MOVIES INSIDER con Ilaria BARALE

Cominciamo da oggi la collaborazione con Ilaria Barale, giovane esperta e, da oggi, nostra critica di cinema. Presenterà e commenterà per noi le novità cinematografiche più rilevanti.

revenant

THE REVENANT- REDIVIVO

 

 

Uno dei film più attesi del 2016, candidato a dodici premi Oscar, The Revenant- Redivivo non sembra deludere le aspettative del pubblico, guadagnando ben 3 milioni di euro nei primi due giorni di proiezione nelle sale italiane.

Ambientato nel 1823 in America, il film segue la vicenda di Hugh Glass, guida di un gruppo di pionieri dediti al mercato di pellicce nei luoghi più impervi del continente. Glass, durante una caccia solitaria, viene attaccato da un grizzly e, creduto ormai prossimo alla morte, è abbandonato dai suoi compagni dopo essere stato tradito da uno di essi: egli è però ancora vivo. Per tutta la durata del film si assiste alla lotta di Glass, spinto da un inesauribile desiderio di vendetta, contro il suo stesso corpo e contro la natura incontaminata che lo circonda. La suggestiva fotografia di Lubezki, il quale si è cimentato nella sfida tecnica di utilizzare solamente la luce naturale nella realizzazione del film e i maestosi paesaggi del Canada e dell’Argentina, luoghi in cui la troupe ha girato, rendono la pellicola fortemente estetica da un punto di vista visivo. La magnificenza degli scenari è in forte contrasto con i dialoghi asciutti, la crudezza delle immagini, la rappresentazione del lato più egoista e crudele dell’animo umano, che si manifesta proprio nel momento in cui l’uomo si trova a combattere unicamente per la sua sopravvivenza: dunque, per tutta la durata del film l’aridità e l’egoismo predominano sui – pur raramente presenti – valori della famiglia e della rettitudine morale.

Protagonista indiscusso è Leonardo di Caprio, il quale ha affermato che questa è stata l’interpretazione più difficile della sua vita. Ha infatti dovuto recitare con temperature fino a 40 gradi sottozero; ha camminato talvolta delle ore per girare pochi secondi; per rendere una scena quanto più realistica ha mangiato il fegato di un bufalo, pur essendo vegetariano. L’interpretazione è magistrale, la migliore della sua carriera: da solo sulla scena per la maggior parte del film, ha potuto utilizzare soprattutto il linguaggio del corpo, rantolii, ansimi e respiri affannosi per esprimersi, essendo le sue battute pochissime.

La regia di Iñàrritu è notevole soprattutto nelle scene d’azione, nelle quali egli mostra di sapersi muovere in assoluta armonia con gli attori, creando ritmo e dando allo spettatore l’impressione di essere letteralmente immerso all’interno della scena; quest’ultimo effetto è stato reso possibile anche dall’originale uso della lente della cinepresa su cui talvolta è visibile l’alito dei personaggi, quando sono vicini a essa, e su cui viene fatto schizzare addirittura del sangue durante le scene di lotta.

E’ un film fisicamente estenuante per lo spettatore, con pochi momenti – soprattutto nella prima metà del film – in cui riprendere fiato. Viene resa quasi tangibile la forza di quanto sprona un uomo ad andare avanti, una volta che gli sia stato strappato ciò che ha di più caro; ciò può essere espresso da una frase, ripetuta più volte, che sintetizza l’essenza dell’intero film: “Quando c’è una tempesta e tu stai di fronte a un albero, se guardi i suoi rami penseresti che esso cadrà, ma se guardi il suo tronco, vedrai stabilità”.

@BaraleIlaria

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