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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

BRASSAΪ, POUR L’AMOUR DE PARIS

 

Parigi, città dell’amore e dell’arte, protagonista nel corso della storia di moti che diedero una svolta al mondo e avvio alla moderna società,esercita su molti un fascino magnetico a cui è impossibile sottrarsi.brassai

La passione per la capitale francese è protagonista della mostra organizzata presso Palazzo Ducale a Genova, “Brassaï, puor l’amour de Paris” che sarà visitabile fino al 24 Gennaio.

La rassegna racconta attraverso con 250 fotografie vintage l’amore per la città dello scrittore, fotografo e cineasta Brassaï. Passione che lo ha unito per oltre cinquant’anni agli angoli e ai più nascosti recessi della capitale ma anche a tutti quegli intellettuali, artisti, grandi famiglie, prostitute e mascalzoni, in breve, a tutti coloro che hanno contribuito alla leggenda di Parigi.

Gyulus Halasz, che prende il nome di Brassaï quando inizia a fotografare nel 1929, nasce nel 1899 a Brasso in Transilvania. Il primo contatto con la capitale francese lo ha a quattro anni quando suo padre lo porta con se a Parigi dove è stato invitato, in qualità di professore di letteratura, a trascorrere un anno sabbatico. Questo periodo affascina il giovane e resta impresso nella sua memoria. Il fascino per Parigi porta Brassaï abrassai_0 raggiungere la capitale francese nel 1924 dopo i suoi studi d’arte a Berlino. Entra ben presto in contatto con gli artisti e gli intellettuali parigini che hanno contribuito a rinominare gli Anni Folli di Montparnasse e lo introducono al surrealismo. Il suo pensiero si concentra nel trasformare il reale in decoro irreale. Egli ricerca gli oggetti più ordinari e ne trasforma il significato, osa giustapposizioni insolite e defamiliarizza la percezione togliendo il reale dal suo contesto. Ecco come nascerà la sua ostinata ricerca dei graffiti a partire dal 1929. Allo stesso tempo, Brassaï inizia a braccare nella luce notturna della città una Parigi insolita, sconosciuta e disprezzata. Rende visibili le umili prostitute dei quartieri “caldi” o i lavoratori della notte alle Halles, trasforma il rigore classico dell’architettura parigina in scene particolari e fissa l’insolita bellezza delle silhouettes fuggitive, delle illuminazioni accecanti o delle nebbie della Senna. L’artista descrive la città seguendo i punti di vista che gli sono propri e che la luce gli offre brassai_2-226x300come la visione panoramica di Parigi dall’alto della torre di Notre Dame, il riflesso ripetuto all’infinito degli archi del ponte sulla Senna, la pavimentazione dei Jardins des Tuileries disegnata dall’ombra dei cancelli, i fiori del castagno che emergono dalla notte come un bouquet nuziale o le apparizioni delle “belle di notte” nei portici oscuri.

Scopritore infaticabile della Parigi notturna, Brassaï non è insensibile al fascino della capitale alla luce del giorno. Egli ci propone così una visione del tutto personale dei giardini del Luxembourg, una sedia abbandonata o un leone minaccioso sotto la neve, piccoli artigiani, – il gelataio, il venditore di palloncini, un fotografo ambulante, il giardiniere che raccoglie le foglie o le statue svestite.

La stessa naturale empatia per gli argini della brassai tourSenna che egli percorre per incontrare gli innamorati, i pescatori, i senza tetto e anche i cani. Brassaï passa da un quartiere all’altro analizzando le specificità di ciascuno catturandone l’essenza. Mentre documenta le vita reale di questi spazi, sa anche catturare lo spirito di ogni quartiere di Parigi: la folla elegante di rue de Rivoli, i passanti davanti ai negozi dei Grands Boulevards, i carbonai
lungo la Senna a Bercy, ma anche l’imponenza dei monumenti, la torre Eiffel, l’Arco di trionfo e soprattutto Notre-Dame e i suoi doccioni zoomorfi che rappresenta di giorno come di notte. Così, da qualsiasi lato si guardi il suo lavoro, vi si ritrova Parigi, sempre Parigi.

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