THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

CARAVAGGIO E IL SUO TEMPO

Al Castello di Miradolo – castello neogotico alle porte della Città di Pinerolo – la Fondazione Cosso, ha organizzato la mostra “Caravaggio e il suo tempo”, visitabile fino al 10 Aprile.

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Caravaggio, Maddalena penitente

La rassegna presenta  43 opere, alcune delle quali inedite e mai esponete in Italia, che documentano il tempo di Caravaggio; da qui il titolo della mostra, ideata e curata da Vittorio Sgarbi insieme ad Antonio D’Amico.

Il percorso vede nella Maddalena penitente della Galleria Doria Pamphilj di Roma, dipinta da Caravaggio intorno al 1597, l’assoluto capolavoro del maestro lombardo che costituisce il cuore nevralgico della mostra. Attorno all’opera del maestro si potranno vedere tutta una serie di opere di artisti che sono stati fortemente influenzati dal maestro il cui insieme mostra un racconto del tutto originale del tempo di Caravaggio.

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Giovanni D’Ancona (attributo), Il sogno di San Giuseppe

Gli artisti caravaggeschi sono personalità autonome  con un denominatore comune, rinunciare alla pittura ideale per guardare la realtà, vederla così com’è, rappresentarla fotograficamente.

Due gli enigmi di grande interesse che la mostra propone intorno all’esecuzione di opere ritenute non del tutto autografe di Caravaggio: si può vedere la versione del San Francesco che riceve le stimmate proveniente dalla parrocchia di Santa Maria Assunta di Fagagna e custodito dal 1912 presso i Civici Musei di Udine. San Francesco in meditazione è l’altro suggestivo enigma caravaggesco. Si tratta di una tela mai esposta prima d’ora in Italia e proviene da una collezione privata maltese. È “una terza e quasi del tutto inedita versione che si conosce: quella eseguita da Caravaggio per Carpineto Romano e l’altra per la chiesa dei Cappuccini a Roma.

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Mattia Preti, Guerriero barbuto in corazza ed elmo piumato

 Il percorso espositivo si snoda attraverso tre sezioni: la prima pone l’attenzione sulla giovinezza e sugli anni della formazione di Caravaggio, tra Milano e Roma, con inedito confronto tra tre superbe tele realizzate dai maestri del giovane Michelangelo Merisi, Simone Peterzano e il Cavalier D’Arpino. Si prosegue poi con il legame florido tra Caravaggio e il genere della Natura morta, in cui la realtà si specchia nella pittura fornendo un’illusione del reale di significativa rilevanza. La mostra tenta di far luce sull’attività dell’Accademia romana del Marchese Giovanni Battista Crescenzi, con opere di Tommaso Salini, Pietro Paolo Bonzi e Agostino Verrocchi.

La seconda sezione ruota intorno alla Maddalena penitente di Caravaggio, fondamentale per comprendere lo sviluppo della sua arte. Nel dipinto la giovane donna rappresenta “la verità del pentimento espresso dalla Maddalena e qui tradotto senza orpelli e senza l’artificio del devozionale e del religioso”, come ricorda Vittorio Sgarbi. L’opera è esposta per la prima volta in Piemonte e apre il suggestivo e spettacolare confronto con il tempo di Caravaggio, in cui artisti di tutta Europa arrivano a Roma per conoscere i segreti di colui il quale rivoluzionerà per sempre la pittura.

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Matthias Stomer, San Gerolamo

La terza sezione presenta artisti che tengono gli occhi spalancati sulla realtà fra cui il senese Rutilio Manetti, il genovese Gioacchino Assereto, Giovanni Serodine, il calabrese Mattia Preti e lo spagnolo Ribera di cui si potranno ammirare due capolavori come San Pietro penitente e Testa recisa di San Giovanni Battista del Museo Civico Filangieri di Napoli.

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