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I PROFITTI DELLA BCE.

I bassi tassi di interesse fanno calare gli interessi percepiti dalla BCE sui prestiti concessi alle banche commerciali europee, sulla circolazione delle banconota e sui titoli di stato acquistati dalla BCE nel periodo 2010-2011 col programma SMP (intervento a sostegno dei paesi in crisi) oggi ridotti a 126 milioni di euro (la metà debito pubblico italiano), ma l’utile netto della Banca Centrale europea è cresciuto da 989 milioni di euro (2014) a 1.082 milioni nel 2015, consentendo la distribuzione di un acconto del dividendo alle banche centrali dei singoli paesi, azionisti della BCE, di 812 milioni (i restanti 270 milioni sono previsti entro fine febbraio 2016).

Il QE ha contribuito al conto economico della BCE con 161 milioni di interessi incassati a fronte del programma. Il costo della vigilanza (personale) è passato da 301 milioni nel 2014 a 441 milioni, in parte (277 milioni) coperti dai contributi delle banche centrali nazionali. La BCE ha pubblicato anche lo stipendio del suo presidente, passato da 379.000 euro (2014) a 385.000 euro (2015).

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