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DEUTSCHE ANALYSIS con Anna Paola CONCIA

Il Made in Italy batte i falsari del cibo tricolore

Costituita a Roma l’Associazione “Italian Sounding”. Obiettivo: contrastare il commercio di alimenti spacciati per nostrani

Iniziamo con questo articolo, una gradita collaborazione con Anna Paola CONCIA, ex Onorevole ed ora membro della Camera di Commercio Italo-Tedesca di Francoforte. Con Lei commenteremo le notizie economiche dei nostri Paesi da “dentro”.

Pubblicato su “L’Unità”

Formaggio italiano venduto grazie a una bandiera italiana sfoggiata sulla confezione, carne nepalese spacciata per prodotto tipico del Piemonte, pasta australiana con riferimenti precisi a una fantomatica origine italiana: questi sono esempi tratti dalla fantasia (Paesi citati compresi), ma queste pratiche purtroppo esistono. Questa pratica ha il nome di Italian Sounding e genera un volume di affari enorme, calcolato intorno ai 60 miliardi: è tutto denaro sottratto alle aziende agroalimentari italiane! Per quanto incredibile, l’abuso di loghi che richiamano all’origine italiana su prodotti che dell’Italia non hanno mai neanche visto i confini è pratica sempre più frequente e preoccupante. Da molti anni si cercano strumenti efficaci a livello nazionale e sovranazionale sulla tutela efficace del Made in Italy, e intendo davvero efficaci, cioè in grado stroncare un abuso che rischia di danneggiarci in modo rilevante e prolungato.

Per affrontare un problema che ha un rilevante impatto sul nostro settore agroalimentare, nel febbraio di quest’anno si è costituita a Roma l’Associazione “Italian Sounding”, la prima nel mondo: nata per volontà di Confagricoltura, di ITKAM (la Camera di Commercio italiana per la Germania di Francoforte) e della Camera di Commercio Italo-Tedesca di Monaco-Stoccarda, Altre società, consorzi e cooperative, che hanno lo scopo di contrastare la commercializzazione di prodotti falsamente italiani si sono associati immediatamente. Al nucleo originario si è aggiunta Unioncamere, aumentandone notevolmente la rappresentatività. L’Associazione che ha sede a Stoccarda, non ha scopo di lucro, ha un ruolo tecnico nel farsi carico di interessi collettivi con monitoraggi di mercato, ricerca e relazione sugli abusi che permettono poi eventuali azioni giudiziali. Più è rappresentativa di soggetti collettivi e più è tenuta in considerazione nelle sedi giudiziarie.

La legislazione tedesca è la base per le azioni di Italian Sounding: tutela infatti l’interesse pubblico alla liceità della pubblicità e della comunicazione al consumatore, conferendo a diverse istituzioni che raccolgono gli interessi collettivi il diritto di intervenire in maniera civilistica negli eventuali illeciti.

E dopo pochi mesi è arrivato il primo successo di Italian Sounding contro la contraffazione. Difesa dagli avvocati Rodolfo Dolce (Studio Dolce e Lauda) e Mattia Dalla Costa (CBA Studio Legale), ha ottenuto un importante successo legale nei confronti dei produttori che alla Fiera Internazionale del Food Anuga a Colonia esponevano (e vendevano) prodotti contraffatti come italiani ma provenienti da aziende di Egitto e Dubai. E’ un precedente giuridico importante che, si spera, possa spianare la strada verso ulteriori azioni efficaci. Mattia Dalla Costa afferma che questo risultato è fondamentale per la lotta al fenomeno di contraffazione denominato italian sounding perché deriva dal fatto che il diritto tedesco, a differenza di quello italiano, pur non avendo una normativa specifica a favore del MADE IN, si fonda soprattutto sui principi generali in materia di concorrenza sleale (UWG). L’avvocato Rodolfo Dolce assicura che l’Associazione continuerà a individuare e contrastare chi utilizza l’italianità per truffare i consumatori e creare un danno alle eccellenze del nostro Paese.

Giandomenico Consalvo, vicepresidente di Confagricoltura e Barbara Rizzato, amministratore di Alessi Deutschland, presidenti di Italian Sounding e. V, hanno ribadito che “l´associazione ricopre un ruolo molto importante nella tutela del made in Italy e nella lotta ai prodotti che vengono falsamente commercializzati come italiani. Un fenomeno fortemente diffuso non solo negli USA, in Canada o in China ma anche nella UE, dove sempre più produttori non italiani utilizzano nomi, parole o la bandiera italiana per meglio veicolare i loro prodotti di origine non italiana”.

Il risultato si registra a due settimane dal collegamento da Expo tra gli imprenditori italiani presenti alla fiera di Anuga e il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, che ha ribadito il sempre più importante sostegno del governo alla tutela dei prodotti italiani e alla lotta contro il fenomeno dell’italian sounding.

La speranza adesso è che Italian Sounding accolga altri membri italiani perché la voce del made in Italy sia sempre più chiara e forte. La nostra agricoltura esce rafforzata dal successo di EXPO 2015, ma, proprio perché siamo una eccellenza mondiale, il rischio di contraffazione dei nostri marchi è ancora più forte. E’ sicuramente una battaglia culturale, ma non dobbiamo avere paura di condurla anche contrastandola, per ragioni economiche e per l’orgoglio di essere unici al mondo.

Anna Paola Concia

Senior Consultant Sales

ITKAM Camera di Commercio Italiana per la Germania

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