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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

THE GOLDEN AGE AL FORTE DI BARD

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“GOLDEN AGE. RUBENS, BRUEGHEL, JORDAENS. Pittura olandese e fiamminga dalla Collezione Hohenbuchau” è il titolo della mostra che ha aperto la stagione espositiva invernale 2015/2016 del Forte di Bard.

La rassegna – inaugurata il 5 dicembre 2015 e visitabile fino al 2 giugno 2016 –  presenta un’esposizione di 114 dipinti, molti di grandi dimensioni, rappresentativi del Secolo d’Oro della pittura fiamminga e olandese del Seicento e Settecento.

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Il nucleo più cospicuo è stato concesso in prestito dalla Collezione Hohenbuchau, straordinaria raccolta privata in deposito permanente nelle gallerie della Collezione del Principe del Liechtenstein a Vienna, affiancato da una preziosa serie di opere di proprietà del Principe del Liechtenstein, a conferma del legame fra la Collezione del Liechtenstein e il Forte di Bard.

La Collezione Hohenbuchau, creata dalla passione e dalla competenza di Renate e Otto Fassbender, è una delle più grandi e complete collezioni al mondo d’opere d’arte barocca dell’Europa settentrionale raccolte negli ultimi decenni, ed è principalmente composta di dipinti di artisti olandesi e fiamminghi del diciassettesimo secolo. I dipinti dei pittori olandesi e fiamminghi da sempre sono stati oggetto di grande ammirazione, essendo collezionati per il loro naturalismo e maestria tecnica. Le 98 opere della Collezione Hohenbuchau, esposte al Forte di Bard per la prima volta in Europa, e per la prima volta al mondo in versione integrale, costituiscono un eccezionale corpus che data dal tardo Cinquecento agli inizi del Settecento, della cosiddetta ‘Golden Age’ fiamminga e olandese. Ogni genere di questa importante stagione artistica è qui efficacemente rappresentato: scene storiche, ritratti, pittura di genere, paesaggi, marine, e soprattutto le nature morte, nelle numerose varianti iconografiche: rappresentazioni floreali, di banchetti, di frutti, pitture animaliste, scene di caccia e pesca.

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Gli artisti fiamminghi e olandesi solevano specializzarsi in temi e stili prescelti e collaboravano volentieri fra loro, concetto forse anomalo in una realtà moderna dell’individualismo artistico. Capitava che più artisti lavorassero su un unico quadro, ognuno con la propria specializzazione; per esempio le figure, i paesaggi o le nature morte. Quest’uso è ampiamente illustrato in mostra, con esempi eccezionali di collaborazione artistica, tra cui lavori in coppia di Denys van Alsloot e Hendrick de Clerck, Jan Brueghel il Giovane e Hendrick van Balen, Joos de Momper e Jan Brueghel il vecchio. I due più importanti maestri fiamminghi, precursori e anticipatori della stagione del Barocco nordico, Peter Paul Rubens e Anthonis van Dyck, sono rappresentati con una serie di ritratti, come pure Jacob Jordaens, con un Ritratto di musico e una Sacra Famiglia. Grande risalto è inoltre dato alle rappresentazioni storiche, soprattutto quelle del manierismo dei Caravaggisti di Utrecht e del barocco fiammingo.

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