CINEMA DI STATO.

Il ddl governativo su cinema, audiovisivi e spettacoli dal vivo prevede l’aumento dei finanziamenti del 60% con la creazione di un Fondo per gli investimenti di 450 milioni alimentato dagli incassi su tasse e imposte del settore audiovisivo, al fine di mettere a disposizione risorse per la produzione di film, atteso “il ruolo strategico dell’industria cinematografica”, che peraltro nel 2015 sono stati 187 (erano 171 nel 2014) indicando una elevata frammentazione, non una crescita.

E’ previsto un credito di imposta del 30% sul costo totale dell’opera (era il 15%), con meccanismi automatici di intervento legati ai risultati dei film prodotti; è anche previsto un sostegno alla ristrutturazione delle sale cinematografiche (sino al 40% dei costi sostenuti) ed un fondo di 50 milioni, sul periodo sino al 2019, per la riattivazione di sale chiuse. Il Fondo per il cinema e l’audiovisivo dal 2017 si alimenterà con il 12,5% delle entrate erariali di IRES ed IVA (in misura non inferiore a 400 milioni) per sostenere le iniziative nel settore.

Torneranno anche i cinegiornali Luce, quelli di regime?

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