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GERMANIA: LA SUA ECONOMIA ED I RAPPORTI CON L’ITALIA.

GERMANIA, ANALISI DELLA SUA ECONOMIA E DEI SUOI RAPPORTI CON L’ITALIA

 

La Germania è la prima economia dell’UE con un PIL che rappresenta il 29% di quello dell’Eurozona e il 21% di quello dell’Europa a 28. Spina dorsale della sua economia continua ad essere il settore manifatturiero (25,5% del PIL), l’agricoltura e la pesca rappresentano quasi l’1% del PIL, mentre la quota dei servizi è pari al 69%. L’economia tedesca si caratterizza anche per il suo alto grado di internazionalizzazione.

Nel 2014 la crescita del prodotto interno lordo è stata del 1,5%, una cifra ben più elevata rispetto a quella registrata nei due anni precedenti (+0,4% nel 2012 e +0,1% nel 2013). Tale andamento è stato assicurato, in primo luogo, dalla dinamica dei consumi interni (+1,1% quelli privati e +1% quelli pubblici). Anche gli investimenti sono cresciuti rispetto all’anno appena trascorso: +3,1% a fronte di due cali consecutivi (-0,7% nel 2012 e -0,6% nel 2013). Il contributo del commercio estero alla crescita ha pesato per lo 0,4% sulla crescita del PIL: le importazioni hanno visto un aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente, con un volume di acquisti tedeschi all’estero pari a 916,6 miliardi di Euro, mentre le esportazioni sono cresciute del 3,7%.

Sul fronte delle finanze pubbliche, il 2014 si è concluso con il secondo maggiore avanzo di bilancio dalla riunificazione a oggi, pari quasi a 12 miliardi di Euro.

Il mercato del lavoro infine continua a dare segnali di ottima salute e rappresenta un fattore stabilizzante della congiuntura economica: il numero degli occupati ha raggiunto il valore più alto  negli ultimi otto anni, pari a 42,7 milioni di unità (0,9% in più rispetto al 2013) e un tasso di disoccupazione del 6,7% (febbraio 2014).

Le previsioni del Governo federale per il 2015 ed il 2016 indicano una crescita analoga pari a +1,8%, un dato modificato in diminuzione per il 2015 (era prevista una crescita del 2,1%) e prudenziale per il prossimo anno. La variazione in diminuzione, apportata ultimamente, risente della crisi dei grandi Consumatori orientali (Cina in primis) ed alcuni problemi che inficiano i risultati di diversi Campioni Nazionali (Volkswagen e Deutsche Bank tra gli altri). Si pensa che ulteriori fattori di crescita dell’economia tedesca possano provenire da un generalizzato rilancio del commercio globale, specialmente in America Latina, Africa e (sperando in una ripresa) Medio Oriente, nonche’ dal basso corso dell’Euro e dai contenuti prezzi del petrolio.

Valutando l’andamento dell’Economia Tedesca, alcuni dubbi sulle prospettive di crescita si stanno affacciando, anche perché finora è stata elevata ma i dati ci dicono che è andata più veloce della media di Francia, Italia e Spagna solo in 8 anni su 20. Secondo il Fmi, nel 2020 il tasso di sviluppo tedesco sarà tornato sotto a quello degli altri paesi: il sorpasso è già visibile. Anche quelli che sembrano grandi successi tedeschi vanno visti in controluce. I disoccupati sono pochi, vero. Ma anche lo sviluppo economico è basso. Così poco sviluppo con così tanti occupati è un risultato possibile solo se la produttività è molto bassa, che, come è stato notato da più parti, è il vero male tedesco, anche per l’anemico tasso di investimenti. In più, il paese invecchia in fretta e gli immigrati non diventano d’incanto operai superspecializzati. Anche le prospettive economiche non sono più così rosee. Per l’industria tedesca ha voluto dir molto il lungo boom cinese, che ha assorbito abbondantemente i macchinari prodotti in Germania. Se la Cina si riconverte ad uno sviluppo centrato sui consumi, ed il piano quinquennale appena approvato spingerà su quel tasto, quell’enorme mercato si rivolgerà di più all’industria leggera francese o italiana, lasciando dietro quella tedesca.

