente trascorso, dei costi e dell’aggravio causato all’impresa, che diamine! n.d.r.), acquisire agli atti la documentazione già prodotta e disponibile, salva verifica di validità, e integrare la documentazione eventualmente mancante”, e pertanto viene convocata la Conferenza di Servizi, che vedrà il 10.9.2012 (giusto dopo 10 anni dal rilascio dell’autorizzazione da parte della Provincia di Cosenza, avvenuta il 2.9.2002) la partecipazione di 23 soggetti (tutti pubblici, ad eccezione dell’Enel), fatta salva la partecipazione di altri soggetti “portatori di interessi pubblici o privati, individuali o collettivi, comunque interessati dalla realizzazione (nota bene: non “alla” realizzazione …) del progetto dell’impianto produttivo”.

Siamo arrivati sino all’ultima riga dell’avviso e non siamo caduti, esausti da tanto acume; ci è rimasto il solito dubbio, che ronza come una fastidiosa zanzara: ma chi glielo fa fare ad una impresa di iniziare un progetto in questo paese?
Ma la pazienza talora sovviene a rinforzare questo “spirito animale”;

a fine marzo 2014 (12 anni, il tempo che corre fra 3 Mondiali di calcio …), è stato votato l’accordo che prevede compensazioni economiche e ambientale per la riattivazione della centrale del Mercure riconvertita a biomasse, con compensazioni economiche e ambientali, proposto dal governo e dalle regioni Calabria e Basilicata ai comuni del Parco del Pollino ricadenti nella Valle del Mercure e interessati alla centrale a biomasse. Dei 40 sindaci, in 30 hanno votato a favore, cinque contro e cinque erano assenti al momento della votazione (chissà perché: forse assorbiti da altri, più urgenti ed inderogabili impegni istituzionali: il taglio di un nastro battesimale o la festa della porchetta); nelle parole delle autorità (rigorosamente in minuscolo) “”una opportunità di crescita e sviluppo per il territorio (…) e saremo rigorosissimi nel controllo delle misure di sicurezza e salvaguardia ambientale. Per l’avvio della riconversione ci sono voluti anni, ora sarebbe paradossale bloccare tutto. I comuni che hanno sottoscritto l’accordo riceveranno notevoli benefici””.

A pensare male si fa peccato ma si azzecca: “”notevoli benefici””;  e coi tempi che corrono, correranno pure dei “benefici inconfessabili”?…

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