THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

BELLEZZA DIVINA TRA VAN GOGH, CHAGALL E FONTANA

renato guttuso crocefissione

Renato Guttuso, Crocefissione

Palazzo Strozzi a Firenze ospita una mostra dedicata alla riflessione sul rapporto tra arte e sacro tra metà Ottocento e metà Novecento attraverso oltre cento opere di importantissimi artisti italiani e internazionali. Intitolata “Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana” offre ai visitatori l’opportunità di confrontare opere famosissime studiate da un punto di vista inedito, presentate accanto ad altre di artisti oggi meno noti, il cui lavoro ha contribuito a determinare il ricco e complesso panorama dell’arte moderna, non solo sacra. L’arte sacra è presentata come un “genere” che, sceso dagli altari, entra direttamente nel dibattito artistico tra Otto e Novecento riprendendo allo stesso tempo i grandi temi che da sempre animano la religiosità. La rassegna, inaugurata il 26 Settembre, sarà visitabile fino al 26 Gennaio 2016.

Bellezza divina analizza e contestualizza quasi un secolo di arte sacra

Gaetano Previati Georgica

Gaetano Previati, Georgica

moderna, partendo dagli anni cinquanta dell’Ottocento – quando le espressioni artistiche più nuove furono incoraggiate dalla Chiesa di Pio IX – arrivando fino all’Anno Santo 1950, attraverso un percorso che mette a confronto i migliori esempi nati nel contesto italiano e internazionale, sottolineandone il dialogo e le relazioni e talvolta i conflitti nel rapporto fra arte e sentimento del sacro. Una “bellezza divina” che assume il significato di una grazia che dà sostanza estetica alla forma, in opere che sprigionano ognuna una spiritualità diversa e unica. Grandi protagonisti della mostra sono capolavori come L’Angelus di Jean-François Millet, eccezionale prestito dal Museé d’Orsay di Parigi, opera che emana una religiosità atavica, un senso del sacro trasversale e universale; la Pietà di Vincent van Gogh dei Musei Vaticani, fondamentale perché – nonostante la vocazione religiosa e mistica – l’artista ha rappresentato raramente soggetti sacri, e lo ha fatto ispirandosi a opere di altri autori; la Crocifissione di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, opera emblematica con un’intensa connotazione politica che esprime, come Guernica, un grido di dolore, la Crocifissione bianca di Marc Chagall, proveniente dall’Art Institute di Chicago.

Dal percorso espositivo emerge come, al di là di diffusi pregiudizi, il

ciseri i maccabei

Antonio Ciseri, I maccabei

rapporto tra arte e sacro non abbia mai subito censure profonde, ma al contrario, come ogni artista abbia sentito il bisogno di confrontarsi in qualche modo, magari in forme conflittuali, con la dimensione della trascendenza, e così pure come l’ambiente di fede abbia sempre sentito il bisogno di riconoscere nell’arte una via alta di espressione dei propri contenuti, anche in questo caso non in modo uniforme, ma attraversando gli spazi della sacralità liturgica, di quella devozionale o di quella semplicemente spirituale.

La mostra è suddivisa in sette sezioni. In quella introduttiva (Dal Salon

munch madonna II

Edvard Munch, Madonna II

all’altare) dipinti di importanti dimensioni e di altissima qualità testimoniano l’eclettismo degli stili e l’accostamento al tema sacro nella seconda metà del XIX secolo, con opere quali I Maccabei di Antonio Ciseri e la Flagellazione di Cristo di William-Adolphe Bouguereau. A cavallo fra Ottocento e Novecento il soggetto della Madonna (Rosa mystica) assume particolare rilievo nel momento in cui si diffonde l’estetica del Simbolismo, e gli artisti vi trasmettono il loro forte desiderio di ascesi. Lo attestano ad esempio Domenico Morelli con la sua Mater purissima.

L’amplissima sezione centrale della mostra procede secondo la narrazione evangelica: dopo l’Annuncio fatto a Maria prosegue con Miracoli e parabole, Passione, Via Crucis, Crocifissione, Deposizione e Resurrezione.

In tutta la mostra le opere sono presentate secondo un andamento

crocifissione marc chagall

Marc Chagall, Crocefissione bianca

sostanzialmente cronologico che mette a confronto espressioni artistiche assai lontane tra loro, e che hanno talvolta affrontato il sacro con attualizzazioni significative e profonde. Si esemplificano così le diverse tendenze e i conflitti espressivi nel rapporto fra arte e sentimento del sacro. In questo contesto si inserisce una sezione dedicata a Gino Severini: la decorazione murale tra spiritualità e poesia, che attraverso una selezione di opere chiarisce il dialogo filosofico con Maritain, cui segue una video-installazione, Spazi del sacro, che mostra le molteplici soluzioni adottate, fra Ottocento e Novecento, nella costruzione e decorazione degli edifici del culto cattolico, sottolineando anche lo stretto collegamento con il Rito.

La penultima sezione analizza la rappresentazione della Chiesa con una riflessione sul versante pubblico della religione, mentre la parte conclusiva è dedicata alla dimensione privata e intima della Preghiera.

Annunci

Rispondi