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Investire in azioni: Trimestrali, record per il settore tech USA

Abbiamo visto come il settore tech abbia acquistato un grande peso nei mercati azionari globali al punto che, le prime quattro società più grandi al mondo per capitalizzazione di mercato sono proprio rappresentate da società del settore.

È anche stato uno dei settori che ha avuto le migliori performance nel 2015: tuttavia non è stato risparmiato dal recente crollo dei mercati. Durante il periodo delle trimestrali gli occhi degli investitori sono tutti rivolti ai conti, per cercare di capire non solo come è andato il trimestre appena passato ma soprattutto per intravedere e delineare con più chiarezza l’outlook per il periodo futuro. Cerchiamo di capire un po’ come sono andati i conti di 3 grandi player del settore.

Apple

Apple, come al suo solito negli ultimi anni, ha sorpreso ma questa volta si intravedono le prime ombre. I conti del colosso di Cupertino sono inevitabilmente da record con un fatturato di $ 75,9 miliardi, in aumento del 4%, trainato soprattutto dall’apertura del mercato cinese, in grado di compensare il calo delle vendite negli USA. Pesa sui bilanci di Apple la forza del dollaro infatti, a valuta costante, i ricavi avrebbero registrato un incremento dell’8% per un ammontare di $ 81 miliardi.

Gli utili salgono a $ 18,4 miliardi (+2,2%) equivalenti a $ 3,30 per azione, valore che segna un +9,2% rispetto all’anno precedente. Che cosa ha preoccupato gli investitori al punto di intensificare le vendite sul titolo?

Il 68% dei ricavi di Apple proviene dall’iPhone e, per la prima volta, il melafonino ha registrato una battuta d’arresto, mantenendo inalterato da un anno all’altro il numero di dispositivi venduti. Il timore è quello di una saturazione del mercato. È vero, la crescita dell’iPhone sarà rimasta inalterata, ma stiamo sempre parlando di un numero di dispositivi pari a circa 75 milioni di pezzi, inoltre i ricavi da servizi (Apple Store) e dei nuovi prodotti (Apple Watch e Apple TV) sono incrementati rispettivamente del 26% e del 62%, segno che a Cupertino sono consapevoli che è necessario diversificare.

Google

Fa incetta di ricavi anche Google, o meglio Alphabet. I ricavi sono aumenti del 18% rispetto all’ultimo trimestre del 2014, e si attestano a poco più di $ 21 miliardi riuscendo a battere le attese che si “fermavano” a $ 20,7 miliardi.

Anche Google risente della forza del dollaro, infatti i ricavi sarebbero aumentati del 24% in una situazione di cambi fissi. In aumento anche l’utile per azione che ammonta a $ 7,06 per azione contro i 6,79 dello stesso periodo del 2014. È importante segnalare che i costi comunque sono sempre tenuti sotto controllo, la percentuale sui ricavi è infatti stabile al 38%. Una cosa è molto interessante: la voce “Other Bets” che rappresenta le scommesse di Google per il futuro: si passa dalla super fibra, ai veicoli senza conducentiai robot domestici.

Al momento questa voce è in forte perdita ($ 3,5 miliardi) ma potrebbe rappresentare il vero salto di classe che potrebbe permettere a Google di distanziarsi dai suoi competitor.

Facebook

Per Facebook è stata la trimestrale dei record. Gli utili per la prima volta superano la barriera del miliardo di dollari, attestandosi a $ 1,562 miliardi, equivalente a $ 0,54 per azione (battendo le attese).

Il social network di Mark Zuckerberg non sembra registrare battute di arresto. Gli utilizzatori giornalieri attivi (DAU), che rappresentano la linfa vitale di un social network, sono in continuo aumento e, nell’ultimo trimestre del 2015, la cifra è salita a più di un miliardo di users, con un incremento in tutte le aree geografiche. Lato ricavi la cifra ammonta a $ 5,8 miliardi, il 96% dei quali proviene dalla pubblicità ed il trend è in continua crescita. Facebook tuttavia ha iniziato anche a perseguire una politica di contenimento dei costi su diversi fronti (marketing, ricerca e sviluppo e amministrazione).

L’unico che sembra essere riuscito a tenere alla tempesta dei mercati di questo periodo è proprio Facebook, mentre per gli altri due titoli le perdite da inizio anno si attestano intorno al 10%. Ma è veramente giustificata una perdita di questa portata? Un rapido metodo per confrontare i titoli è quello di analizzare l’Earning Yield, ovvero l’utile stimato dagli analisti Bloomberg per trimestre diviso il prezzo di mercato corrente.

Earning YieldAppleFacebookGoogleMar ’16Giu ’16Set ’16Dic ’16Mar ’17Giu ’17Set ’17Dic ‘1701234

È possibile vedere chiaramente che queste società sono solide, capaci di realizzare profitti nel tempo e soprattutto garantire una certa costanza nei profitti per gli investitori, con qualche picco per la società di Cupertino in corrispondenza del periodo natalizio.

Insomma, il settore tech sembra proprio aver passato l’esame di queste trimestrali.

Filippo Oliviero

Filippo Oliviero

Laureato in Economia dei Mercati Finanziari presso l’Università Bocconi, dopo una parentesi presso banche tradizionali, inizia un’esperienza quasi quadriennale in FinecoBank diventando esperto del mondo del trading online. Nel 2015 la passione e la curiosità per la finanza e il mondo digitale lo portano nel team di financial strategies di AdviseOnly. Viaggiatore e fotografo incallito, sempre con l’inseparabile smartphone in mano e la musica accesa

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