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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

DAGLI IMPRESSIONISTI A PICASSO

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Edgar Degas, Ballerine nella stanza verde

Palazzo Ducale, Genova, apre le sue porte ad un ricchissimo

appuntamento: “Dagli Impressionisti a Picasso” in cui sono esposti i capolavori del Detroit Institute of Art, visitabile fino al 10 Aprile 2016.

Detroit è una delle capitali economiche degli Stati Uniti, storico centro dell’industria automobilistica, tanto da essere soprannominata “Motor City”: il Detroit Institute of Arts, fondato nel 1885 e più volte ampliato e rinnovato nel corso dei suoi 130 anni di storia, è da sempre l’epicentro della gloria cittadina, in particolare quando, negli anni del boom economico, le fabbriche cittadine rappresentavano la locomotiva dell’industria americana. Già nei primi decenni del ‘900 il museo di Detroit era considerato l’avamposto e la principale via di accesso delle avanguardie europee negli Stati Uniti. Per oltre vent’anni (1924-1945), il Detroit Institute of Arts è stato diretto dallo storico dell’arte tedesco William Valentiner. Grazie a lui, il museo si è aperto a nuovi orizzonti: il gusto e l’esperienza di Valentiner porta a Detroit i primi Van Gogh e Matisse esposti nei musei americani, e la competenza specifica sull’espressionismo tedesco, perfino l’amicizia personale con alcuni artisti, consente scelte di altissimo livello anche in questo campo.

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Paul Cézanne, Bagnanti

Le opere che saranno a lungo esposte nello splendido Appartamento del Doge ripercorrono il tragitto all’inverso che da Detroit porta al Vecchio Continente.

 La ricchezza della collezione di arte europea tra XIXX e XX secolo è data dalla sua completezza e dalla molteplicità dei linguaggi: un dialogo che coinvolge Van Gogh, Matisse, Monet, Modigliani, Degas, Monet, Manet, Courbet, Otto Dix, Degas, Picasso, Gauguin, Kandinsky, Cézanne, Renoir. Per la presenza di tutti i protagonisti, e per l’importanza delle opere, è possibile tracciare l’intera vicenda dell’arte europea dall’impressionismo alle avanguardie. Al tempo stesso la mostra punta l’attenzione sulla sorprendente avventura del collezionismo americano, che va di pari passo con il rapido sviluppo del capitalismo dell’Occidente industrializzato.

Si comincia con la grande sala in cui si racconta la nascita del movimento, dell’idea che ha cambiato per sempre la storia della pittura: l’impressionismo. Uno spazio autonomo, quasi una vera “mostra nella mostra”, è dedicato alla figura di Edgar Degas, di cui sono presenti cinque tele, in cui sono sviluppati tutti i temi fondamentali del grande pittore parigino: il ritratto, i cavalli, le inconfondibili ballerine.

Segue, subito dopo, un altro spazio monografico, quello che raccoglie quattro straordinari dipinti di Paul Cézanne. Anche in questo caso, le collezioni del museo di Detroit comprendono tutti i campi di ricerca del pittore: la figura umana, il paesaggio provenzale nei dintorni di Aix (con una delle ultime versioni della prediletta Montagna Sainte Victoire), la natura morta, le Bagnanti nel bosco.

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Amedeo Modigliani, Giovane col Cappello

La sala più grande della mostra affronta uno dei temi più delicati e significativo dell’arte di fine Ottocento: il superamento dell’impressionismo, e l’aprirsi di nuovi orizzonti dove la figura-chiave è quella di Vincent Van Gogh.

Il gruppo di capolavori delle avanguardie tedesche presenti a Detroit è senza paragoni nei musei nordamericani. Questa parte della mostra è quasi fisicamente dominata dall’Autoritratto di un ancora giovanissimo Otto Dix (1912).

La sala monografica dedicata a Pablo Picasso presenta sei tele, in un percorso che attraversa in pratica l’intera vicenda dell’arte del Novecento. Da un capolavoro all’altro, si seguono le svolte, gli scatti geniali, il continuo dinamismo mentale del grande pittore spagnolo.

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Pablo Picasso, Ragazza che legge

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