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Dove Sono i Lavoratori Più Ricchi del Mondo? La Risposta Ce la Dà il Big Mac

Confrontare i livelli di ricchezza e di vita nelle diverse città può essere piuttosto difficile da fare. I centri abitati più ricchi tendono infatti ad essere sempre gli stessi e a dover fare i conti con costi della vita esorbitanti. Può essere più facile guadagnare l’equivalente di 1000 dollari a Londra rispetto a quanto lo sia, per esempio, a Bucarest – ma se è appurato che questa cifra vale molto di più nella capitale rumena, come si possono ragionevolmente confrontare sul piano economico le due città?

McDonald è un passo avanti. Il gigante dei fast food è una delle aziende più diffuse al mondo, vendendo prodotti analoghi nelle città di tutto il globo. Dal 1986, la rivista britannica The Economist ha fatto buon uso di questa sua presenza globale, introducendo il cosiddetto “Big Mac Index“, un sistema di confronto del potere d’acquisto delle diverse valute, basato sul panino più conosciuto in vendita da McDonald’s.

Che cos’è il Big Mac Index?

L’indice introdotto dal The Economist è considerato da molti economisti un buon sistema di analisi basato sulla teoria della parità dei poteri di acquisto (PPA). Questa dice che il tasso di cambio tra due valute tende naturalmente ad aggiustarsi, in modo che un insieme di beni abbia lo stesso costo in entrambe le valute. Nel caso del Big Mac Index, l’insieme dei beni è rappresentato da un singolo Big Mac. Fu scelto questo panino perché venduto con caratteristiche molto simili nei ristoranti della catena McDonald’s di tutto il mondo, con prezzi diversi stabiliti a seconda dell’economie delle singole nazioni.
L’indice Big Mac tra due Paesi è ottenuto dividendo il prezzo di un Big Mac in un dato paese (nella sua valuta) con quello di un altro panino dello stesso tipo in un altro paese (espresso nella sua valuta). Il dato ottenuto viene poi confrontato con l’effettivo tasso di cambio tra le valute dei due paesi presi in considerazione. Se il numero si rivela più basso, allora la prima valuta è sottostimata rispetto alla seconda, almeno secondo la teoria della PPA. Se invece è più alta, significa che la prima valuta è sopravvalutata.

Di recente, i ricercatori della banca svizzera UBS hanno fatto un ulteriore lavoro in questo campo, elaborando quanto tempo il lavoratore medio avrebbe dovuto lavorare per comprare un hamburger. Sono proprio i dati risultanti da questo studio ad essere stati utilizzati per realizzare la mappa che segue.

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I numeri rappresentano quanti minuti il ​​lavoratore medio, in ogni città, avrebbe dovuto lavorare prima che potesse permettersi il double decker burger. In altre parole, i lavoratori nelle città rappresentate da bolle più piccole sono tendenzialmente i più ricchi.

Potete immediatamente vedere una classifica del tutto prevedibile. I lavoratori delle ricche città occidentali hanno bisogno di lavorare per circa 11 minuti per ottenere il denaro necessario per acquistare il loro hamburger (le cifre variano da 9 minuti a Hong Kong a 13 a Berlino). Nei paesi a medio reddito – e nelle città più ricche delle regioni più povere – acquistare il vostro pranzo vi porterà via un pezzo più significativo della vostra ora. A Dubai il tempo medio è di 17 minuti, a Mosca è di 20, a Buenos Aires 29.

Nelle città del mondo in via di sviluppo può essere necessario lavorare anche fino ad un’ora o, in alcuni casi, ancora più a lungo. In fondo alla classifica delle città vi è Nairobi, capitale del Kenya, dove è necessario lavorare quasi tre ore per essere in grado di permettersi l’acquisto di un Big Mac.

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