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CHINA ANALYSIS con Rebecca Arcesati

1450725469573Breaking news: crescita e frana

Di Rebecca Arcesati, 22 dicembre 2015

Dopo la devastante esplosione del deposito di materiale chimico di Tianjin in agosto (oltre 160 morti), ecco un altro drammatico caso in cui le vite umane in Cina vengono sacrificate agli imperativi della produzione, e che mostra tutta l’inefficienza – e probabilmente la corruzione – con cui il governo è chiamato a misurarsi.

Domenica a Shenzhen, non in una provincia dimenticata ma proprio dove si è costruito il boom economico cinese, è avvenuto un disastro industriale che rivela tutte le contraddizioni della crescita rapida e cieca di questi anni. Una collina di materiale di scarto da lavori edilizi, alta quanto un palazzo di 20 piani, è franata ricoprendo gli edifici sottostanti e provocandone il crollo di 33, tra cui cui 14 erano impianti industriali:  la frana ha infatti spezzato una tubatura di gas e innescato un’esplosione. Il bilancio attuale: almeno 91 dispersi e un morto, mentre continuano le ricerche sotto le macerie.

Secondo quanto riportato dall’Amministrazione di Stato per l’Industria e il Commercio, la montagna di detriti è stata costruita deliberatamente dalla società edilizia Lvwei Property, che  dal 2013 vi riversava tonnellate di rifiuti provenienti da cantieri edilizi. Inutile dire che il terreno sottostante era dichiaratamente a rischio di erosione e che la compagnia era consapevole del problema. Ma nonostante le lamentele, la montagna continuava a crescere proprio accanto alle case, tra cui i dormitori dei lavoratori.

In Cina il febbrile boom edilizio non crea soltanto problemi sui mercati:  la gestione dei materiali di scarto è sempre più difficile e spesso vengono ammassati ai margini delle città in siti illegali come questo, che talvolta ostruiscono o inquinano le vie d’acqua. A Shenzhen, dove anche gli scavi per la metropolitana hanno prodotto il dispiegamento di cumuli di terra, esistono 12 discariche di materiale provenienti da cantieri e già un anno fa il quotidiano locale aveva avvisato che esse avrebbero potuto resistere solo fino a quest’anno, dopo di che non ci sarebbe stato più spazio: un appello caduto nel vuoto.

Intanto, mentre Pechino cerca di abbattere la corruzione, affrontare la crisi ambientale, trasformare il suo modello industriale nel senso della qualità, tre decenni di lassismo e collusione del governo, e norme di sicurezza praticamente assenti, hanno colpito la vita di altri cittadini. Il  governo locale ha dichiarato che il sito della frana avrebbe dovuto smettere di operare a febbraio.

 

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