E la grande cassaforte di Berlino? Oggi conta poco. Cruciali e determinanti nel momento della crisi dell’euro, per far fronte ai salvataggi, le riserve finanziarie tedesche sono diventate marginali oggi, in tempi di tassi e spread zero.

Dal lato delle politiche Europee, in Ucraina, per il suo profondo coinvolgimento nell’economia dell’Europa orientale, Angela Merkel ha potuto far sentire la sua voce. Nella tragedia dei rifugiati, dove l’epicentro della crisi è nel Medio Oriente, lontano dagli interessi e dall’influenza tedesca, la Germania non pare in grado di pilotare la crisi secondo la sua impellente necessità di regolare il flusso dei profughi. Ed è costretta a reclamare e, forse, anche a mendicare quella solidarietà europea che, negli anni della crisi economica, ha caparbiamente più volte negato ai suoi partner. A questo punto, la Germania che si appoggia agli altri e allenta i vincoli del rigore di bilancio può far crescere nuovamente la popolarità dell’Europa in Italia, in Spagna, in Francia. A rischio, però, di farla crollare in Germania.

Parlando ora di rapporti commerciali, l’ISTAT ci dice che la Germania si è riconfermata anche nel 2014 (ultimo dato annuo completo) il primo partner commerciale dell’Italia. Nel 2014 l’Italia ha rappresentato il settimo mercato di sbocco delle merci tedesche (per un valore pari a circa 54 miliardi di euro) e si è aggiudicata il quinto posto nella classifica generale dei paesi fornitori del mercato tedesco (48 miliardi di euro). Nell´anno l’interscambio commerciale tra Italia e Germania ha continuato ad essere superiore alla somma di quello italo-francese e quello italo-statunitense registrando un lieve aumento, rispetto al volume di scambio del 2013, per un totale di 102 miliardi di euro (101 miliardi di euro nel 2013).
Il disavanzo commerciale con la Germania è leggermente aumentato (da 5 miliardi di euro nel 2013 a 5,9 miliardi di euro nel 2014) grazie all’andamento positivo nel 2014 delle esportazioni italiane sul mercato tedesco, che hanno mostrato un incremento del 3,3% rispetto al 2013. Per quanto riguarda le importazioni italiane dalla Germania, esse sono aumentate del  2,8% rispetto al 2013.
Nella classifica generale relativa ai principali paesi di destinazione dell´export dell´Italia nel 2014, la Germania si è aggiudicata il primo posto, assorbendo il 19% delle esportazioni italiane totali all´estero. La complementare integrazione produttiva dell’industria italiana e tedesca si rispecchia anche nella graduatoria dei principali paesi fornitori dell’Italia: le merci tedesche rappresentano una quota del 22% sul totale delle importazioni italiane dall´estero nel 2014.
I settori dell’export manifatturiero italiano che nel 2014 hanno mostrato una performance positiva sul mercato tedesco sono stati gli articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (con un incremento del volume delle esportazioni del 17,3%), i prodotti dell´estrazione di minerali da cave e miniere (+13,6%), gli articoli in pelle e simili (+ 9,2%) e i prodotti tessili e dell´abbigliamento (+6,4%).

GERMGRAF Le merci italiane esportate sul mercato tedesco che vantano le quote maggiori sul totale delle importazioni della Germania dall´estero sono i metalli di base ed i prodotti in metallo (15,6%), i macchinari e gli apparecchi (14,5%), i mezzi di trasporto (11%), i prodotti alimentari, le bevande ed il tabacco (9,3%), i prodotti tessili e dell´abbigliamento (8,8%) e le sostanze ed i prodotti chimici (8%).
Relativamente alle importazioni italiane dalla Germania nel 2014, i settori che hanno mostrato un andamento positivo nel 2014 sono: il settore automobilistico (con un incremento del volume delle importazioni del +21,4%), la branca relativa ai prodotti in pelle e simili (+15,5%), il settore abbigliamento (+13,8%) e il segmento relativo a mobili (+13%).

La Germania, inoltre, è il primo Paese di provenienza dei turisti stranieri che giungono in Italia. Nel 2013 il numero dei turisti tedeschi in Italia ha superato il record gia’ sperimentato nel 2012, raggiungendo 10,3 milioni (+1,3%).

