THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

34-mostra-ercole-uffizi-cropped-35LA CITTA’ D’ ERCOLE A FIRENZE

La città di Firenze, presso la sala delle Reali Poste degli Uffizi ospita la mostra “La città d’Ercole. Mitologia e politica” e sarà visitabile fino al 31 Gennaio 2016.

La figura di Ercole durante il periodo del Rinascimento era il simbolo della Repubblica di Firenze e dei suoi ideali politici e in questo caso è protagonista della rassegna. Soggetto raffigurato molto spesso nella statuaria antica (rappresentata in mostra da nove pezzi provenienti dai depositi della Galleria e da Villa Corsini), sia nella scultura a tutto tondo di grande e piccolo formato, sia nei rilievi, sia nella preziosa minuziosità della glittica, è l’eroe celebrato per la sua forza straordinaria e per le sue gesta incredibili.
La parte centrale della mostra affronta i temi delle fatiche, illustrati da incisioni, dipinti e altri oggetti d’arte, per poi illustrare temi iconografici specifici: il tema di Ercole al bivio fra il Vizio e la Virtù, che ebbe enorme diffusione come tema a sé stante dal Quattrocento al Settecento; l’eroe come oggetto di studio e documentazione da parte dell’antiquaria; la curiosa iconografia dell’Ercole gallico, che trascina le genti con la sua oratoria, rappresentata da catene d’ambra e d’oro originate nella sua bocca; il difensore delle muse, che protegge le arti dall’Avarizia dei mecenati, la loro più insidiosa nemica.45ee478d8ce39ac08a7866f5eda4ec508756ebb

Infine, a documentare l’aspetto più umano e più fragile di questo grande protagonista dell’immaginario eroico dell’umanità, il momento della satira, quando la regina di Lidia, Onfale, lo obbliga a svolgere lavori domestici come filare la lana, appropriandosi della sua leontè (la pelle del leone, conquista della sua prima fatica) e della clava.

Non esiste un mito un mito che esponga sistematicamente la storia di Ercole; le sue vicende sono note dai riflessi raccolti dalle opere degli scrittori antichi. Ne emerge il profilo di un personaggio complesso, dotato di caratteristiche straordinarie di forza e virtù eroiche che scaturiscono dalla sua origine divina, insieme ad aspetti umani, come la sua sensibilità verso l’amore, che si dimostra la sua più grande fragilità.

a6cefacd37c5464ce8cfdca709fdc1cb1e873b0Ma con la sua azione bonificatrice della terra da mostri assassini e malfattori, l’umanità riconosce ad Ercole la sua opera benefica, fino ad immedesimarlo con la personificazione stessa della virtù. Risulta quindi chiaro il motivo per cui nel Medioevo l’eroe entri a far parte del pantheon dei patroni di una Repubblica civica come Firenze, che lo include fra i simboli del governo, evocati in mostra da alcuni rari codici.

In segno di continuità con il passato della città, e nel solco di una tradizione ritrattistica antica che già aveva proposto l’imperatore nelle vesti dell’eroe, nella prima parte del suo regno Cosimo de’ Medici, attento calcolatore dei più opportuni simboli propagandistici del potere ducale, assunse l’eroe come modello per rappresentare la virtù del principe. Ercole entrò così nella decorazione encomiastica del Palazzo della Signoria, nella principale piazza civica, nel giardino privato di Castello e addirittura nel sigillo del duca, anch’esso esposto nella mostra.

Dopo Francesco I, che lo celebrò nel privato della decorazione del suo ercoleStudiolo, dei soffitti del primo corridoio della Galleria degli Uffizi e nella sala della Tribuna, in una empatia calibrata su interessi e sentimenti più personali, in età barocca la vicenda umana di Ercole perse il suo significato simbolico per servire soprattutto da spunto per manufatti artistici spettacolari e immaginifiche scenografie teatrali destinate al diletto della corte e dell’aristocrazia fiorentina.

 

Colgo l’occasione per fare a tutti tanti auguri di Buon Natale, un felice e sereno Anno Nuovo!

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