I rapporti economici italo-tedeschi sono in generale caratterizzati da una forte integrazione tra le due strutture produttive: rilevanti sono gli stock di investimenti diretti in entrambi i Paesi e molto consolidati i rapporti di subfornitura. Secondo gli ultimi dati disponibili, si stima che le imprese tedesche partecipate o controllate dall’Italia siano circa 1900, dando lavoro a 81.000 persone e generando un fatturato complessivo di circa 50 milioni di Euro. Di converso le aziende in Italia a capitale tedesco sono quasi 1800 e occupano complessivamente circa 125.000 dipendenti, per un fatturato di oltre 57 milioni di Euro annui. I nostri due Paesi, infine, condividono una struttura economica che fa perno sull’industria manifatturiera e che è fortemente orientata all’export. Questi sintetici dati dimostrano la straordinaria vitalità delle relazioni economiche italo-tedesche e il loro forte potenziale di crescita, sia in termini commerciali, sia in termini di investimenti e collaborazioni industriali.

Export italiano verso il paese: GERMANIA

Merci (mln. €) 2012 2013 2014
Prodotti dell’agricoltura, pesca e silvicoltura 1.524 1.622 1.487
Prodotti delle miniere e delle cave 245 133 174
Prodotti alimentari 3.181 3.327 3.393
Bevande 1.208 1.285 1.234
Tabacco 1 0,97 1,1
Prodotti tessili 1.112 1.120 1.156
Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) 1.557 1.646 1.719
Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili 1.329 1.382 1.505
Legno e prodotti in legno e sugheri (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio 194 189 193
Carta e prodotti in carta 912 921 912
Prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati 6,3 8 11
Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 180 168 168
Prodotti chimici 3.787 3.688 4.010
Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici 2.027 2.218 2.594
Articoli in gomma e materie plastiche 2.543 2.607 2.670
Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 1.116 1.075 1.122
Prodotti della metallurgia 5.094 4.494 4.606
Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature 3.059 3.044 3.189
Computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi 1.200 1.148 1.221
Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche 3.075 2.998 3.019
Macchinari e apparecchiature 6.900 7.047 7.265
Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 4.912 4.702 4.807
Altri mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari) 717 702 749
Mobili 973 966 967
Prodotti delle altre industrie manufatturiere 887 896 955
Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili) 40,8 48 18
Altri prodotti e attività 910 751 867
Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati Agenzia ICE da fonte ISTAT.

IMPORT ITALIANO DAL PAESE: GERMANIA

Merci (mln. €) 2012 2013 2014
Prodotti dell’agricoltura, pesca e silvicoltura 501 517 510
Prodotti delle miniere e delle cave 925 1.008 1.008
Prodotti alimentari 4.340 4.717 4.673
Bevande 320 306 311
Tabacco 732 515 475
Prodotti tessili 660 647 675
Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) 425 502 545
Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili 179 218 253
Legno e prodotti in legno e sugheri (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio 296 297 291
Carta e prodotti in carta 1.162 1.129 1.106
Prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati 9,1 11 17
Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 116 122 126
Prodotti chimici 7.730 7.706 7.685
Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici 2.446 2.204 2.284
Articoli in gomma e materie plastiche 1.903 1.943 1.970
Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 631 622 635
Prodotti della metallurgia 3.790 3.697 3.645
Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature 1.558 1.519 1.586
Computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi 4.533 3.648 3.574
Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche 3.261 3.185 3.247
Macchinari e apparecchiature 6.573 6.599 6.952
Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 7.682 6.807 8.108
Altri mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari) 854 986 760
Mobili 249 221 251
Prodotti delle altre industrie manufatturiere 1.085 1.162 1.242
Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili) 907 666 520
Altri prodotti e attività 2.346 1.794 2.113
Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati Agenzia ICE da fonte ISTAT.

Anche dal punto di vista dei rapporti fra le due società civili, le relazioni bilaterali sono molto intense e si nutrono di una numerosa e ben integrata comunità italiana in Germania e di numerosi contatti e rapporti fra i due Paesi a livello culturale, universitario, etc.

Le aziende italiane interessate a sviluppare con la Germania rapporti di affari solidi e duraturi, in conclusione, dispongono dunque di un “terreno” e di condizioni di partenza fortemente favorevoli, ottimizzate dal lavoro della Camera di Commercio Italo-Tedesca, la quale offre i servizi essenziali per l’integrazione delle Aziende e la semplificazione degli affari a cavallo della frontiera..

 

 

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